Chi è Simone Corso, terzo classificato a Italia’s Got Talent 2022

E soprattutto cosa vuole fare adesso. Perché il ballerino cagliaritano, 26 anni, sordo dalla nascita, ha dei progetti ulteriori oltre alla danza: aprire un centro ricreativo e d'arte inclusivo.

E’ arrivato terzo a una finale alla quale era arrivato per direttissima grazie al Golden Buzzer di Lodovica Comello. Ma il programma era da un po’ che lo corteggiava.

Sono stato contattato dalla redazione di Italia’s Got Talent dapprima qualche anno fa, ma non potei partecipare per problemi personali, e quindi nuovamente a giugno 2021. È stata una bellissima sorpresa, non me lo aspettavo – ha continuato Simone – Il mio rapporto con la musica è come una magia, attraverso le vibrazioni il mio corpo si esprime e trasforma le mie emozioni in passi di danza e arte. È cresciuto nel tempo, la musica è fondamentale nella mia vita”. 

Simone ha infatti scoperto a 4 anni di essere sordo ma questo non gli ha impedito di praticare e appassionarsi alla danza urbana e al teatro danza che pratica da 15 anni presso la compagnia della scuola “Street School” di Cagliari. Anche professionalmente Simone ha affrontato con successo le difficoltà che la vita gli ha messo davanti ed oggi è un operatore bilingue (italiano e LIS-Lingua dei Segni) del servizio clienti di IntendiMe, azienda innovativa che offre soluzioni tecnologiche per migliorare la vita delle persone sorde e con deficit uditivi al fine di farle sentire più indipendenti, libere e al sicuro. 

Purtroppo per noi sordi e per chi ha una disabilità le cose non sono sempre semplici, soprattutto in campo lavorativo, perché è vero che si parla tanto di inclusione, ma concretamente si attua poco – ha aggiunto SimonePer essere inclusivi, sia a livello professionale che artistico, basterebbero piccoli ma significativi cambiamenti, come impegnarsi per far studiare la LIS e il braille a scuola o rendere accessibile una palestra, una scuola, un ufficio e qualsiasi altro tipo di ambiente a chi ha altre forme di disabilità”.

simone corso

Il sogno di Simone

Simone ha trovato la sua strada, ma nutre anche il desiderio di poter aiutare altri sordi, e non solo, a vivere meglio. Vorrei aprire un centro ricreativo e d’arte inclusivo, dove sentirsi tutti parte di un unico cosmo. Bisogna battersi per questi diritti, ognuno a modo proprio, e dobbiamo incoraggiarci a vicenda a farlo con determinazione. Se tutti facessimo un piccolo passo verso la vera inclusione, le sfumature di ognuno di noi diventerebbero la vera normalità”.  

La ricetta per affrontare la vita

La vita mi ha fatto nascere senza udito, ma mi ha fatto anche un grandissimo dono: poterla vivere trasformando quel mondo silenzioso in vibrazioni – dice Simone. – E sono stato davvero fortunato, perché non solo ho avuto una famiglia che mi ha fatto fare logopedia per 15 anni ma anche perché ho avuto amici al mio fianco e ho incontrato persone che mi hanno sempre aiutato”.

L’ottimismo e la positività non mancano a Simone. Al quale non auguriamo ‘buona fortuna’ perché la pensiamo come il filosofo “Seneca: la fortuna non esiste. Esiste il momento in cui il talento incontra l’occasione”.

Il talento è evidente e l’occasione saprà riconoscerla.

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