Formazione Industria 4.0, i percorsi

Un’offerta professionale qualificata in grado di creare un forte legame tra il mondo delle scuole professionali e del lavoro: gli ITS hanno l'obiettivo di formare professionisti altamente specializzati in settori tecnologici e scientifici di particolare interesse per il mondo del lavoro

Già da qualche tempo vari settori industriali hanno messo in evidenza la difficoltà di trovare personale con competenze adeguate da inserire nel proprio organico: lo stesso ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha recentemente dichiarato che “ci sono 1 milione e 200 mila posti di lavoro che vengono disattesi per mancanza di qualifiche corrispondenti”.

Secondo il bollettino annuale Excelsior, nel 2022, 6 imprese su 10 hanno programmato assunzioni, ma la distanza tra domanda-offerta di lavoro è sempre più critico.

I dati 2022 forniti dal Sistema Informativo Excelsior confermano quindi la crescita del fabbisogno occupazionale, ma pure uno sforzo maggiore nel trovare i profili ricercati: il gruppo professionale con le più grandi difficoltà di reperimento è quello degli operai specializzati, una criticità che riguarda il 55% delle entrate programmate, seguito dagli esperti in ambito tecnico (49%). Di conseguenza, le imprese impiegano mediamente 5 mesi prima di trovare il candidato con le caratteristiche richieste. In generale la discrepanza tra domanda e offerta di lavoro riguarda il 46,2% dei profili ricercati, un valore superiore di circa 6 punti percentuali rispetto al 2022.

La trasformazione del mondo del lavoro ha l’assoluta necessità di creare un forte legame con tutto ciò che riguarda la formazione, sia essa universitaria e superiore: questa in particolare richiede una strategia attenta alle politiche industriali, così da evitare in ogni modo la spiacevole contrapposizione che “un conto è la scuola, un altro è il lavoro”.

A questo proposito, la proposta formativa dei percorsi di specializzazione successivi al diploma, prevede nel sistema di istruzione italiano una formazione tecnica superiore di livello terziario: questa è fortemente collegata alla realtà del mondo del lavoro, secondo un sistema ormai consolidato da alcuni anni anche in altri paesi europei. Tale approccio ha l’obiettivo di creare quei tecnici specializzati, interessati dall’innovazione tecnologica, che vengono richiesti in molteplici ambiti, anche in vista di una proiezione verso mercati sempre più internazionalizzati.

Proprio nell’ottica di promuovere tali processi di innovazione, gli Istituti Tecnici Superiori (I.T.S.) hanno quindi aggiornato e valorizzare il loro piano formativo, per creare un legame diretto con le imprese e il mondo del lavoro.

Gli Istituti Tecnici Superiori (ITS) sono una tipologia di istituti di istruzione superiore che offrono corsi di formazione professionale post-diploma. Sono stati istituiti nel 2008 e sono gestiti dalle Regioni, in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR), il Ministero dello Sviluppo Economico (MISE), le imprese e le associazioni di categoria.

Orientare verso lo sviluppo tecnologico

Gli ITS operano per piani biennali o triennali, secondo priorità indicate dalla programmazione regionale, con l’obiettivo di formare figure in grado di rispondere puntualmente alla domanda dal mondo del lavoro: le imprese richiedono infatti competenze tecniche di livello, che spesso sono nuove, in quanto legate alla stessa innovazione tecnologica.

Si sono individuate alcune aree su cui porre una maggiore attenzione per le caratteristiche e gli sviluppi tecnologici e occupazionali che propongono:

Efficienza energetica, con tematiche riguardanti l’approvvigionamento e la generazione di energia, il risparmio energetico

Mobilità sostenibile, che considera la mobilità delle persone e delle merci, la gestione dei mezzi di trasporto, le infrastrutture, la logistica, l’infomobilità

Nuove tecnologie della vita, in cui approfondire le biotecnologie industriali e ambientali, e la produzione di apparecchi, dispositivi diagnostici e biomedicali

Nuove tecnologie per il Made in Italy, riguardante i sistemi agroalimentare, casa, meccanica, moda, fino ad arrivare ai servizi alle imprese

Tecnologie innovative per i beni e le attività culturali, quindi tutto l’ambito del turismo, a cui è legato pure il settore della informazione e della comunicazione

Tecnologie della informazione e della comunicazione, che comprende tutta l’area dello sviluppo di sistemi software, comprese le architetture e le infrastrutture per i sistemi di comunicazione.

La struttura dei percorsi formativi

Una buona parte dei corsi ITS utilizzano nelle attività didattiche le stesse tecnologie utilizzate realmente nell’Industria 4.0: sono gli elementi fondamentali per apprendere le metodologie e gli strumenti digitali sempre più necessari nelle fasi di produzione e di gestione di prodotti e servizi. I processi legati alla produzione industriale sempre più automatizzata e interconnessa continuano ad ampliare il loro raggio d’azione: i componenti elettronici e informatici collegano macchine, reparti, impattando anche sui processi decisionali, in un’ottica di innovazione continua.

Le principali aree di intervento riguardano i sistemi avanzati di produzione, che vanno dalla robotica alla stampa industriale in 3D, la realtà aumentata, la simulazione digitale di processi orientati a risolvere o prevenire criticità, fino al mondo delle nanotecnologie, dell’intelligenza artificiale, dei sensori e oggetti intelligenti, ovvero l’IoT.

I percorsi formativi realizzati dagli ITS vanno dalle 1.800 alle 2.000 ore, delle quali almeno il 30% svolte in tirocini, anche all’estero, nelle imprese tecnologicamente più avanzate: per particolari figure la durata può essere superiore, nel limite massimo di sei semestri. Ai corsi si accede dopo una selezione, aperta a giovani e adulti in possesso di diploma di istruzione secondaria superiore, e a quelli che, con diploma professionale conseguito con percorsi quadriennali di Istruzione e Formazione Professionale (IeFP), abbiano partecipato a un corso IFTS di durata annuale.

Viene privilegiata una metodologia didattica molto esperienziale, in grado di consentire la maggiore flessibilità possibile: i modelli di formazione si dimostrano aperti alle esigenze delle aziende, con l’attenzione a valorizzare la motivazione di ogni allievo. Non a caso il 50% dei docenti proviene dal mondo del lavoro e delle professioni, con una esperienza lavorativa precedente di almeno cinque anni nel settore di riferimento dell’ITS.

Gli esami al termine dell’iter formativo sono suddivisi in una prova teorico-pratica, una prova scritta e una prova orale: se superati, viene rilasciato il diploma di tecnico superiore. Va pure sottolineato che le commissioni d’esame sono costituite dai dirigenti scolastici degli Istituti Tecnici o Professionali di riferimento delle fondazioni ITS, e sono composte da un rappresentante dell’Università, con funzioni di presidente della commissione d’esame, un rappresentante della scuola, un esperto della formazione professionale e due esperti del mondo del lavoro.

Per informazioni su modalità e termini per l’iscrizione ai corsi ci si deve rivolgere direttamente agli ITS. Sul sito del Ministero dell’Istruzione ci sono alcune pagine dedicate all’offerta formativa degli ITS, con dettagli per guidare nell’orientamento, fino a fornire un monitoraggio seguendo una serie di indicatori specifici: qui si trovano ulteriori documenti allegati che può essere utile consultare.

Come funzionano gli ITS e la loro offerta formativa è riportata sul sito del Ministero dell’Istruzione.

[Infine, si può consultare l’elenco sempre aggiornato degli Istituti Tecnici Superiori nelle pagine dell’Istituto Nazionale Documentazione Innovazione Ricerca Educativa (INDIRE), dove si trovano i recapiti di riferimento e i relativi siti web. Anche sul sito che raggruppa gli Istituti Tecnici Superiori si possono trovare i link di tutti gli ITS.]

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