Il valore della continuità: Covivio e il volontariato aziendale che non si ferma a una giornata

Conclusa la quinta edizione dei Socovivio Days, il volontariato aziendale di Covivio, oltre 360 ore di volontariato in due settimane e una partecipazione salita all'80%. Il volontariato aziendale cresce in Italia, e l'esperienza di Covivio invita a riflettere sul valore delle relazioni continuative tra imprese e Terzo Settore

Fare volontariato per un giorno è un’esperienza, a volte un team building. Continuare a farlo nel tempo può diventare parte di una cultura aziendale e generare un reale impatto sociale. È questa la prospettiva da cui leggere i risultati dei Socovivio Days 2026, il programma di volontariato di Covivio, che si è appena concluso dopo due settimane di iniziative tra Milano e Roma.

La quinta edizione ha coinvolto 90 persone, pari all’80% dei collaboratori italiani del gruppo immobiliare europeo, per un totale di oltre 360 ore di volontariato. Nel 2025 erano state 80 le persone coinvolte, il 72% dei dipendenti, per complessive 350 ore (ne avevamo parlato in questo articolo della Serie Urban Pulse).

I numeri odierni mostrano una partecipazione in crescita, ma soprattutto offrono l’occasione per osservare l’evoluzione di un progetto che si ripete negli anni, mantenendo e rinnovando il dialogo con le organizzazioni sociali del territorio.

Un fatto non banale, molte iniziative aziendali di questo tipo sono spot, frammentate, benché, quando si parla di responsabilità sociale, una delle questioni più interessanti non riguardi soltanto quanto si fa, ma per quanto tempo si sceglie di continuare a farlo.

È proprio nella continuità che l’impegno può trasformarsi in impatto. Le singole iniziative producono risultati immediati, ma è nel tempo che si può comprendere se e quanto contribuiscano a generare cambiamenti duraturi. Da questa prospettiva, tornare ogni anno a collaborare con le stesse realtà, approfondire le relazioni e dare seguito ai progetti assume un significato che va oltre il numero delle ore donate.

Il volontariato aziendale cresce in Italia: oltre 75mila imprese coinvolte

L’esperienza di Covivio si inserisce in una tendenza più ampia che vede un numero crescente di aziende italiane favorire la partecipazione dei propri dipendenti ad attività di volontariato.

Secondo i dati del Sistema Informativo Excelsior di Unioncamere e del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, nel 2025 sono state 75.550 le imprese italiane che hanno favorito la partecipazione dei propri dipendenti ad attività di volontariato durante l’orario di lavoro. Oltre 10mila in più rispetto all’anno precedente, con un incremento del 16%.

La partecipazione rimane più diffusa tra le imprese con almeno 50 dipendenti, dove raggiunge il 9%, rispetto al 4,5% delle realtà più piccole. Sono però proprio queste ultime a registrare la crescita più significativa: +17,6% in un anno.

Aumenta anche il cosiddetto volontariato di competenza, che consiste nel mettere le professionalità dei dipendenti al servizio delle organizzazioni non profit, contribuendo a rafforzarne le capacità organizzative e gestionali. Nel 2025 ha coinvolto 2.950 aziende, quasi 200 in più rispetto all’anno precedente.

Questi numeri raccontano un fenomeno in espansione, che assume forme differenti e apre nuove possibilità di collaborazione tra mondo produttivo e Terzo Settore.

Ma la diffusione delle iniziative porta con sé anche un interrogativo: come trasformare l’interesse crescente delle imprese in un sostegno capace di durare nel tempo?

È qui che la continuità diventa un elemento importante. Avvicinare i dipendenti al volontariato è un primo passo; costruire relazioni stabili con le organizzazioni sociali può consentire alle collaborazioni di svilupparsi oltre il singolo evento.

È una distinzione importante, un’iniziativa annuale permette ai dipendenti di avvicinarsi al volontariato, all’impresa di mette in atto attività di responsabilità sociale, a volte vi sono benefici fiscali: ma è una relazione che prosegue nel tempo a offrire alle organizzazioni una progettualità a lungo termine, stabilità nelle risorse, una prospettiva di impatto duraturo.

“Per generare un impatto sociale reale non basta esserci una volta: serve continuità. – afferma Giovanna Ruda, Chief Corporate Officer Italy di Covivio e membro del CdA della Fondazione Covivio. “I Socovivio Days rappresentano un momento prezioso di partecipazione collettiva, ma il vero valore nasce dalla relazione che costruiamo nel tempo tramite la nostra Fondazione con le associazioni partner e dall’impegno costante delle nostre persone”.

Dall’evento alla relazione: cosa racconta l’edizione 2026

Quest’anno i collaboratori Covivio hanno affiancato sei organizzazioni impegnate in ambiti differenti: contrasto allo spreco alimentare, sostegno alle famiglie e ai minori in condizioni di fragilità, accoglienza e inclusione delle persone con disabilità. Tra Milano e Roma, le attività hanno coinvolto RECUP, Fondazione Arché, Ceralaccha, Associazione Kim, L’Albero della Vita e Gruppo L’Impronta.

In particolare Ceralaccha, Associazione Kim, Gruppo L’Impronta erano già presenti nell’edizione 2025. Alcune organizzazioni sono inoltre partner della Fondazione Covivio, che sostiene progetti sociali durante l’intero anno.

Nel modello adottato da Covivio, i Socovivio Days, con 360 ore di volontariato in sole due settimane, costituiscono il momento collettivo apice di un programma più ampio. Accanto alle giornate organizzate, i dipendenti possono scegliere liberamente di aderire a iniziative continuative, senza un limite rigido alle ore da dedicare. La crescente partecipazione alle giornate collettive suggerisce che il programma continua a raccogliere adesioni all’interno dell’organizzazione, e spesso dall’esperienza proposta dall’impresa si passa a una pratica individuale.

L’impatto sociale si costruisce anche nel tempo

Per un’impresa immobiliare, il rapporto con il territorio è una dimensione inevitabile della propria attività. Gli edifici, gli uffici e gli spazi urbani sono parte di comunità che esprimono bisogni sociali, culturali ed economici. Il volontariato offre una modalità diversa per entrare in relazione con queste comunità, attraverso l’incontro con chi ogni giorno lavora per affrontarne le fragilità.

L’esperienza dei Socovivio Days mostra come questa relazione possa essere coltivata attraverso il coinvolgimento diretto delle persone e il sostegno alle organizzazioni del Terzo Settore.

La sfida per il futuro sarà comprendere meglio gli effetti di questa continuità: non soltanto quante persone partecipano o quante ore vengono donate, ma quale vantaggio, quale cambiamento, tali collaborazioni riescano a offrire nel tempo alle persone, alle organizzazioni e alle comunità.

Questo aspetto non riguarda solo Covivio, ma più in generale, tutte le aziende attente alla responsabilità sociale.Tra organizzare un’iniziativa e trasformarla in un impegno continuativo esiste una differenza, ed è proprio nella capacità di mantenere le relazioni, rinnovare la partecipazione e verificare i cambiamenti generati che si può costruire un impatto sociale destinato a durare.

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