Green Pass, cosa rischi se lo condividi sui social e come proteggerti

Perché dovresti condividere sui social il Qr Code del tuo Green Pass? In caso tu sia tentato, ecco perché non farlo

Il Green Pass, ovvero la certificazione verde COVID-19, è richiesta in Italia per partecipare alle feste per cerimonie civili e religiose, accedere a residenze sanitarie assistenziali o altre strutture, spostarsi in entrata e in uscita da territori classificati in “zona rossa” “zona arancione” e dal 6 agosto obbligatoria per accedere a ristorazione al tavolo al chiuso, spettacoli, eventi e competizioni sportive, musei, istituti e luoghi di cultura, piscine, palestre, centri benessere, fiere, sagre, convegni e congressi, centri termali, parchi tematici e di divertimento, centri culturali e ricreativi, sale da gioco e casinò, concorsi pubblici.

Per avere tutte le informazioni ufficiali sul Green Pass, ti consigliamo di consultare il sito del Governo dedicato.

Un aspetto della certificazione sulla quale vogliamo portare la tua attenzione è però anche quello della sicurezza informatica, grazie anche ai consigli della società ToothPic, startup innovativa made in Torino al servizio della cyber sicurezza, che spiega:

“Il QR code del Green Pass contiene una serie di informazioni quali nome, cognome, data di nascita, codice fiscale, numero di vaccinazioni ed eventuali tamponi a cui vi siete sottoposti. Banalmente, ognuno di noi può verificare i dati contenuti all’interno scaricando l’applicazione VerificaC19 messa a disposizione dal Ministero della Salute e dal Ministero per l’Innovazione Tecnologica”.

In quanto dati sensibili e prettamente personali, devono quindi  essere mantenuti privati, evitandone la pubblicazione online.

Per quale motivo si dovrebbe pubblicare il QR Code del Green Pass sui social o condividerlo è difficile saperlo, ma ci siamo oramai abituati a vedere che sui social vengono pubblicate cose di qualsiasi tipo, spesso ingenuamente, senza rendersi conto di quanto effettivamente sia pericoloso quello che si fa. I dati personali sono oro per molti criminali del web che riescono attraverso l’uso di sofisticati software (e complice la nostra leggerezza) a impossessarsi dei nostri dati che poi vengono rivenduti per perpetrare ulteriori truffe come accedere ai conti bancari.

“Condividere il QR code del proprio Green Pass non è l’unica azione pericolosa che sarebbe meglio non fare con leggerezza. Occorre anche fare molta attenzione a leggere QR code pubblicati da altri, non necessariamente legati a un Green Pass. I QR code, infatti, possono portarci a cliccare su link che puntano a contenuti potenzialmente malevoli”, aggiungono gli esperti di ToothPic.

In sintesi, ecco 4 consigli di base ma molti importanti di ToothPic

1.Non autosabotarsi. Non pubblicare il QR code del proprio Green Pass sui profili social ed evitare di condividerlo con terzi se non strettamente necessario.
2.Esibire il Green Pass esclusivamente a chi è autorizzato a verificarne le informazioni presenti al suo interno, quali pubblici ufficiali, personale addetto ai servizi di controllo delle attività di intrattenimento e di spettacolo in luoghi aperti al pubblico o in pubblici esercizi, proprietario di luoghi o locali, gestori delle strutture che erogano prestazioni sanitarie, socio-sanitarie e socio-assistenziali*.
3.Nel caso in cui il proprio dispositivo non sia munito di un lettore QR code nativo, prestare attenzione all’applicazione che si scarica per leggere i QR code: spesso dietro ad esse si celano app malevole.
4.Cambiare spesso le credenziali dei propri account e utilizzare l’autenticazione multifattore, quando è disponibile.

Photo by Lukas on Unsplash

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