L’Unione europea riconosce l’ecocidio

Si rafforzano i 'diritti della Natura' in Europa, i crimini ambientali potranno essere perseguiti con maggiore efficiacia in futuro. Due anni ai singoli Stati per recepire la direttiva nel proprio diritto penale.

L’Unione Europea ha fatto un passo significativo nell’affrontare i danni ambientali su larga scala, diventando il primo organismo internazionale a criminalizzare azioni paragonabili all’ecocidio. Dimostrando sempre più la leadership globale nella transizione ecologica.

“I crimini ambientali sono gravi, lucrosi e in aumento. I ricavi annuali del mercato illegale dei rifiuti nell’UE, ad esempio, si aggirano tra i 4 e i 15 miliardi di euro” ha detto Virginijus Sinkevičius, commissario europeo per l’ambiente, gli oceani e la pesca al The Guardian.

Al momento, nella maggior parte del mondo, nessuno è ritenuto responsabile per i crimini ambientali (si multano le società), anche perchè mancano norme di riferimento. Il tema dei ‘diritti della Natura‘ sta portando in tutto il mondo alla creazione di una nuova impostazione giuridica per la salvaguardia dell’ambiente. Con questa direttiva europea si apre la strada a una precisa responsabilizzazione degli autori dei crimini ambientali che non è ancora quello che si vorrebbe rendendo l’ecocidio un crimine internazionale, ma un primo passo.

Marie Toussaint, avvocato francese ed europarlamentare che ha guidato gli sforzi dell’UE per criminalizzare l’ecocidio, ha affermato che questa decisione “pone fine all’impunità per i criminali ambientali” e potrebbe segnare l’inizio di una nuova era di controversie ambientali in Europa.

La direttiva sui reati ambientali sarà formalmente approvata in primavera e gli Stati membri avranno due anni di tempo per recepirla nel loro diritto nazionale.

Il testo concordato mira a criminalizzare azioni assimilabili all’ecocidio, senza usare esplicitamente questa parola: si tratta di azioni che causano danni estesi e irreversibili agli ecosistemi, habitat, o alla qualità dell’aria, del suolo e dell’acqua. La nuova legge dell’UE copre attività come l’estrazione dell’acqua, il riciclaggio, l’inquinamento delle navi e la distruzione dell’ozono, ma non menziona, per il momento, pesca, esportazione di rifiuti tossici o frodi nel mercato del carbonio. Ottenere un permesso non giustifica automaticamente le azioni; commetteranno un reato individui o aziende che lo abbiano ottenuto in modo fraudolento, corrotto, estorto, o se viola requisiti legali sostanziali.

Ecocidio – Termine che indica ‘“atti illegali o sconsiderati commessi con la consapevolezza della sostanziale probabilità che tali atti causino un danno grave e diffuso o a lungo termine all’ambiente“. Il termine può essere utilizzato per descrivere azioni umane che causano danni irreversibili all’ambiente, come la deforestazione su larga scala, l’inquinamento grave dell’acqua o dell’aria, o altre attività che minacciano l’equilibrio ecologico della Terra. La criminalizzazione dell’ecocidio rappresenta un tentativo di affrontare legalmente e penalmente queste gravi minacce ambientali. (Stop Ecocide International)


La legge introduce nuove sanzioni, che vanno dalle pene detentive per gli individui all’esclusione dall’accesso ai fondi pubblici per le aziende. Gli Stati membri potranno anche scegliere se introdurre multe per le aziende basate su una percentuale del loro fatturato (fino al 5% a seconda del reato) o su importi fissi fino a 40 milioni di euro (35 milioni di sterline).

“Il testo approvato può aprire una nuova era del contenzioso ambientale in Europa, perché abbiamo ottenuto una vittoria fondamentale che dovrebbe estendersi oltre i nostri confini. Nel contesto politico europeo, questo testo è un punto di appoggio per tutti coloro che difendono l’ambiente in tribunale e combattono l’impunità delle imprese criminali che troppo spesso si fanno beffe delle leggi e lavorano oggi per disfare la democrazia ambientale in Europa”. sottolinea in una nota stampa Marie Toussaint. “La criminalità ambientale sta esplodendo in tutto il mondo, è ormai considerata redditizia quanto il traffico di droga e contribuisce a distruggere le condizioni di vita sulla terra. Con questo accordo, l’Unione europea adotta una delle legislazioni più ambiziose al mondo. Continueremo a lottare affinché non si possa mai più danneggiare gli esseri viventi in nome del profitto. È ora essenziale che gli Stati membri dell’UE propongano un emendamento per l’inclusione del reato autonomo di ecocidio nello statuto di Roma della Corte penale internazionale”.

Si tratta di un risultato davvero significativo e che apre le porte a una maggiore tutela ambientale anche nelle aule di giustizia. “Questo è un risultato molto significativo e da lodare con tutto il cuore, e possiamo vedere dallo slancio in rapida crescita dell’iniziativa della legge sull’ecocidio che gli Stati europei non tarderanno a impegnarsi più a fondo con essa nelle loro giurisdizioni. – ha detto Jojo Mehta, Co-Founder and CEO of Stop Ecocide International. “Infatti, non ho dubbi che, con la rapida definizione di questa direzione di marcia, sia solo questione di tempo prima che l’ecocidio venga riconosciuto nel diritto penale a tutti i livelli”.

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