Il rapporto di sostenibilità di IBM

Il colosso tecnologico punta moltissimo sulle persone nelle proprie attività di responsabilità sociale. Dal 2015 ha introdotto il concetto di IBMer per definire la comunità dei propri dipendenti che sono coinvolti direttamente nel percorso di sostenibilità

IBM è una delle più grandi aziende tecnologiche al mondo e non tutti sanno che è anche una delle più ‘vecchie’: la sua fondazione, la prima piccola società che diventerà poi IBM, data addirittura al 1911.

Insomma, ne ha fatto e ne ha visto di strada. E’ passata attraverso guerre mondiali, crisi economiche, rivoluzioni tecnologiche. Una delle sue più gravi crisi l’ha attraversata con l’avvento dei PC tra gli anni 80 e 90: la grande missione di mettere un computer in ogni scrivania di Bill Gates ha fatto male a questa azienda che era un po’ monopolista dei primii grandi calcolatori elettronici detti mainframe.

Oggi, oltre a essere un vero e proprio colosso tecnologico, ha migliaia di dipendenti in tutto il mondo ed è molto attiva nella ricerca tecnologica, in particolare lintelligenza artificiale.

Accanto a questa sua natura tech, oggi IBM porta avanti una forte politica di sostenibilità, basata su tre pilastri: impatto ambientale, impatto equo e impatto etico.

Con il suo bilancio di sostenibilità, l’IBM Impact, l’azienda racconta in che modo e con quali attività si sta impegnando in ambito ESG, cioè per la creazione di un futuro più sostenibile, equo ed etico.

Moltissima attenzione per i dipendenti dell’azienda, la comunità degli IBMer, che sono coinvolti in moltissime attività di responsabilità sociale dentro e fuori l’azienda.

“Gli IBMer hanno da sempre impiegato il loro tempo, talento e la tecnologia a favore di un impatto positivo nel mondo, evolvendo la natura del loro lavoro negli anni per soddisfare le esigenze più urgenti della società”, ha detto Arvind Krishna, presidente e amministratore delegato di IBM . “Come sempre, siamo pronti a collaborare con i nostri clienti, partner e con le Istituzioni per costruire un futuro più sicuro, più equo e pacifico”.

Cosa fa IBM per l’ambiente

Sotto il profilo ambientale, che sappiamo pone delle responsabilità anche al mondo tecnologico e digitale, IBM si impegna a preservare le risorse naturali, ridurre l’inquinamento e minimizzare i rischi legati al clima. Questo si riflette nel suo impegno a:

  • Raggiungere lo zero netto di emissioni di gas serra entro il 2030
  • Dirottare il 90% dei rifiuti non pericolosi dalle discariche e dagli inceneritori entro il 2025
  • Avviare 100 progetti con clienti o enti di ricerca che abbiano l’obiettivo di creare benefici ambientali entro il 2025

Cosa fa IBM per il sociale

IBM sta creando spazi e opportunità per tutti. Per aumentare il rispetto delle diversità, l’equità e l’inclusione, mira a:

  • Fornire a 30 milioni di persone di tutte le età nuove competenze necessarie per intraprendere i lavori di domani entro il 2030
  • Registrare 4 milioni di ore di volontariato entro il 2025
  • Investire 250 milioni di dollari in programmi di apprendistato e relativi ai “new collar” entro il 2025
  • Dedicare il 15% della sua spesa con fornitori di primo livello che siano di proprietà di persone di colore entro il 2025 

Impatto etico di IBM

IBM mira a migliorare le innovazioni, le politiche e le pratiche che danno priorità all’etica, alla fiducia, alla trasparenza e, soprattutto, alla responsabilità. Questo si riflette nel suo impegno a:

  • Coinvolgere 1.000 partner dell’ecosistema formati in etica tecnologica entro il 2022
  • Continuare a coinvolgere il 100% dei fornitori su pratiche etiche
  • Focalizzare l’attenzione ai giusti livelli retributivi per i senior manager, anche in ottica di diversity

Se vuoi conoscere di più delle attività di responsabilità sociale di iBM, puoi consultare questo link.

Nella foto: ragazze che hanno partecipato a progetti formativi STEM all’interno di IBM a Poughkeespie, NY

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