Foamflex200, la spugna innovativa mangia-petrolio

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E' totalmente green, può assorbire oli e idrocarburi in una quantità di circa 30 volte il proprio peso e, una volta strizzata, può essere riutilizzata fino a 200 volte: questa spugna è un' alleata straordinaria per mantenere mari e corsi d'acqua più puliti

L’invenzione è tutta italiana: Test1, società innovativa con sede a Brescia, impegnata nello sviluppo di materiali e sistemi innovativi per la tutela ambientale, ha ideato e brevettato Foamflex200, una spugna realizzata in schiuma poliuretanica con un effetto idrofobo superiore al 95% che permette il recupero degli idrocarburi sversati, pressoché senz’acqua. In pratica, se petrolio e oli derivati vengono versati in mare o in fiume, questa spugna permette di ripulire in modo efficace e veloce perchè assorbe solo la sostanza inquinante e non l’acqua stessa.

Quante volte abbiamo assistito in questi ultimi anni ai disastri ambientali provocati proprio da fuoriscite da petroliere o da impianti di trivellazione! Eppure, non tutti si rendono conto che questi ‘casi’ che giungono alla ribalta sono solo una minima parte di quanto in realtà avviene, sversamenti accidentali e magari limitati (ma pur sempre inquinanti) sono molto più frequenti in contesti che maneggiano idrocarburi. Anche in piccolo porticciolo per la nautica da diporto avvengono quotidianamente sversamenti inquinanti.

FoamFlex200 è una innovativa e utilissima soluzione: può assorbire oli e idrocarburi in una quantità di circa 30 volte il proprio peso e, una volta strizzata, può essere riutilizzata fino a 200 volte. 1Kg chilogrammo della spugna può quindi assorbire fino a 6000 Kg di idrocarburi, consentendo operazioni di risanamento ambientale più veloci, efficienti ed economiche.

Inoltre, questa spugna mangia-petrolio è totalmente green e non tossica, può essere realizzata in diverse misure e spessori, è facile da trasportare (e anche in questo aiuta l’ambiente), conservare, perchè è leggera e maneggevole. Non ultimo, il fatto che permette di recuperare l’olio sversato intatto e ridurre i rifiuti generati.

Gli utilizzi di FoamFlex200, quindi, sono svariati e vanno dalla bonifica di aree contaminate da sversamenti di petrolio e oli, alla realizzazione di barriere antinquinamento e sistemi di filtrazione.

La prima sperimentazione fuori laboratorio è avvenuta nel 2018, dopo la tempesta Emma che ha causato il naufragio di alcuni battelli a Port Gran Tarajal nelle Canarie, con conseguente sversamento di combustibile. Nel risanamento viene utilizzata FoamFlex200, consentendo il recupero di 54 tonnellate di idrocarburi in soli 2 giorni: il 50% dello sversamento contro il 20% solitamente raccolto con le più tradizionali tecnologie.

Dopo questa prima esperienza si sono moltiplicate le applicazioni nel settore oil (off shore e in shore) nel trasporto marittimo, nella nautica da diporto oltre a sistemi di filtraggio in contesti industriali in diverse region: Europa, Africa e Stati Uniti.

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