L’evoluzione della finanza sostenibile

La transizione ecologica del mondo assicurativo raccontata da Emilio Pastore, HDI Assicurazioni. Manca ancora sinergia tra settore, istituzioni e media, e uno strutturato storico di riferimento.

Le sfide ambientali e gli obiettivi delineati dall’Agenda 2030 dell’ONU stanno influenzando profondamente ogni settore, compreso quello finanziario e assicurativo. Abbiamo incontrato Emilio Pastore, Emilio Pastore Head of Finance and Treasury in HDI Assicurazioni, Esg manager, Docente in master e Università, per discutere come il mercato delle assicurazioni e del risparmio gestito stia rispondendo ai nuovi trend e alle nuove regole del scenario competitivo.

La risposta del settore assicurativo

Emilio, l’Agenda 2030 ha posto le basi per un impegno globale verso la sostenibilità. Come ha reagito il settore assicurativo a questi cambiamenti?

Emilio Pastore finanza sostenibile assicurazioni

Abbiamo dovuto aspettare quattro anni perchè arrivasse la risposta dal mondo assicurativo. La svolta è stata innescata dal Piano d’Azione della Commissione Europea del 2018, volto a indirizzare i flussi di capitale verso investimenti più sostenibili.
Il settore delle assicurazioni ha dovuto cambiare, aggiornando sia le sue strategie che le sue offerte per rispettare i nuovi obiettivi ambientali e sociali. Ha cercato di trovare un equilibrio tra la protezione dal cambiamento climatico e il sostegno alla giustizia sociale.
Il piano d’azione ha presentato dieci azioni importanti, raggruppate in tre aree principali: spostare i soldi verso attività più ecologiche, investire in progetti che rispettassero l’ambiente e fare in modo che la sostenibilità facesse parte delle decisioni aziendali e della loro comunicazione. L’obiettivo era far lavorare insieme più da vicino il mondo finanziario e quello della sostenibilità.

L'evoluzione della finanza sostenibile

L’approccio lungimirante della Ue

Adottando un approccio di avvicinamento non coercitivo, L’Europa ha scelto inizialmente di incoraggiare piuttosto che imporre agli investitori di considerare gli aspetti di sostenibilità nelle loro decisioni. In un contesto come quello assicurativo, dove reputazione e riqualificazione continua sono fondamentali, questo metodo ha provocato una significativa spinta evolutiva. L’adozione organica dei criteri ESG e della CSR nella formulazione di offerte e prodotti assicurativi è divenuta una scelta per mantenere la competitività e il posizionamento nel mercato.

Innovazione dei prodotti assicurativi

Come si sono evoluti i prodotti offerti dal settore assicurativo in risposta a questi stimoli?

Inizialmente, l’attenzione è stata focalizzata sui settori che le politiche di investimento dovevano evitare, quelli più controversi. Col tempo, si è assistito a un’evoluzione verso la creazione di polizze e strumenti di risparmio che non solo evitassero alcune voci di investimento, ma cercassero di contribuire attivamente al benessere della società e all’ambiente. Questo si è riflesso nella primitiva distinzione tra due categorie principali proposte in portafoglio, ognuno con il proprio livello di impegno verso la sostenibilità:

  • Prodotti Articolo 8, noti come “light green“, che adottano approcci sostenibili basilari. Prodotti che si limitano a dichiarare il loro allineamento con alcuni degli obiettivi dell’Agenda 2030, senza necessariamente rendicontare risultati tangibili o impatti misurabili;
  • Prodotti Articolo 9, definiti “dark green“, che vanno oltre la mera dichiarazione d’intenti e si impegnano a rendicontare in modo trasparente i risultati dell’impatto delle loro attività. Questi prodotti sono progettati per coloro che cercano investimenti che non solo evitano danni ma contribuiscono attivamente a risultati positivi per l’ambiente e la società.
equilibri della finanza sostenibile

La rivoluzione del SFDR

L’entrata in vigore del Regolamento sulla divulgazione delle informazioni in materia di sostenibilità nel settore dei servizi finanziari – SFDR (Sustainable Finance Disclosure Regulation – Direttiva UE 2019/2088) costituisce il secondo grande step del settore finanziario e assicurativo nel suo cammino verso lo sviluppo sostenibile.
La direttiva ha imposto un incremento della trasparenza nell’integrazione dei criteri ESG all’interno delle offerte assicurative e degli investimenti ad esse correlati. In assenza di tale integrazione, seguendo il principio del “comply or explain“, diventa necessario fornire una giustificazione. In che modo la SFDR ha influenzato il settore?

La SFDR ha segnato un importante punto di svolta, richiedendo maggiore trasparenza e spingendo le compagnie assicurative a diversificare le loro offerte. Gli intermediari e i consulenti assicurativi hanno assunto un ruolo più simile a quello di consulenti di sostenibilità, guidati dal dovere di considerare e comunicare le preferenze di sostenibilità dei clienti.
Un cambiamento che ha stimolato un investimento significativo nella formazione e nelle competenze.
Le compagnie assicurative, obbligate a chiarire l’impatto dei rischi di sostenibilità sulle loro scelte di investimento, si sono trovate ad avere una maggiore responsabilità nel sollecitare le imprese a riflettere sulle implicazioni a lungo termine delle loro decisioni finanziarie. Di conseguenza la distinzione tra le offerte è divenuta più netta e chiara: tra i prodotti articolo 8 e 9, e quelli invece classificati come articolo 6, ovvero non sostenibili.
L’importanza di poter non solo dichiarare, ma anche dimostrare un impegno concreto e misurabile ha costretto alcuni gestori a rivedere l’offerta, talvolta optando per un downgrade di prodotti non in grado di sostenere gli standard richiesti.

La svolta della Tassonomia europea: l’unificazione dei criteri.

La normativa sulla Tassonomia per la finanza sostenibile è entrata in vigore il 13 luglio 2020 (Regolamento UE 2020/852). Come ha impattato sul mondo della finanza assicurativa?

La normativa sulla Tassonomia Europea ha finalmente fornito le linee guida dettagliate per stabilire standard stringenti e unificati che assicurassero la genuina sostenibilità degli investimenti. Questo ha richiesto un attento esame e, in alcuni casi, una revisione dei prodotti offerti per assicurarsi che rispettassero i nuovi standard. Il mercato continua ad evolvere verso trasparenza e rigidità degli standard, e il mondo assicurazione insegue adeguandosi.!

Quali le sfide e le prossime tappe?

Parole per una finanza sostenibile

Una delle principali sfide che il settore assicurativo si trova ad affrontare nel cammino verso lo sviluppo sostenibile è la mancanza di un solido database storico.
Il settore tecnico-assicurativo si scontra con la difficoltà di gestire rischi ambientali per i quali non esiste ancora uno storico consolidato di riferimento su cui formulare proiezioni e ponderare premi investimenti affidabili.
Questa assenza di informazioni pregresse rende complesso per le compagnie assicurative creare offerte basate su valutazioni precise del rischio e sviluppare un’ampia gamma di prodotti assicurativi che possano effettivamente coprire tali rischi emergenti.
Per colmare questa lacuna e accelerare l’adozione di procedure standard, è fondamentale instaurare una collaborazione sinergica tra le aziende del settore, le istituzioni e i media. Solo attraverso un impegno condiviso sarà possibile promuovere efficacemente una cultura della sostenibilità che influenzi le scelte quotidiane e guidi il settore verso soluzioni assicurative innovative e rispettose dell’ambiente.

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