Detersivi sostenibili, l’idea di Cristina Mollis

Una giovane azienda bergamasca ha ideato una linea di prodotti sostenibili per la detergenza della casa e del corpo completamente 'plastic negative'

Gli italiani sono tra i cittadini modello in Europa per fare la raccolta differenziata e la plastica rappresenta probabilmente il rifiuto principale: flaconi di detersivi, acqua, confezioni di prodotti alimentari, pellicole, contenitori, vanno a riempire ogni settimana il sacco dell’immondizia, nonostante in questi ultimi anni l’attenzione per ridurre la plastica sia cresciuta nelle aziende e nei consumatori. Tra l’altro, secondo l’OCSE solo una minima parte dei rifiuti in plastica riesce ad essere realmente riciclato, per cui la migliore strategia continua ad essere la riduzione all’origine.

Secondo il report realizzato da Waste Watcher Observatory su dati Ipsos, l’89% degli italiani si dichiara favorevole a ridurre l’uso di prodotti usa e getta e degli imballaggi di plastica.

Ma come fare? In tanti casi, sembra davvero difficile rinunciare alla plastica, spesso per una questione di costi.

La startup bergamasca R5 Living ha deciso di prendere di petto questo problema e ha trovato una sua soluzione, specializzandosi nella produzione di detergenti sostenibili per la casa e la persona e rinunciando completamente ai flaconi di plastica monouso e sicuramente anche un po’ di emissioni di CO2. Ecco come funziona.

plastic negative

Normalmente, i prodotti per la pulizia sono confezionati in flaconi di plastica monouso, il cui contenuto è al 90% acqua. L’acqua pesa molto – con evidenti conseguenze per il trasporto – e i flaconi una volta finiti vengono gettati.

R5 Living concentra in pochissimo spazio la proprietà pulente di litri e litri di prodotti: tuti i prodotti per la cura del corpo sono in formato privo di acqua e packaging, tipo saponette; i flaconi si comprano una volta sola, poi si ricaricano con una refill di detergente e l’acqua del rubinetto; il detersivo per la lavatrice è in foglietti solubili.

“Siamo convinti che la lotta agli sprechi parta dal packaging. Il 40% della plastica prodotta nel mondo è utilizzata per il packaging, dunque laddove la plastica o gli imballaggi in plastica non hanno una funzione primaria, possono essere eliminati o ridotti. R5 Living nasce dall’idea che si debba e si possa lavorare su prodotti che non richiedono la plastica monouso e che permettano un effettivo risparmio di energia utilizzata e materiale che poi rimane nell’ambiente. Restando fermamente convinti che la Plastica non sia il problema, ma lo sia il suo utilizzo” spiega Cristina Mollis, fondatrice di R5 Living.

Cristina Mollis, fondatrice di R5 Living
Cristina Mollis, fondatrice di R5 Living, società benefit che punta su prodotti detergenti efficaci e buoni, senza packaging ove possibile e, quando necessario, prediligendo packaging in cartone.

Prodotti plastic negative

Questo nuovo brand della detergenza sostenibile- che è anche società benefit – collabora con rePurpose Global, una comunità globale che aiuta imprese e consumatori a misurare, ridurre e bilanciare la propria impronta di plastica e a compensarla attraverso lo sviluppo di progetti infrastrutturali per il riciclo della plastica, il sostegno ai lavoratori della plastica dei Paesi più colpiti e promuovendo l’innovazione nel suo utilizzo. Lavorando con rePurpose Global R5 Living è stata in grado di certificare ciascuno dei propri prodotti come Plastic Negative.

Cosa significa? Sulla base dell’Impronta di Plastica (che viene ricalcolata nel tempo) di R5 Living viene finanziata la rimozione di una quantità di rifiuti di plastica equivalente ad almeno il doppio della propria impronta di plastica attraverso rePurpose Global.

In altre parole, per ogni flacone che R5 Living “immette” nella propria lavorazione, riesce a sostenere progetti che permettano di eliminarne dall’ambiente due.

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