Crisi climatica, arriva la prima legge europea sulla neutralità carbonica

Un momento storico e un passo fondamentale per garantire un futuro al nostro Pianeta

Il 28 giugno rimarrà una data da ricordare nella crisi climatica, perché è quella in cui il Consiglio Ue ha finalmente concluso la procedura di adozione della sua prima legge sul clima, una norma che fissa nella legislazione europea l’obiettivo della neutralità climatica dell’Ue entro il 2050. Essere carbon neutral entro il 2050 e ridurre le emissioni nette di gas serra di almeno il 55% entro il 2030 diventa per i Paesi dell’Unione una vera e propria legge, con tanto di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

Cosa significa questo?

Fissare per legge un obiettivo non è una cosa comune ma straordinaria, a dimostrazione di quanto siano straordinarie le circostanze che hanno portato a questa decisione.

Proprio nei giorni scorsi sono state rese note alcune anticipazioni sul nuovo report del gruppo intergovernativo di scienziati delle Nazioni Unite esperti in cambiamenti climatici (Ipcc) che presenta una situazione davvero drammatica: carenza d’acqua, malattie più diffuse, calore insopportabile, raccolti scarsi e di bassissima qualità, fame e malnutrizione, esodi dalle città inondate e dai campi aridi, estinzione delle specie sono gli effetti devastanti del cambiamento cliamtico, che arriverà quando i bambini nati nel 2021 avranno 30 anni o anche prima. E se “la vita sulla Terra può evolversi in nuove specie, l’umanità non può fare altrettanto”. Le conseguenze derivanti da “decenni di inquinamento sfrenato da carbonio” sono inevitabili a breve termine, questa corsa “sta accelerando e va fermata”.

La neutralità climatica è la necessità primaria per fermare la crisi climatica.

Lo scorso 21 aprile l’Europarlamento aveva raggiunto un primo accordo per andare nella direzione di fissare un obiettivo vincolante per l’Unione ed era cominciato l’iter legislativo che ha condotto poi nei giorni scorsi all’ok del Consiglio che consente la pubblicazione della legge in Gazzetta dell’Ue e la sua entrata in vigore. Questo provvedimento è anche il presupposto del pacchetto clima che sarà presentato il prossimo 14 luglio. Si tratta delle prime undici proposte legislative che tradurranno i target della legge in normative settoriali e specifiche.

“L’Europa ha la sua prima legge sul clima. I giovani erano scesi in strada per chiedere all’Ue di agire contro i cambiamenti climatici e l’Ue lo ha fatto. Questa legge porterà ad un’Europa ad una neutralità climatica dell’Ue entro il 2050”.

Così il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, su Twitter, saluta la chiusura della procedura di adozione della norma che fissa nella legislazione europea l’obiettivo della neutralità climatica dell’Ue entro il 2050.

Cosa prevede la nuova legge europea sul clima

La legge europea sul clima prevede il raggiungimento dell’obiettivo della carbon neutrality entro il 2050 e fissa come target intermedio la riduzione delle emissioni di gas serra di almeno il 55% entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990.

Oltre ai target di riduzione delle emissioni per il 2030 e il 2050, la legge per il clima prevede che l’Ue si doti di un obiettivo climatico intermedio per il 2040 e di una proiezione del bilancio indicativo dell’Unione per i gas a effetto serra per il periodo 2030-2050 (carbon budget).

Il bilancio misurerà il volume totale indicativo delle emissioni nette di gas a effetto serra che dovrebbero essere emesse nel periodo senza mettere a rischio gli impegni dell’Unione ai sensi dell’accordo di Parigi. La legge sul clima istituisce inoltre un comitato consultivo scientifico europeo sui cambiamenti climatici. Il consiglio fornirà consulenza scientifica indipendente e produrrà relazioni sulle misure dell’Ue. La Commissione europea, infine, si impegnerà con i settori dell’economia che scelgono di preparare tabelle di marcia volontarie indicative per raggiungere l’obiettivo della neutralità climatica dell’Unione entro il 2050. L’Esecutivo Ue dovrà monitorare lo sviluppo di tali tabelle di marcia, e facilitare il dialogo e la condivisione delle migliori pratiche tra le parti interessate.(fonte Ansa)

Cosa significa neutralità climatica

Si definisce neutralità climatica, o neutralità carbonica, il raggiungimento di un equilibrio tra le emissioni e l’assorbimento di carbonio, in particolare le emissioni non devono superare la quantità che può essere assorbita.

Come è noto praticamente quasi tutte le attività umane come industria, agricoltura, allevamento, mobilità, digitale, produzioni varie, producono emissioni di CO2 e altri gas a effetto serra nocivi per l’ambiente. E’ dalla prima rivoluzione industriale che tali emissioni di CO2 sono aumentate in modo eccessivo e il pianeta non riesce ad assorbirle, cioò ha generato ciò che viene definito ‘effetto serra’ e surriscaldamento globale. Gli esperti lo chiamano anche “cambiamento climatico antropogenico” perchè causato, appunto, da attività umane (in particolare da emissioni di CO2 nell’atmosfera dovute all’utilizzo di combustibili fossili).

Secondo il l’IPCC (un gruppo intergovernativo di esperti delle Nazioni Unite che studia il cambiamento cliamatico) le attività umane hanno già avuto un impatto significativo sulle temperature globali e che il riscaldamento è in continuo aumento, ci restano solo pochi anni per limitare il riscaldamento globale ad un massimo di 1,5 °C, una soglia reputata sicura e raggiungibile se si arriva a emissioni zero entro la metà del ventunesimo secolo. (Tale obiettivo è quello previsto anche dall’Accordo di Parigi firmato da 195 paesi, inclusa l’Unione europea).

Per far fronte alla crisi climatica occorre intervenire in due direzioni: da un lato ridurre drasticamente le nuove emissioni, in particolare derivanti dall’uso di combustibili fossili; dall’altra, bisogna favorire e potenziare i sistemi di ‘compensazione’ e di assorbimento delle emissioni prodotte.

Come raggiungere la neutralità climatica?

Innanzitutto va detto che esistono dei sistemi naturali per l’assorbimento della CO2, che vengono chiamati ‘pozzi di assorbimento’: sono il suolo, le foreste, gli oceani. Secondo le stime, i pozzi naturali rimuovono tra i 9.5 e gli 11 Gt di CO2 all’anno. Nel 2019, le emissioni globali di CO2 hanno superato di più di tre volte (38.0 Gt) la capacità totale di assorbimento dei pozzi naturali.

Questo è il motivo per cui la distruzione delle foreste, l’eccessivo utilizzo del suolo e l’inquinamento degli oceani hanno una diretta influenza sul cambiamento climatico, il primo modo per raggiungere la neutralità carbonica è quindi di rispettare e preservare questi pozzi naturali di assorbimento.

Un altro modo per raggiungere la neutralità carbonica consiste nel compensare le emissioni prodotte in un settore riducendole in un altro, per esempio puntando sulle energie rinnovabili, l’efficienza energetica o in altre tecnologie pulite, oppure sulla piantumazione di nuovi alberi. Per fare questo esiste il Sistema per lo scambio delle quote di emissione dell’UE, che verrà presto riformato per renderlo più efficiente.

La neutralità climatica è evidentemente un obiettivo intermedio verso il drawdown, ossia il punto in cui i gas serra inizieranno a diminuire.

L’azione climatica e il Geen Deal europeo

L’azione per il clima e la neutralità climatica sono il cuore del Green Deal europeo, una serie di misure che riguardano da un lato le cose da fare per la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra, e dall’altra gli investimenti nella ricerca, l’innovazione e gli interventi per preservare l’ambiente naturale dell’Europa e la vita sul pianeta.

Il pacchetto di misure del Green Deal europeo comprende:

Entro luglio 2021 la Commissione riesaminerà e, se necessario, proporrà di rivedere tutti gli strumenti politici pertinenti per conseguire ulteriori riduzioni delle emissioni di gas a effetto serra.

A livello internazionale, l’UE continuerà a guidare i negoziati per stimolare l’ambizione dei principali responsabili delle emissioni in vista della conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici a Glasgow (COP26).

Photo by Callum Shaw on Unsplash

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