Pixies, il robot ecosostenibile per pulire la città inventato da due giovani ingegneri

Un macchinario intelligente, alimentato a energia solare e capace di distinguere e differenziare i rifiuti che raccoglie.

Pixie significa fata, folletto. La fata delle città è una bellissima innovazione, un robot ecosostenibile che pulisce le città dai rifiuti. Nata dalle menti di due giovani under 30 è stata presentata con successo qualche giorno fa durante il Gran Premio di Formula Uno di Imola.

Il problema del littering: i rifiuti gettati a terra nelle nostre città

Pier Paolo Ceccaranelli e Andrea Saliola sono due giovani che hanno in comune studi di architettura ed ingegneria edile. Tra un libro e una lezione, un aperitivo e una birra, osservando le strade del campus universitario e in città, si sono resi conto di quanti rifiuti si possono trovare per terra, soprattutto in città grandi come Roma o Milano.

Ma non si sono fermati solo a riflettere. Hanno pensato: noi cosa possiamo fare per migliorare questa situazione? Così è nata l’idea di progettare e realizzare un robot ecosostenibile che possa aiutare a ripulire le strade di paesi e città.

Quello del littering, ovvero dei rifiuti cittadini, è un problema serio. Molti di noi gettano a terra piccoli rifiuti invece di lasciarli negli appositi cestini della raccolta differenziata.

Cosa troviamo sulle nostre strade? Soprattutto plastica, bottiglie di vetro e mozziconi di sigarette.

Il problema dei rifiuti urbani è un fenomeno che riguarda tutta l’Europa, non solo l’iItalia. Altraeconomia nel 2021 ha stimato che per pulire le strade in Italia servono dai 2 ai 3 miliardi di euro l’anno e si arriva anche a dieci miliardi, se parliamo di pulire le strade in Europa. Un costo economico, non solo un danno ambientale e di immagine per i nostri paesi e le città.

Mozziconi, peggio di plastica e lattine per il mare

Nonostante molte città si siano dotate di appositi cestini per i mozziconi di sigarette, per strada se ne trovano ancora troppi. Questi mozziconi poi, con la pioggia e il lavaggio delle strade, spesso finiscono in mare. In mare si stimano 14 miliardi di mozziconi, un numero enorme, che inquina le acque e danneggia i suoi abitanti.

L’UNEP, il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente, nelle sue ricerche ha valutato che i mozziconi di sigarette contribuiscono per il 40% ai rifiuti complessivi che si trovano nel Mar Mediterraneo, superando anche le bottiglie, i sacchetti in plastica e le lattine.

Come la Robotica e l’Intelligenza Artificiale aiutano l’ambiente

La robotica che può aiutare l’ambiente è un campo interessante e affascinante. La natura ci dà l’esempio e ci ispira a costruire macchine che possano cooperare con l’uomo e salvaguardare l’ambiente stesso.

Questo tipo di robot è chiamato AMR, Autonomous Mobile Robot. Pixies è stato pensato da Pier Paolo ed Andrea per aiutare nella pulizia dei campus universitari ed essere usati successivamente nelle grandi città come Milano o Roma.

Questa frase di Pier Palo e Andrea che ho trovato online mi ha colpito:

“Aiutare l’ambiente costruito a ricongiungersi con l’ambiente naturale”.

La natura che aiuta la natura. Pixies è un robot costruito per pulire le città dai rifiuti e aiutare l’ambiente. La sua ricarica è basata sull’energia solare fornita dalla natura. I materiali con cui è costruito sono tutti di riciclo.

pixies macchinario tratta rifiuti
I due inventori con la loro creazione, Pixies

Un macchinario tratta rifiuti ecosostenibile

Pixies è in pratica un macchinario tratta rifiuti ecologico e con funzionalità robotiche. Si alimenta con l’energia solare accumulata tramite una panchina che funge da area di ricarica. Ogni panchina accoglie e ricarica due robot. Ogni robot è realizzato secondo i principi dell’economia circolare. I robot sono costruiti interamente con plastica riciclata, utilizzando la tecnologia delle stampanti 3D.

La robotica viene abbinata all’intelligenza artificiale (AI). Grazie alla tecnologia AI, Pixies è in grado di riconoscere i rifiuti per terra e di raccoglierli in un apposito serbatoio interno. Inoltre può comunicare con la panchina attraverso la IoT, Internet of Things e andare a ricaricarsi quando necessario, permettendo di valutare il grado di riempimento del serbatoio interno.

Pixies può ripulire i rifiuti trovati per terra: li raccoglie ed è in grado di fare una prima differenziazione tra alcuni diversi tipi di rifiuto. All’interno del robot c’è un serbatoio da 50 litri che permette di pulire una vasta area. Ciascun apparecchio riesce a pulire, dopo una fase di ricarica iniziale, un’area di ottomila metri quadrati. Se pensiamo che Piazza Duomo a Milano e Piazza del Popolo a Roma hanno ciascuna un’area pari a circa 17.000 metri quadri, vediamo come due robot e una panchina possono svolgere un eccellente lavoro di pulizia.

Città e piazze meno inquinate dai piccoli rifiuti urbani significa vivere meglio il proprio quartiere, meno inquinamento in generale e anche un notevole risparmio economico, come abbiamo visto. I Comuni, utilizzando questi robot, risparmierebbero dal 30% al 40% sulle spese per la pulizia e il lavaggio delle strade. Gli ideatori di Pixies hanno pensato per le grandi città di noleggiare a lungo termine il kit formato da una panchina con due robot. Ogni città potrà valutare il numero di kit in base alla metratura delle aree da pulire.

Un’idea geniale, una progettazione e uno sviluppo molto interessante. In questa fase, i primi robot saranno testati in piccoli paesi. A maggio è previsto un test pilota nella cittadina di Castiglione in provincia di Orvieto. Intanto, pochi giorni fa, Pier Paolo Ceccaranelli e Andrea Saliola hanno potuto presentare il loro robot Pixies durante il Gran Premio di Formula Uno a Imola. Un’accoglienza entusiasmante e un grande successo per questi giovani ragazzi che hanno pensato e ideato un robot utile alle città, alla bellezza del paesaggio e all’intero Pianeta.

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