Piano Giovani 2021, 3 idee da realizzare subito

48 realtà giovanili italiane hanno presentato al Presidente del Consiglio e al Governo un piano per il futuro dell'Italia

Quarantotto realtà giovanili italiane hanno presentato al Presidente del Consiglio e al Governo il Piano Giovani 2021, oltre 70 pagine di proposte per affrontare e migliorare il futuro dei giovani e della società (anche alla luce della nuova realtà post Covid) che si spera possano essere prese in considerazione in vista della prossima Legge di Bilancio. La prima bozza del Piano nasce dagli incontri del 4 e 18 luglio 2020, quando le prime 17 associazioni della Rete Giovani si sono incontrate virtualmente per elaborare un piano d’azione iniziale.

Adottando l’approccio metodologico degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) delle Nazioni Unite, sono stati identificati tre macro-obiettivi: Società Inclusiva, Cultura dell’Innovazione e Sostenibilità Ambientale. Dopo un primo momento di confronto, l’invito a partecipare a questo processo è stato esteso a tutte le associazioni ed entità giovanili italiane.

Qui è possibile visionare tutto il documento che è davvero molto interessante e ricco di spunti.

La nostra redazione ha scelto 3 idee, una per ogni macro-obiettivo, che ci sono piaciute e riteniamo velocemente implementabili, se c’è la volontà.

Società inclusiva: allineamento tra scuola e mercato del lavoro

I tassi di disoccupazione sono in aumento in Italia e altre aree del mondo, fatto che peggiorerà a seguito della crisi economica derivante dalla pandemia. Ma, già in pre-Covid, la stessa Ocse aveva evidenziato che parecchia responsabilità derivasse dal cosiddetto ‘skills mismatch’, cioè il disallineamento tra le competenze richieste dal mercato del lavoro e quelle che la scuola fornisce, specialmente in ambito di competenze digitali e tecniche.

Pertanto, politiche che favoriscano un maggiore allineamento tra la scuola e il mercato del lavoro sono un vero bisogno della società e della nostra economia, in linea con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile e, in particolare, con l’Obiettivo 4 – Istruzione di Qualità, che vuole assicurare un’istruzione di qualità, equa ed inclusiva e promuovere opportunità di apprendimento permanente per tutti, e con l’Obiettivo 8 – Lavoro dignitoso e crescita economica che vuole incentivare una crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile, un’occupazione piena e produttiva ed un lavoro dignitoso per tutti.

Tra le proposte in questa direzione del Piano Giovani 2021, segnaliamo quella che riguarda la ‘Revisione continua dei programmi formativi e potenziamento dei corsi di aggiornamento per gli insegnanti’.

Il Piano ricorda come se il 42% della popolazione europea non ha le competenze informatiche essenziali, per l’Italia questo dato raggiunga addirittura il 70%. Secondo i dati riportati nel Report “Digital Economy and Society Index” 20207 della Commissione europea, l’Italia è fanalino di coda dell’Unione europea per competenze digitali. Continui e rapidi cambiamenti in termini di innovazione tecnologica e progresso scientifico impongono una revisione continua dei programmi scolastici con particolare riferimento alle materie STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics) e alle competenze digitali, nonché un costante aggiornamento delle Linee Guida ministeriali relative ai Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento (PCTO). E’ necessario, dice il piano, potenziare i corsi di aggiornamento per gli insegnanti affinché questi ultimi possano restare costantemente aggiornati sui programmi scolastici in maniera più approfondita e rigorosa, attraverso corsi di aggiornamento degli insegnanti con particolare riferimento alle materie STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics) e alle competenze digitali.

Cultura dell’innovazione

Il cambiamento è la nuova normalità, esordisce il capitolo dedicato all’innovazione, tema che non è affatto teorico, è più che mai importante nel post Covid per dare concretezza al superamento delle difficoltà, alla ripresa, a ridefinire la società in cui vogliamo vivere. In termini di investimenti in innovazione, l’Italia è sempre stata piuttosto al di sotto rispetto alla media europea, collocandosi dodicesima insieme all’Ungheria, con l’1,35%: un dato inferiore alla media Ue del 2,06%.

In questo ambito, oltre alle proposte in tema di digitalizzazione e agevolazioni alle imprese giovanili, ci sono piaciute molto per la concretezza le proposte in ambito ricerca, spin in, dottorati e open innovation. Queste proposte ricadono tutte nel capitolo dedicato al rilancio strategico della ricerca, in linea con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile e, in particolare, con l’Obiettivo 9 – Imprese, Innovazione, Infrastrutture, che vuole costruire un’infrastruttura resiliente, promuovere l’industrializzazione inclusiva e sostenibile e sostenere l’innovazione.

Si tratta di proposte per la distribuzione di fondi per la ricerca, ad esempio, che oltre ad essere maggiorati per modernizzazione spazi, laboratori e attrezzature, dovrebbero anche essere basati su logiche competitive tra atenei, in modo da innescare meccanismi di crescita virtuosi. Inoltre, si chiede di supportare e riqualificare il dottorato (una delle note dolenti che spingono alla fuga dei cervelli) attraverso l’aumento delle borse di dottorato e l’eliminazione dei dottorati senza borsa, così da ridurre la precarietà accademica e l’imbuto formativo attraverso la riduzione dei contratti di ricerca a tempo determinato in favore di quelli a tempo indeterminato.

Sostenibilità ambientale

Il Piano Giovani richiama innazitutto il Green Deal europeo, chiedendo al Governo un graduale superamento del tradizionale modello economico lineare in linea con il Circular Economy Action Plan.

Le proposte, pertanto, favoriscano il passaggio verso un’economia circolare e garantiscano una migliore gestione dei rifiuti sono in linea con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile e, in particolare, con l’Obiettivo 12 – Consumo e Produzione Responsabili, che vuole garantire modelli di consumo e produzione sostenibili, e con l’Obiettivo 6 – Acqua Pulita e Consumi Igienico-Sanitari che vuole garantire la disponibilità e la gestione sostenibile dell’acqua e delle strutture igienico-sanitarie per tutti.

Anche in questo ambito, vi sono diverse idee specifiche, che spesso non richiedono grandi investimenti per essere adottate, come ad esempio il rilancio della pratica del Vuoto a Rendere già adottato con successo in altri Paesi europei come la Germania.

La pratica del ‘vuoto a rendere’ molto utilizzata in Italia fino agli anni ’80, è un sistema intelligente e in perfetta ottica di economia circolare. Le bottiglie in vetro, infatti, possono essere lavate e riutilizzate fino a 50 volte, mentre quelle in plastica fino a 25 volte. Il consumatore e, soprattutto, gli esercizi commerciali come bar e ristoranti, sono incentivati a raccogliere e rendere le bottiglie a fronte della restituzione di parte del prezzo o sconto sull’acquisto successivo. I benefici economici e ambientale del vuoto a rendere sono numerosi: recuperare contenitori ed imballaggi, infatti, permetterebbe un notevole risparmio in termini di fabbisogno energetico richiesto per la produzione di imballaggi vergini nonché per la raccolta, trasporto e smaltimento di contenitori e imballaggi riutilizzabili.

Il Piano Giovani 2021 è una chiara e ferma intenzione dei giovani italiani di partecipare alla costruzione del loro futuro. Il documento si chiude con queste parole:

“Con la consegna del Piano Giovani 2021, chiediamo che i giovani possano finalmente essere riconosciuti come portatori d’interesse fondamentali e come interlocutori da coinvolgere per definire politiche e strategie che possano disegnare un futuro più inclusivo, sostenibile e innovativo per il nostro Paese. Concludiamo con un appello che sentiamo davvero nostro: è il momento di cogliere l’opportunità che la storia ci sta dando per progettare un Paese dove rimanere, tornare e costruire il nostro futuro e quello delle generazioni che verranno”.

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