Parità di genere nel tech, ne parliamo con Carla Masperi, alla guida di Sap Italia

Abbiamo parlato con la super manager di come sia ancora un obiettivo lontano la parità di genere nel tech, e sia quindi necessario sostenere la formazione STEM delle donne. Ma non solo, bisogna sostenere diversità e qualità umane. "“In questi tempi è indispensabile incrementare la propensione a nutrire i rapporti professionali di tanta umanità, la capacità di rispettare il lavoro altrui, di operare in maniera corretta e coerente per favorire un ambiente di lavoro sano e collaborativo".

Nel panorama mondiale della tecnologia, la questione della parità di genere è un tema caldo e centrale. SAP, une delle principali aziende globali nel campo delle soluzioni software aziendali, si distingue non solo per l’innovazione tecnologica ma anche per il suo impegno verso la diversità e l’inclusione. Carla Masperi, Amministratore Delegato di SAP Italia, incarna questa filosofia. Con una carriera che abbraccia decenni e diverse realtà lavorative, Masperi rappresenta un esempio di leadership femminile in un settore tradizionalmente dominato dagli uomini.

L’abbiamo incontrata e intervistata grazie a un evento di Cefriel dedicato a ‘Innovazione e Leadership’.

La carriera di Carla Masperi

Entrata in SAP nel 2013, Masperi ha iniziato a definire e implementare la strategia nel settore del Database Technology e Mobility. La sua esperienza, maturata precedentemente come Chief Information Officer dell’Ospedale San Raffaele e in aziende come Reply e IBM, l’ha portata a sviluppare una profonda conoscenza del mercato della tecnologia e dell’innovazione. Dopo anni di impegno e crescita professionale, nell’estate del 2022 è stata nominata Amministratrice Delegata di SAP Italia.
“Un riconoscimento importante, risultato di un graduale percorso di carriera: sono arrivata in cima alla montagna e mi sono anche goduta la bellezza del viaggio,” afferma Masperi. “Il lavoro deve essere sempre l’espressione di quello che si è, non solo ciò di cui siamo capaci”.

La visione femminile nella tecnologia

La presenza femminile in SAP è superiore al 30%, con un obiettivo dichiarato di incrementare ulteriormente questa percentuale e supportare le donne nell’ascendere a posizioni apicali. “È importante che una volta arrivate ai vertici, le donne non siano la brutta copia di un atteggiamento maschile,” sottolinea Masperi. “In questi tempi è indispensabile incrementare la propensione a nutrire i rapporti professionali di tanta umanità, la capacità di rispettare il lavoro altrui, di operare in maniera corretta e coerente per favorire un ambiente di lavoro sano e collaborativo.
Le donne portano prospettive diverse, hanno soft skill che le caratterizzano e che sono molto richieste in questo momento di profonda trasformazione dal mercato, come l’intelligenza emotiva ma anche capacità di problem solving e di lavorare in gruppo. Il mondo delle emozioni è così ricco che riuscire a incanalare queste energie produce grandi vantaggi. Solo un ambiente che promuove la diversità porta però a risultati migliori. Quindi, non di sole donne, insomma, ma un ambiente di lavoro eterogeneo, in grado di condividere ed esaltare le unicità di ognuno di noi”.

Rispetto all’intelligenza artificiale, dobbiamo preoccuparci per i bias di genere?

Per niente, secondo la Masperi. In un’epoca in cui i pregiudizi inconsci possono influenzare decisioni cruciali, l’intelligenza artificiale (IA) offre una potenziale soluzione per mitigare questi bias. L’IA può elaborare informazioni e prendere decisioni basate su dati oggettivi, eliminando molte delle influenze pregiudiziali che affliggono le decisioni umane. “I pregiudizi sono stati e continuano a essere presenti in quasi tutti gli aspetti della nostra vita,” spiega Masperi. “In questo contesto, l’intelligenza artificiale è una grande opportunità per superare questi limiti talvolta inconsapevoli.”
SAP ha integrato l’IA nelle sue soluzioni per la gestione delle risorse umane, in particolare nel software SAP SuccessFactors. Questo strumento utilizza l’IA per aiutare i responsabili HR a identificare, affrontare e ridurre i pregiudizi inconsci, supportando così un ambiente di lavoro più equo e inclusivo. “L’IA può gestire le informazioni presenti nei CV senza essere influenzata da alcun pregiudizio, offrendo risultati pertinenti legati solo alla posizione aperta e all’esperienza richiesta,” aggiunge Masperi.

E’ ancora importante oggi puntare tanto sull’accesso delle studentesse alle discipline STEM?

“Si, proprio per un discorso di portare diversità in ambienti tradizionalmente maschili. Oggi, la presenza femminile nelle aziende Ict in Italia è ferma al 16%, al di sotto della media europea del 17/18%, in un’epoca di piena transizione digitale e in un settore sempre di più considerato attrattivo anche dal punto di vista delle retribuzioni.
E le immatricolazioni all’Università sono una cartina di tornasole: benché nelle iscrizioni all’anno accademico 2023/2024 le ragazze rappresentino la maggioranza (oltre il 56%), nelle immatricolazioni in ‘Informatica e Tecnologie ICT’ la presenza femminile crolla al 16,71%. Nel 2022, le laureate ‘digitali’ in Italia raggiungevano soltanto il 16,8%, quando, secondo i dati UNESCO, le donne rappresentano il 35% dei laureati STEM nel mondo, una percentuale che purtroppo non è cambiata negli ultimi 10 anni.
In generale, a livello globale le donne occupano meno del 25% dei posti di lavoro nel campo della scienza, dell’ingegneria, delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione. Costituiscono solo il 26% dei dipendenti in ambito gestione dati e intelligenza artificiale, il 15% nell’ingegneria e il 12% nel cloud computing nelle principali economie mondiali. I dati dimostrano che la trasformazione digitale è guidata ancora dagli uomini. Sebbene il 68% dei paesi disponga di politiche a sostegno dell’istruzione STEM, solo la metà di queste politiche sostiene specificamente le ragazze e le donne.
Insomma, c’è ancora molto da fare, ma alle giovani dico: attenzione, c’è grandissima domanda di competenze digitali. Quindi le incoraggio a prendere in considerazione questo settore per sviluppare la propria professionalità e per mettere in gioco il loro talento, perchè c’è domanda”.

La politica di Diversità e Inclusione di SAP

SAP promuove attivamente la diversità e l’inclusione attraverso varie iniziative. Programmi come “Autism at Work” e gli Employee Network Group favoriscono un ambiente collaborativo e innovativo. In Italia, il Business Women Network organizza incontri e workshop per condividere best practice sulla DEI (diversità, equità e inclusione).
“In SAP valorizziamo le capacità e le prospettive uniche di ognuno. Ecco perché la nostra strategia D&I è all’avanguardia nelle iniziative per la diversità. In Italia è molto attivo il Business Women Network gestito da colleghe su base volontaristica che organizza incontri con clienti e partner per condividere best practice sulla DEI, propone workshop su temi di attualità con esperti esterni come, ad esempio, la genitorialità condivisa o come viaggiare da sole in sicurezza”.

Innovazione e sostenibilità

In conclusione, non possiamo fare a meno di chiedere a Carla Masperi qualche battuta sull’importanza che hanno oggi temi come l’innovazione e la sostenibilità per chi, come lei, è alla guida di una grande impresa.
“Oggi business, persone e pianeta sono elementi fortemente connessi e il digitale rappresenta il fattore che abilita queste tre dimensioni e permette a un’organizzazione di generare valore e crescere sostenibilmente.
È un dato di fatto che le imprese che si concentrano su prestazioni sostenibili acquistano efficienze competitive, rispettano più facilmente le norme, e sono più attraenti per i dipendenti, i nuovi talenti, i clienti e gli investitori.
Gli ultimi anni hanno messo in evidenza come le aziende più digitalizzate siano anche quelle più sostenibili. Ma non può esistere un approccio serio alla sostenibilità se non si è in grado di misurare il punto di partenza per poi agire. Le aziende infatti possono agire solo su ciò che misurano e conoscono. Come SAP, il nostro tratto distintivo è aiutare le aziende a integrare la sostenibilità nei loro processi aziendali.
Siamo anche consapevoli che un’impresa debba essere sia profittevole che sostenibile. Questo significa mettere le persone, il pianeta e il profitto su un piano di parità, elevando la strategia green allo stesso livello della strategia di business”.

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