Energia nucleare: i pro e i contro

Uno degli argomenti più controversi di cui si sta tornando a parlare a causa del climate change è l’energia nucleare. Ecco le posizioni della comunità scientifica.

Uno degli argomenti più discussi e controversi di cui si sta tornando a parlare proprio a proposito del riscaldamento globale è l’energia nucleare.

Tutti noi ricordiamo o abbiamo sentito parlare delle catastrofi avvenute a Chernobyl o a Fukushima: due episodi che hanno contributo a una vera e propria demonizzazione tutta italiana nei confronti di questo sistema di produzione di energia, attribuendo alle centrali nucleari accezioni del tutto negative. Tuttavia, alcuni esponenti della comunità scientifica ritengono che l’energia nucleare rappresenti una scelta cruciale per attuare la tanto agognata transizione ecologica.

Vediamo quindi insieme le posizioni pro e contro di questa scelta energetica.

Che cos’è l’energia nucleare

L’energia nucleare è una fonte estremamente utile per la produzione di energia elettrica attraverso la trasformazione di nuclei atomici. I procedimenti attraverso il quale possono avvenire queste trasformazioni sono principalmente due:

  • Fissione: in questo caso i nuclei di atomi, come possono essere l’uranio, il torio o il plutonio, vengono indotti a spezzarsi attraverso un bombardamento di neutroni. Questo comportamento libera una grande quantità di energia termica che viene sfruttata dalle centrali per trasformare l’acqua in vapore che farà girare le turbine. Il movimento di queste ultime produrrà energia elettrica, rilasciando allo stesso tempo scorie nucleari, materiali estremamente pericolosi e radioattivi;
  • Fusione: come dice la parola stessa, consiste nella fusione di due o più nuclei leggeri di atomi che creeranno un nucleo più pesante. Attraverso questa fusione viene prodotta energia.

Ad oggi il secondo metodo è ancora in fase di sperimentazione, in quanto gli atomi solitamente tendono naturalmente a respingersi. Il fenomeno avviene infatti nelle stelle, dove ci sono densità e temperature altissime, che sono difficilmente riproducibili sulla Terra.

L’energia nucleare oggi

In Europa c’è una divisione netta tra chi predilige le centrali nucleari e chi preferisce non rischiare.

In Italia, ad esempio, ci sono ben 4 centrali nucleari non funzionanti che sono state disattivate dal 1986 in poi a seguito di un referendum.

Anche la Germania sta cercando di abolire questo sistema di produzione di energia, infatti, le ultime centrali nucleari presenti in questi territori saranno dismesse entro la fine del 2022.

Paesi come Francia, Belgio, Bulgaria insieme ad altri 10, invece, possiedono reattori nucleari attivi che hanno lo scopo di produrre energia elettrica. Altri ancora possiedono un singolo reattore nucleare utile esclusivamente per scopi di ricerca (stiamo parlando di Irlanda, Estonia, Italia e tanti altri).

Ma come mai, in Europa e nel mondo ci sono così tante correnti di pensiero differenti su questo argomento? Come ogni settore, anche l’energia nucleare possiede dei pro e dei contro: analizziamoli insieme.

L’energia nucleare: i pro

Il primissimo vantaggio che porta diverse nazioni ad affidarsi a questo tipo di produzione di energia è rappresentato sicuramente dalle ridotte emissioni di CO2 che produce. Le centrali nucleari, infatti, hanno il pregio di ridurre le emissioni di gas serra quasi a 0 rendendo questa fonte energetica green rispetto a tante altre.

Essendo una produzione del tutto indipendente da materie prime come petrolio e carbone, queste centrali permettono di diminuire le necessità di combustibili fossili con conseguente diminuzione dei costi d’acquisto dell’energia. Grazie alle centrali nucleari, infatti, aumenta di molto la stabilità geopolitica del paese in quanto si produce autonomamente l’energia senza dipendere da paesi esterni.

L’elevata quantità di energia elettrica prodotta dalle centrali è sicuramente un altro vantaggio non da poco. Con una quantità davvero ridotta di uranio, ad esempio, si può soddisfare il fabbisogno energetico di circa mezzo milione di persone. Questa caratteristica rende gli impianti nucleari più efficaci dal punto di vista produttivo rispetto agli impianti fotovoltaici.

Durante il proprio ciclo di vita, le centrali nucleari richiedono un basso impiego di risorse, con conseguenti bassi costi, ma a fronte però di un investimento iniziale molto oneroso dovuto specialmente alla costruzione della centrale stessa.

La longevità di questi colossi dell’energia è un altro punto a favore in quanto essi possono rimanere operativi per più di 50 anni rendendo più semplice l’ammortamento degli investimenti iniziali.

L’energia nucleare: i contro

Dopo aver analizzato tutti i vantaggi di questa tipologia di produzione energetica, sarà molto utile valutare anche tutti i contro del caso.

Molte persone tendono ad avere timore delle centrali nucleari a seguito delle catastrofi accadute in Ucraina nel 1986 e in Giappone nel 2011 (Chernobyl e Fukushima).

Uno degli svantaggi, infatti, è proprio imputabile alle conseguenze gravissime che si avrebbero a seguito di un incidente. Ma il rischio di un sinistro non rappresenta l’unico pericolo. Questi impianti possono essere oggetto di attentati terroristici che causerebbero delle vere e proprie stragi.

Com’è vero che le centrali nucleari producono moltissima energia elettrica, è anche vero che esse hanno il compito di produrre solo quella, non permettendo il soddisfacimento del fabbisogno di gas.

I rifiuti radioattivi prodotti dalle centrali rappresentano un altro punto a sfavore. Queste scorie sono estremamente dannose per l’uomo, ma anche per animali e flora. Tali sostanze di scarto devono essere obbligatoriamente immagazzinate in depositi di massima sicurezza appositi.

Anche scegliere la localizzazione di uno stabilimento nucleare è estremamente difficile, in quanto queste strutture non possono essere costruite vicino a centri abitati. Come ha dimostrato anche il caso giapponese, inoltre, è fondamentale valutare la costruzione di una centrale in un luogo a ridotto rischio di dissesto idrogeologico.

L’investimento inziale per costruire una centrale nucleare, poi, rappresenta sicuramente un grandissimo ostacolo da superare. In questo caso non servono fondi solo per la costruzione dell’impianto stesso, ma saranno necessari ulteriori investimenti per la creazione del gruppo di lavoro che solitamente è composto da più di 500 persone e che richiede un elevato livello di specializzazione. Oltre alle centrali, quindi, serve anche la formazione di una classe tecnica operativa.

Il tutto senza contare che l’energia nucleare necessita di materie prime come plutonio, uranio e torio che non sono, proprio come il carbone e il gas, rinnovabili. Le scorte di questi materiali sono infatti limitate e non possono essere compensate da un processo di ricostituzione naturale a breve termine.

I falsi miti sulle centrali nucleari

Oltre ai pro e ai contro, è importante considerare anche le false credenze che circolano a proposito dell’energia nucleare e, in particolare, alle sue centrali.

Innanzitutto, non è assolutamente vero che l’Italia è uno dei pochi paesi a non avere centrali nucleari. Come anticipato ad inizio articolo, infatti, sono molteplici le nazioni che preferiscono privarsi di questo tipo di energia: si pensi ad esempio alla Germania che di recente ha deciso di chiudere tutti i propri stabilimenti nucleari.

In precedenza, abbiamo detto anche che lo smaltimento di rifiuti radioattivi è complesso ma non impossibile. Molti, infatti, ritengono che non ci siano soluzioni ottimali per l’eliminazione delle scorie, ma questo non è del tutto vero. Ad oggi esistono tantissime modalità di smaltimento rifiuti radioattivi, diversificate tra loro anche in base al grado di radioattività del rifiuto stesso. Contrariamente a quello che potrai pensare, questo tipo di smaltimento non comporta rischi degni di nota per quanto riguarda l’inquinamento ambientale. 

Un altro falso mito che accomuna molti detrattori dell’energia nucleare è la convinzione che un reattore nucleare possa esplodere come una bomba atomica. Questo non rappresenta la realtà! I reattori nucleari utilizzano la fissione per produrre elettricità, mentre le bombe utilizzano questo metodo per produrre energia in grado di produrre un’esplosione.

La differenza fondamentale tra reattore e bomba è da collocare nella velocità di rilascio di neutroni. Nella bomba atomica il rilascio di questi neutroni è immediato e non controllato e crea un’esplosione devastante. Per quanto riguarda le centrali, invece, tale rilascio è estremamente controllato e non avviene in maniera immediata.

Questo non significa che un’esplosione di una centrale nucleare non possa verificarsi, ma sicuramente non sarà mai tanto potente quanto una bomba atomica. 

Dopo aver letto questo articolo sicuramente avrai più informazioni utili per capire come funziona una centrale nucleare e quali sarebbero i vantaggi e gli svantaggi di averne una nel proprio paese.

Ad oggi però, in Italia, non si parla ancora di riattivare quelle già presenti o costruirne delle altre anche in seguito all’ultimo referendum tenutosi nel 2011 dopo il disastro di Fukushima. Ma chissà se, in vista della necessità di trovare fonti alternative a quelle fossili e con meno emissioni di CO2, gli italiani saranno pronti a rivedere le loro decisioni.

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