Cosa sono i ‘santuari degli animali liberi’

Quando parliamo di “santuari per animali” intendiamo strutture nelle quali gli animali da reddito che riescono a essere salvati da morte certa trovano rifugio. Queste strutture acquisiscono solo animali che, per via delle condizioni in cui vengono trovati, non possono sopravvivere autonomamente in natura.

I santuari sono finanziati principalmente da privati tramite donazioni, da associazioni e in alcuni casi alcuni fondi arrivano da iniziative regionali.
Gli animali da reddito sono le specie animali che vengono allevate a scopo puramente utilitaristico e di sfruttamento, come per esempio suini, bovini ed equini. La loro è un’esistenza tristemente segnata fin dai primi giorni di vita, poiché richiusi in allevamenti intensivi e sfamati solo allo scopo di ottenere carne, latte, lana o pelle.

La carta dei valori dei santuari

Un santuario per essere definito tale deve rispondere a dei requisiti che si possono trovare nella carta dei valori alla quale queste realtà si rifanno. Tra questi valori vi sono:


1. La ricerca di totale assenza di scopi di lucro;
2. La garanzia di un’alta qualità della vita, mantenendo al minimo i recinti e dando modo agli ospiti della struttura di vivere liberamente in natura;
3. L’acquisizione di animali senza un fine di riscatto economico;
4. La disincentivazione di nuove nascite per non togliere spazio a soggetti esterni in difficoltà;
5. L’assenza totale di utilizzo di animali per scopi utilitaristici;
6. L’impegno da parte dei volontari della struttura a fare attività di divulgazione per aumentare la sensibilità sull’argomento e allargare la rete di aiuti;
7. Evitare atteggiamenti discriminatori su tutti i piani;
8. Scegliere collaboratori e fornitori eticamente corretti;
9. Adottare una comunicazione di tipo non violento in tutti i casi.

Il riconoscimento giuridico dei santuari

Per la prima volta, nel decreto del Ministero della Salute del 7 marzo 2023, è stato giuridicamente riconosciuto il termine “santuario”. La dichiarazione è fortemente rilevante perché è il simbolo di un’uscita dalla classificazione “allevamenti” e l’entrata nella sezione Sinac, “anagrafe” degli animali da compagnia. Il riconoscimento degli animali considerati fino a quest’anno esclusivamente da allevamento, anche come animali da compagnia è sicuramente un grande passo avanti per la tutela del benessere animale.
Precedentemente queste strutture venivano considerate al pari degli allevamenti, solo con l’entrata in vigore del decreto hanno iniziato a essere definiti “rifugi permanenti”.

In Italia è presente la “Rete dei Santuari di Animali Liberi” attiva dal 2012, “unaggregazione di progetti che si riconoscono essere molto vicini nel loro percorso e che hanno come obiettivo comune quello di contribuire ad un miglioramento dellattuale relazione tra noi animali umani e tutti gli altri”.
Attualmente i santuari aderenti a questo progetto sono sedici e tra questi vi è anche “progetto Cuori Liberi” situato in provincia di Pavia, che è stato oggetto di cronaca per via dei tristi episodi avvenuti nei giorni scorsi.

I santuari animali all’estero

Le linee guida e i valori all’apice dei centri di tutto il mondo sono sovrapponibili a quelle italiane.
Il primo santuario al mondo nasce negli stati uniti nel 1986, il “Farm Sanctuary”, modello per la maggior parte dei santuari successivi. Come il primo, la rete globale di santuari si impegna contro la crudeltà sugli animali, gli abusi e lo sfruttamento. All’estero, i santuari, accolgono spesso animali che vengono salvati dal mondo del circo e dagli zoo oltre a quelli che riescono a essere sottratti dall’industria alimentare. Dopo essersi fatte carico delle eventuali cure, vengono rimessi in natura gli animali in grado di essere autosufficienti. Per quanto riguarda gli animali che necessitano il rifugio permanente nelle strutture, ci sono diverse modalità di accoglienza che permettono loro di vivere in maniera serena e senza troppe limitazioni.

La gestione pratica dei santuari è affidata ai volontari e finanziata principalmente da donazioni. Frequentemente, i santuari, sono aperti al pubblico per visite organizzate al fine di sensibilizzare i visitatori. La visita dei santuari è molto importante a livello sociale in quanto, come hanno manifestato anche alcuni studi di Faunalytics, aumenta notevolmente la sensibilità rispetto sia al consumo di prodotti animali sia alla loro condizione in cattività.

Molte esperienze hanno rivelato il forte impatto che le interazioni con gli animali possono portare, nascono riflessioni che nella vita quotidiana non si è abituati a fare, si crea un’intensa connessione empatica che porta al miglioramento della vita degli animali e alla presa di consapevolezza da parte dell’uomo.

(Contributor: Eleonora Laferla e Anita Abirascid)

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