Clinica Botanica, un esempio di economia circolare delle piante

Clinica Botanica si definisce come un vivaio sostenibile a filiera corta che promuove unicamente piante e fiori recuperati e autoctoni per ricreare nella città di Milano un nuovo sistema di economia circolare delle piante

La prima regola dell’economia circolare dice che il rifiuto migliore è quello che non produciamo, ma sono ancora poche le aziende che puntano a non creare ulteriori rifiuti o bisogni non necessari.

Questa regola riguarda anche il mondo delle piante e dei fiori. Nelle nostre case, nelle aziende, durante gli eventi, ci sono spesso molte piante e vasi di fiori che finiscono per essere gettati via, perché hanno terminato la loro funzione o semplicemente perché non sappiamo come prendercene cura. Lo stesso accade nei negozi e grandi magazzini, con quantitativi di piante e fiori che vanno sprecati e gettati via ogni giorno.

Come nasce Clinica Botanica

Per recuperare questo patrimonio botanico, Andrea Sebastiano Sarli, giardiniere, ha pensato di fondare nell’aprile dello scorso anno la prima Clinica Botanica in Italia, una bottega, un’ambiente di cura e rispetto per le piante.

L’Italia è un Paese ricco di biodiversità vegetale: si stima che siano oltre diecimila le diverse specie presenti, con oltre ottomila specie autoctone, cioè caratteristiche della nostra area geografica.

La maggior parte delle piante e dei fiori che acquistiamo sono esotiche o provengono dall’estero: come mai? Conoscere le piante autoctone e scegliere questo tipo di vegetazione per la casa o il giardino non è facile.

Inoltre molte delle piante che acquistiamo sono una varietà genetica che deriva dalla pianta trovata in natura. Ad esempio, la lavanda che cresce spontanea è diversa dalla pianta di lavanda che acquistiamo dai fioristi e nei vivai.

In pratica, ci troviamo di fronte a due problemi: il recupero delle piante dagli eventi o dagli scaffali della vendita e la salvaguardia e la ricerca di specie di piante autoctone, quelle tipiche del territorio italiano.

Clinica Botanica nasce con l’idea di recuperare, rigenerare e rivendere piante che erano destinate al cassonetto dei rifiuti. Le piante vengono raccolte, sono esseri viventi in difficoltà e qui trovano chi si prende cura di loro, proprio come in una clinica per esseri umani o animali.

Quando le piante sono tornate in salute, si cerca uno spazio che possa accoglierle in città o nell’immediata periferia. Le piante vengono rimesse in natura, nel posto più adatto per ciascuna specie, e contribuiscono in questo modo a creare un nuovo sistema di economia circolare delle piante a Milano.

La sede milanese di Clinica Botanica è presso il centro culturale gestito dall’Associazione dopolavoro, un collettivo nato nel 2022 grazie alla scuola dei quartieri nella zona Corvetto-Porto di Mare. Clinica Botanica è un tipo di attività unica in Italia.

Piante spontanee e autoctone e il giardinaggio etico

Secondo l’idea di Clinica Botanica, le piante del nostro territorio vengono curate quando si presenta la necessità, per poi essere ricollocate o vendute. Ma questa attività non è sufficiente per salvaguardare la nostra vegetazione: occorre cercare, far conoscere e proteggere nuove piante spontanee e autoctone in difesa di una filiera corta per promuovere la bellezza della natura e della biodiversità.

Andrea Sarli ha raccontato in un’intervista per Lampoon che le piante che Clinica Botanica cerca sono quelle che conosciamo come tipiche di una zona e possono essere di due tipi:

• piante autoctone che nascono e si evolvono in un territorio senza l’aiuto dell’uomo,

• piante alloctone naturalizzate spontanee, cioè che si sono adattate ad un territorio diverso da quello dal quale provengono, senza danneggiare la flora locale.

Andrea è convinto che “in natura c’è un equilibrio. Sono contro le monocolture: con l’industrializzazione dell’agricoltura stiamo rovinando proprio quegli equilibri che esistono tra piante, insetti e animali. Sono invece favorevole alla agroforestazione, con colture miste, in cui più piante insieme collaborano tra di loro, creando una stabilità.

Tra le varie attività di Clinica Botanica c’è il giardinaggio etico, ovvero un giardinaggio che presta attenzione alle specie spontanee, che trasmette valori e salvaguarda gli habitat naturali.

Allo stesso tempo, mentre si curano le diverse specie vegetali, non si utilizzano quelle sostanze chimiche che potrebbero essere nocive alle piante stesse, all’ambiente e agli animali impollinatori, quali api e farfalle.

Salvaguardare gli habitat naturali, la flora e la fauna che circonda un giardino e che lo rende bello e in salute: questo è l’obiettivo di Clinica Botanica. Quando accade, non c’è bisogno di nessun’altra sostanza non naturale: è un ecosistema che si auto-mantiene.

Per privati ed aziende, Clinica Botanica crea installazioni con piante di recupero e a chilometro zero, con attenzione all’etica, all’estetica e alla spontaneità.

Nella loro sede, si vendono piante come in ogni negozio di fiori ma una parte dell’attività è dedicata al ritiro e alla cura di piante e fiori che non servono più, quelli che buttiamo via o che non sappiamo come curare e fare fiorire: qui possono essere recuperati da mani esperte e essere utilizzati anche per laboratori didattici.

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