Crowdfunding e inclusione per vincere la violenza sulle donne

Un progetto concreto per accrescere l'autonomia finanziaria delle donne vittime di violenza. Con una campagna di crowdfunding Molce Atelier vuole ampliare la sua azione, tutti possono contribuire

C’è una sartoria che da qualche anno opera nel quartiere multietnico di Niguarda, a Milano, con una missione che va al di là della creazione di capi d’abbigliamento: Molce Atelier è nata con l’obiettivo di offrire sostegno psicologico e formazione professionale alle donne vittime di violenza.
L’atelier è diventato un simbolo di riscatto e rinascita, come il nome stesso richiama: partendo dal vecchio verbo “molcere”, il progetto delle fondatrici è quello di lenire le ferite e mitigare le sofferenze di tante donne, attraverso l’antica arte del cucire. Questa non solo fornisce alle donne una nuova abilità attraverso corsi di sartoria, ma agisce anche come un potente strumento terapeutico. La sartoria è un linguaggio universale che, in questo contesto, unisce culture e tessuti, creando un ambiente inclusivo.

Questa attività vuole essere un concreto faro di speranza nel tessuto sociale della comunità e per tale ragione l’azienda ha deciso di lanciare una campagna di crowdfunding su Produzioni dal Basso. L’obiettivo è finanziare l’assunzione per un anno della seconda sarta, Yasmin, una donna che ha attraversato guerre e violenze per trovare rifugio in Italia.

fotografia con Fernanda Muniz, Yasmin, Adriana Morandi e Ilaria Solari
Fernanda Muniz, Yasmin, Adriana Morandi e Ilaria Solari

Un passo cruciale verso la sostenibilità economica e umana

Avvalersi dello strumento del finanziamento collettivo è un passo fondamentale per il consolidamento dell’Atelier, ma è altresì un’azione che vuole fare partecipi i sostenitori di una storia di rinascita e solidarietà che va oltre la creazione di abiti sartoriali. L’obiettivo di assicurare un contratto di lavoro equo e dignitoso per la nuova sarta va oltre l’aiuto individuale: è un investimento nella sostenibilità economica e sociale. Ogni contributo, grande o piccolo, aiuta alla creazione di un ambiente di lavoro inclusivo e nell’emancipazione delle donne vulnerabili.

Molce Atelier offre gratuitamente a queste donne uno sportello di sostegno psicologico: parallelamente, i corsi di formazione sartoriale hanno come obiettivo l’integrazione lavorativa: “proprio durante questo percorso di tirocinio abbiamo incontrato Yasmin”, racconta Paola Maraone, psicologa di Molce Atelier, “e ora che lei sta completando il tirocinio abbiamo capito che risorsa preziosa lei sia e che non vogliamo perderla”.

Sia Fernanda Muniz da Silva, responsabile della sartoria, che la stilista Adriana Morandi hanno trovato in Yasmin delle notevoli competenze, che hanno consentito all’Atelier di sviluppare nuovi lavori: l’impegno della sartoria non è solo verso la sostenibilità umana e sociale ma anche per quella ambientale. Utilizzando materiali di alta qualità provenienti da fine produzione o scampoli inutilizzabili per produzioni in grandi volumi, l’Atelier promuove l’upcycling e minimizza ogni spreco, creando capi unici, originali e durevoli. Ogni capo confezionato racconta una storia di riscatto, con un’etichetta parlante che connette chi lo indossa alla comunità di donne che lavorano dietro le quinte.

La possibilità di contribuire concretamente

Partecipare a questa campagna di crowdfunding è un modo tangibile per fare la differenza: consentirà di compiere dei passi significativi verso la valorizzazione dei talenti, il riappropriarsi del proprio destino e la creazione di scelte di libertà.

È possibile contribuire in due modalità:

fotografia di alcuni prodotti che si possono scegliere come ricompensa del crowdfunding
  • con una donazione libera
  • con un’offerta definita, “prenotando una Ricompensa”: gli utenti che scelgono questa strada possono prenotare un capo sartoriale esclusivo della nuova collezione, visibile nella pagina stessa a cui si accede per la campagna di crowdfunding.

“Assumere Yasmin sarebbe una grandissima vittoria, sia per il progetto che per lei stessa”, conclude Fernanda Muniz: “vuole dire che il nostro progetto sta veramente funzionando e… che ne è proprio valsa la pena”.
Attraverso la sua attività, Molce Atelier si impegna a restituire voce e strumenti alle donne vulnerabili, dimostrando che, come i tessuti che ritrovano vita tra le mani delle sarte, anche le esistenze strapazzate possono rifiorire.

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