Arrivano i “Green Film”

La serie "Un amore" con Stefano Accorsi e Micaela Ramazzotti cavalca la tendenza verso produzioni cinematografiche più sostenibili. Ecco i requisiti che deve avere una certificazione 'green film'.

Nel giorno di San Valentino, il cinema Modernissimo di Bologna ha proiettato l’anteprima della nuova serie “Un amore“, girata nella città in collaborazione con Emilia-Romagna Film Commission.
La serie, poi in programmazione su Sky e Now, si distingue per aver acquisito la certificazione Green Film. Il riconoscimento sottolinea l’impegno della produzione verso pratiche sostenibili durante le riprese, al fine di ridurre l’impatto ambientale.

La Regione Emilia-Romagna, dal 2021, ha designato Arpae come ente responsabile per verificare la conformità delle produzioni ai criteri di sostenibilità, con un focus particolare su quelle realizzate prevalentemente nel territorio regionale. Con l’approvazione di Arpae, le produzioni possono fregiarsi del sigillo Green Film Emilia-Romagna.

Un amore green

Per minimizzare l’impatto ambientale, la produzione di “Un amore” ha implementato diverse misure:

  • Elaborazione e applicazione di un piano di sostenibilità, incluso un sistema ottimizzato per i trasporti;
  • Scelta di alloggi per la troupe entro un raggio di 10 km dal set;
  • Utilizzo di prodotti con certificazione Pefc, che garantisce la provenienza da foreste gestite in maniera sostenibile;
  • Ricorso a materiali riciclati o di riuso;
  • Riutilizzo degli elementi scenografici;
  • Implementazione di un sistema di raccolta differenziata.

Anche la trama offre spunti di responsabilizzazione ambientale. Anna, interpretata da Micaela Ramazzotti, lavora per un’agenzia di protezione ambientale.
Alcune scene sono state effettivamente girate negli uffici di Arpae.

La certificazione Green Film

Nell’era digitale, la nostra quotidianità è sempre più dominata dalle immagini, in particolare quelle in movimento come film, serie TV e documentari, resi accessibili a tutti grazie a internet e ai social media. Questa onnipresenza dei contenuti audiovisivi, come ogni attività umana, porta con sé un impatto ambientale che non può essere ignorato.
Data la crescente frequenza di tali produzioni, è fondamentale ridurne gli effetti negativi sull’ambiente.

In Italia, sono le film commission, le organizzazioni dedicate a promuovere e supportare la produzione cinematografica e audiovisiva locali, a essere in prima linea per affrontare questa sfida.

“Green Film” avviato nel 2016 dalla Trentino Film Commission è stato un progetto pionieristico.
Grazie alla collaborazione con l’Agenzia provinciale per la protezione dell’ambiente di Trento, Green Film, mira a valutare e ridurre l’impatto ambientale delle produzioni.
Il fulcro di “Green Film” è l’adozione di un disciplinare che, se seguito, minimizza gli impatti ambientali più significativi delle produzioni audiovisive.

Green Film screen

Il Disciplinare Green Film

Il disciplinare attuale prevede due requisiti obbligatori:

  • la creazione di un piano di sostenibilità;
  • un piano di ottimizzazione dei trasporti da condividere con la troupe prima delle riprese.

Inoltre, ci sono 17 requisiti facoltativi legati a sostenibilità energetica, mobilità sostenibile, riduzione dei rifiuti, scelta ecologica dei materiali e raccolta differenziata, ciascuno dei quali contribuisce a un punteggio complessivo necessario per ottenere la certificazione.
Le produzioni che rispettano tali criteri ricevono un marchio di qualità ambientale, rilasciato dopo una rigorosa verifica da parte di un ente terzo indipendente.

Da quando è stato lanciato nel 2016, il progetto ha certificato 114 produzioni audiovisive (dato 2023), non solo in Italia ma anche in altri paesi come Belgio, Danimarca e Spagna, diventando un punto di riferimento internazionale per il cinema sostenibile.
Il successo del marchio è riconosciuto a livello nazionale, con il sostegno dell’Italian Film Commission e dell’Ispra – l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale e si sta espandendo anche oltre i confini italiani, con diverse film commission straniere che adottano i principi e i criteri del “Green Film”.

Il Green Film research lab

Green Chuck

L’iniziativa “Green Film research lab“, promossa dalla Trentino Film Commission e Appa Trento con il sostegno del Ministero per i Beni e le attività culturali, mira a studiare l’effetto del marchio “Green Film” su ambiente ed economia.
L’impatto ambientale è misurato in termini di emissioni di CO2 equivalente evitate, il benefico economico è espresso in risparmio generato, lungo tutto il ciclo di vita di una produzione audiovisiva.
Per garantire l’affidabilità dello studio, sono state analizzate dieci produzioni italiane tra il 2021 e il 2022, divise in due gruppi: cinque seguivano gli standard ecologici del “Green Film”, mentre le altre cinque adottavano metodi convenzionali.
I dati sono stati raccolti sia sul campo, durante le riprese, che da fonti secondarie come database e studi scientifici. L’analisi ha confrontato gli impatti ambientali ed economici delle due tipologie di produzione, esaminando 21 aspetti diversi definiti dal disciplinare “Green Film”.
Lo studio ha rivelato che la maggior parte delle produzioni che seguono i criteri “Green Film” riduce significativamente le emissioni di CO2 rispetto alle tradizionali, con notevoli risparmi economici in molti casi. Nonostante a volte si evidenziano alcuni costi aggiuntivi, come per l’uso di luci a LED, le pratiche sostenibili come il riutilizzo dei materiali e l’uso di strutture ecologiche dimostrano grandi benefici ambientali ed economici.
Questi risultati evidenziano l’efficacia del “Green Film” nel promuovere un cinema più green e offrono dati preziosi per sviluppare strumenti di valutazione degli impatti ambientali, aiutando così i produttori e influenzando le politiche per una transizione ecologica del settore.

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