Quattro chiacchiere con Beppe Manno, il Signore delle Api

Giuseppe 'Beppe' Manno di Apicoltura Urbana, ci racconta come questo straordinario insetto possa essere il più grande alleato per l'uomo e l'ambiente, anche urbano

L’apicoltura urbana pratica l’allevamento di famiglie di api in aree urbanizzate.
Maggiore consapevolezza dell’importanza di questo insetto per la biodiversità e la conservazione dell’ecosistema terra hanno reso questa pratica sempre più diffusa a livello globale. E permesso di scoprirne tante altre prerogative.

Abbiamo già avuto modo di parlare dell’indiscusso contributo delle api alla biodiversità e alla salvaguardia del Pianeta.
Questi insetti svolgono un ruolo cruciale per l’equilibrio dell’ecosistema terra, ma anche dell’ecosistema urbano.

Il grande ruolo che questa specie può giocare nella ricostruzione di un equilibrio uomo-natura è ciò su cui oggi, invece, vogliamo puntare i riflettori.
Coinvolgere attivamente la comunità locale, la popolazione aziendale, i cittadini e le loro famiglie: questo è il potenziale di partecipazione e sensibilizzazione che le api mettono in campo.

L’apicoltura urbana può infatti avere un grande impatto sociale positivo, essere un potente strumento di inclusione, creare e offrire opportunità di lavoro. Rappresenta un importante mezzo creativo per coinvolgere le persone.

Questa pratica è stata adottata in modo sempre più sistematico da diverse città in tutto il mondo. In Italia è stata promossa dalla rete nazionale di apicoltura urbana, che ha sviluppato un manifesto unico al mondo, unico nel suo genere, che sintetizza i principi fondamentali secondo cui l’apicoltura urbana in Italia si sviluppa.

Giuseppe Manno, fondatore di Apicoltura Urbana, punto di riferimento per l’apicoltura urbana in Italia, ci racconta dell’importanza di questo insetto e del suo ‘allevamento’ in ambienti cittadini.

Il potere dello sciame: le api e l’uomo

“La spinta principale che mi ha portato a coltivare questo hobby prima, e dedicarmi a questa professione, poi, è stata la grande opportunità di creare un contatto diretto con la natura. E mettere questa in contatto con la natura umana.

Fin da subito ho potuto sperimentare come le api esercitino un fascino magnetico sulle persone e rappresentino un veicolo privilegiato per avvicinare l’uomo alle meraviglie della natura. Hanno il potere di farci comprendere concetti profondi con la forza della semplicità.

Il mio hobby è nato più di vent’anni fa con l’idea di avviare un’azienda agricola per la produzione di miele.  I primi segnali di cambiamento climatico e di sofferenza delle api nel contesto ambientale, mi hanno fatto presto capire che non si trattava più solo di un hobby da coltivare, ma di una priorità capitale da sostenere.

Ben consapevole del fatto che gli eroi solitari sono degli inutili Don Chisciotte, ho puntato direttamente all’unica realtà che ha il potere di cambiare il mondo: la popolazione. Non conta l’ape, conta lo sciame.

Solo un incontro vero tra uomo e api, tra natura e società, ha il potere di innescare il cambiamento.”

Consapevolezza e sensibilizzazione: il percorso

“Scarsa informazione e forte diffidenza nei confronti di questo mondo, sono invece la sfida più grande con cui faccio i conti costantemente.

Mi impegno nella divulgazione e nell’educazione sul mondo delle api, spiegando il loro ruolo sul pianeta. Organizzo incontri nelle scuole, mostro esempi di successi di apicoltura urbana in metropoli europee e mondiali e offro il miele urbano proveniente da diverse parti del globo.

Cerco anche di trasferire il messaggio che le api sono molto meno pericolose di quanto si pensi, con dati che dimostrano come gli attacchi di squali o cani siano molto più frequenti e lesivi rispetto alle punture di api.

Altra grande sfida è il controllo di gestione degli alveari nelle aree urbane. Alcune metropoli hanno dovuto stabilire limiti al numero di alveari consentiti a causa della assenza di un adeguato ecosistema atto ad accoglierle.
Non bastano gli alveari, servono anche i fiori.
Possiamo trarre insegnamento dagli errori e dalle esperienze di altre città, creando una comunità di apicoltori urbani che lavorino insieme per controllare il numero di alveari nelle aree urbane, garantendo un equilibrio tra la presenza delle api e l’ambiente circostante.”

APicoltura urbana
Apicoltura Urbana

Consapevolezza, partecipazione e cultura aziendale

“Rispetto ad altre forme di attivazione e coinvolgimento del personale aziendale, l’apicoltura urbana offre numerosi vantaggi. Oltre all’assodato valore ambientale che porta con sé, questa pratica favorisce il miglioramento della qualità della vita di chiunque la pratichi, stimolando le relazioni tra persone, quotidianità e ambiente. 

Partecipare a questa pratica permette ai dipendenti di avere un contatto diretto con la natura e di comprendere l’importanza della relazione tra api, ecosistema, città e uomo in modo naturale e spontaneo. Questo coinvolgimento crea un senso di appartenenza e di responsabilità non solo nei confronti della natura e della biodiversità, ma anche dell’azienda stessa che promuove questi valori.

Strutturati percorsi di formazione e sensibilizzazione aiutano a superare scetticismi e dubbi, e trasformano un’attività collaterale in una vera e propria motivazione. Le api diventano una specie di mascotte aziendale, una mission condivisa, e il personale è fiero e orgoglioso di partecipare a questo progetto.”

Innescare il cambiamento

“Durante le visite alle arnie e le attività di educazione ambientale, i dipendenti toccano con mano l’importanza degli impollinatori e sviluppano maggiore consapevolezza della cultura ambientale. Ciò si riflette inevitabilmente in comportamenti virtuosi anche nella vita quotidiana. Cresce la sensibilità alle tematiche di sostenibilità e incoraggia pratiche che possano concorrere a tutelare e sostenere della biodiversità. Infine, molto importante, favorisce un senso di appartenenza e di responsabilità nei confronti dell’impegno comune, contribuendo a rafforzare una cultura aziendale più sostenibile e consapevole.

Per il futuro, abbiamo in mente diversi progetti per coinvolgere ulteriormente il personale aziendale nell’apicoltura urbana e promuovere la sostenibilità ambientale. Ci stiamo dotando di kit, strumentali e informativi, da distribuire ai dipendenti interessati a iniziare l’apicoltura anche a livello personale. In questo modo, possono portare avanti la passione per le api anche al di fuori dell’ambiente lavorativo.”

Le api e il monitoraggio ambientale

“Le api, con la loro capacità di volare fino a 3-4 chilometri dal proprio alveare, rappresentano un prezioso strumento per il monitoraggio ambientale. Grazie a questa caratteristica, è possibile effettuare micro-campionamenti a tappeto del territorio, raggiungendo aree altrimenti difficili da campionare. 

Attraverso l’analisi delle matrici ambientali presenti all’interno dell’alveare e l’utilizzo di strumenti digitali, è possibile monitorare la salute del contesto circostante e rilevare la presenza di sostanze potenzialmente dannose. Questa osservazione può comprendere diversi elementi: i metalli pesanti, la diossina, gli agrofarmaci e persino le microplastiche.

Questo tipo di monitoraggio si rivela particolarmente utile per tutte le aziende che stanno implementando sistemi per valutare emissioni e impatto delle proprie attività sull’ambiente circostante. Infatti, mentre le centraline ARPA monitorano le emissioni dirette dei camini, l’utilizzo delle api consente di rilevare le emissioni di ricaduta sul territorio. 

L’opportunità di utilizzare le api per il monitoraggio ambientale apre nuove prospettive per la tutela del territorio. Non solo è possibile individuare potenziali fonti di inquinamento come inceneritori o discariche, ma anche monitorare la qualità dell’ambiente in generale e pianificare misure di tutela e bonifica.”

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