Violenza sulle donne, la via d’uscita di Molce Atelier

Milano, quartiere Dergano-Bovisa, qui con ago e filo si cuciono strappi, emozioni, alleanze, speranze. Appuntamento l'8 marzo per conoscere meglio questa realtà

Tra gli aspetti più dolorosi, e al tempo stesso invisibili, della violenza sulle donne ci sono il senso di isolamento e di sottile, ma percepibile, giudizio altrui che spesso la vittima stessa subisce. Qualcosa di paralizzante.

Anche in queste estreme situazioni, la donna deve sempre giustificarsi: la si accusa di aver suscitato la gelosia, di essere stata troppo indipendente, di avere troppi grilli per la testa, di essere poco comprensiva, a volte deve persino giustificarsi per aver subito per tanto tempo. Come se fosse facile venire fuori da certe situazioni.

La stigmatizzazione è uno degli effetti collaterali per la donna vittima di violenza.

La violenza sulle donne, che in molti casi sfocia nel femminicidio, è purtroppo piuttosto diffusa nel mondo e nel periodo pandemico si è ulteriormente aggravata, costringendo molte donne a ritrovarsi chiuse in casa con i propri ‘aguzzini’. A dicembre 2021, erano 114 le donne uccise, una ogni tre giorni, 98 uccise in ambito familiare-affettivo, 66 per mano del partner o dell’ex.

Ovviamente il femminicidio è la punta dell’iceberg: secondo dati Istat elaborati su circa 15mila donne prese in carico da centri antiviolenza, l’89% circa subisce violenza psicologica, il 70% violenza fisica, il 49% minacce, il 37,8% violenza economica. Ci sono anche altri tipi di violenza e ovviamente anche il sovrapporsi di tante.

Uscire da queste gabbie non è una passeggiata ed è sicuramente un percorso in cui la forza e il supporto per farcela può giungere dall’esterno.

Molce Atelier, empatia e lavoro contro la violenza sulle donne

Molce Atelier è proprio questo: uno spazio in cui le donne vittime di violenza, o semplicemente in un momento di difficoltà, possono trovare sostegno psicologico, amicizia, comprensione, ma anche autonomia attraverso lo sviluppo di un lavoro manuale.

Molce Atelier è una sartoria terapeutica, nata nel 2021 grazie alla vittoria del bando La Scuola dei Quartieri del Comune di Milano, finanziato dal Comune di Milano e dalla UE, un’iniziativa che cerca di radicare iniziative produttive nei quartieri periferici, uno di questi è Dergano-Bovisa, dove appunto Molce è oggi ubicata.

Paola Maraone, psicologa e giornalista, Samanthakhan Tihsler, sarta e stilista di lunga esperienza, e Ilaria Solari, giornalista, e terza voce del progetto, che si occupa di ufficio stampa, comunicazione e networking, sono le fondatrici di questa iniziativa.

Proprio Ilaria ci spiega meglio di cosa si tratta.

‘Il nostro progetto di sartoria terapeutica si fonda su due pilastri: il primo, verificato da Samanthakhan nella sua attività didattica, è il fatto che apprendere una professione manuale è di per sè una cura, soprattutto se si svolge in un ambiente femminile. Da qui il nome Molce, che viene da un verbo desueto ‘molcere’, che vuol dire ‘lenire, guarire, curare, avere cura di..’. Nell’attività manuale femminile comunitaria si attua un processo di guarigione attraverso la relazione, la ‘chiacchera’, la comprensione. Il secondo pilasto è il supporto psicologico: Paola, che oltre a essere giornalista è anche psicologa clinica, si occupa dello sportello psicologico collegato al progetto”.

Le iscrizioni ai primi corsi di sartoria terapeutica hanno superato le più rosee aspettative, laboratorio e sportello psicologico stanno lavorando a pieno ritmo e a breve si apriranno le iscrizioni per il prossimo modulo corsi.

“Veramente non ci aspettavamo da subito tanto interesse. – continua Ilaria – All’inizio il progetto era destinato alle donne vittime di violenza, poi ci siamo accorte che andava allargato a donne in condizioni di fragilità, di insicurezza, anche perché spesso il bisogno non è così esplicito. Tante donne sono venute da noi dicendo di voler accedere al corso come utenti paganti, non si sentivano in diritto di averlo gratuitamente perchè, dicevano, ‘a me nessuno mi ha mai picchiato’. E poi, però, col tempo certe cose vengono fuori, perché si da’ loro anche gli strumenti per riconoscere forme di violenza che non sono quelle fisiche, ma sono l’abuso psicologico, essere chiuse in casa, essere completamente private di un’indipendenza economica. Quindi attualmente i nostri corsi sono gratuiti per tutte le donne ‘in difficoltà’, non necessariamente vittime di violenza. Il nostro scopo è creare comunità, creare situazioni in cui le donne si aiutano tra loro, si supportano, ma nessuna deve sentirsi obbligata a venir lì con un’etichetta addosso”.

Il successo di Molce Atelier

La cura e l’ascolto come antidoto alla violenza sulle donne e di genere sono dunque la formula di Molce Atelier, che intende diffondere lo sviluppo dell’autonomia femminile, ma anche una cultura della non violenza e un’alleanza tra ‘persone’, capace di abbattere gli stereotipi.

“Possiamo dire che Molce Atelier sia partita con il piede giusto. Ora stiamo cercando di capire come portarla avanti nel tempo: con i fondi che ci ha messo a disposizione il bando possiamo arrivare fino a un certo punto, poi dobbiamo trovare altre soluzioni che ci permettano di continuare a offrire gratuitamente determinati servizi. Noi siamo un’associazione del terzo settore, abbiamo cominciato a lavorare a novembre scorso e attualmente stiamo cercando anche di conoscere e fare rete con altre associazioni”.

“Per esempio, una bella allenaza è stata quella con Hacking Talents, una giovane società benefit che aiuta le persone che stanno ripensando la propria vita professionale, mettendo anche a disposizione degli esperti e dei mentor con cui parlare. Noi stesse fondatrici ci siamo tutte reinventate, io ho 50 anni, le mie socie di meno, ma tutte e tre abbiamo deciso di cambiare le nostre vite in senso solidale. Io e Paola abbiamo lasciato il nostro lavoro come giornaliste ‘assunte’ per dedicarci a Molce, e in questa trasformazione ci ha aiutato tantissimo incontrare persone, donne, più giovani di noi che ci hanno supportato in questo processo, come le persone di Hacking Talents che, tra l’altro, permette ai suoi utenti di effettuare una donazione a supporto di Molce Atelier“.

“Ritornando al nostro progetto, riteniamo fondamentale per donne che vogliano ‘emanciparsi’ acquisire nuove competenze e poter lavorare, è la base per essere libere. Nella nostra idea di fase B del piano, noi immaginiamo di offrire anche il lavoro, non solo il corso, con un nostro laboratorio, una produzione stabile, vorremmo anche creare delle collezioni moda, dove ogni vestito avrà un’etichetta parlante che racconterà a ritroso la storia della donna che lo ha cucito.”.

8 marzo: da qui in poi, l’alleanza che cura

A partire dal prossimo 8 marzo, Festa della Donna, si apre una nuova fase di Molce Atelier, volta a sostenere la cultura della non violenza e dell’alleanza tra i generi.

Da qui in poi – Tessiamo insieme l’Alleanza che cura è il nome di una campagna di comunicazione che parte dal territorio. Infatti, l’8 marzo Molce invita nella sua sede cittadini e cittadine per sottoscrivere un’alleanza contro ogni forma di violenza di genere, di sessismo, di pravaricazione.

Ma non solo, per l’occasione, dalle 16 alle 20, diversi momenti porteranno i presenti ad approfondire la realtà Molce, sarà proiettato anche il cortometraggio integrale ‘Io sto con Molce’ che contiene una serie di videointerviste a ragazzi e uomini che hanno sostenuto la nascita di questa realtà e presentano un punto di vista maschile sulla violenza alle donne. Il corto è diretto da Antonio Augugliaro, regista del celebrato progetto-documentario Io sto con la sposa e socio di Nuovo Armenia, cinema di quartiere nato per generare nuovi immaginari. In seguito il film sarà pubblicato in pillole sui canali web e social di Molce Atelier.

Momento fondamentale della giornata sarà la stesura e la firma del patto di alleanza tra i generi.

La stesura del patto vuol essere un processo corale: cittadine e cittadini saranno chiamati a raccontarne su un grande pannello, di propria mano, i singoli capitoli. Quella grande pagina che tra le sue fibre custodisce simbolicamente il senso un impegno collettivo, percorsa da calligrafie e pensieri diversi ma da un comune intento, verrà poi riprodotta su metri di tessuto impiegati per confezionare i capi di una collezione “parlante” per finanziare le attività di Molce Atelier a favore delle donne vittime di abusi, intrappolate in una relazione difficile, prive di autonomia economica e affettiva.

L’evento sarà anche l’occasione per presentare il nuovo ciclo di corsi di formazione sartoriale che parte ad aprile e lo sportello terapeutico, attivo tutti i giorni su prenotazione.

 

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