Le grandi multinazionali che vogliono diventare B Corp

Le B Corp sono aziende che prendono a cuore la loro responsabilità rispetto alle conseguenze, positive e negative, che può avere il loro operato sull’ambiente naturale, sulla loro comunità, i loro clienti e tutti i loro dipendenti. Pertanto scelgono di autoregolamentarsi per essere più etiche e di monitorare, misurare, rendicontare questo loro impatto.

La certificazione B Corp si ottiene proprio così, sottoponendo le aziende che intendono diventarlo al B Impact Assessment che contiene oltre 200 domande in specifiche aree di impatto: governance, ambiente, comunità, clienti, dipendenti. Ottenere 80 punti è il minimo richiesto per ottenere la certificazione, che dura due anni e va quindi periodicamente rinnovata. Non è un punto di arrivo, ma di partenza di un percorso che dura per sempre e guida il continuo miglioramento dell’azienda.

Più si è grandi, più è difficile diventare B Corp

Attualmente ci sono circa 4.531 B Corps in oltre 78 paesi e 153 industrie, per un totale di oltre 380mila persone occupate; la maggior parte sono aziende di piccole e medie dimensioni, meno diffusa è la certificazione B Corp per le cosiddette ‘large companies’, multinazionali davvero complesse e articolate.

Ovviamente, per un’azienda molto grande, il processo di certificazione, e gli sforzi e gli impegni che richiede, è molto più difficile. Le grandi aziende hanno migliaia di dipendenti, tante filiali, sedi in diversi Paesi, è molto complicato riuscire a realizzare quel puntuale monitoraggio di tanti aspetti e attività che la certificazione richiede. Spesso, le grandi aziende sono anche un’organizzazione con al loro interno altre società, ognuna con un suo ampio grado di autonomia. Possono essere persino quotate in Borsa, il che aggiunge un ulteriore elemento di difficoltà.

B Lab, l’ente certificatore e che ha ideato il concetto B Corp, ha creato nel 2020 per il settore delle ‘large companies’ il B Movement Builders, una sorta di coalizione collaborativa per aziende che ambiscono a entrare nel movimento globale, ma hanno bisogno di tempo; e ha stabilito un processo di adeguato, progressivo, che stabilisce delle regole e fornisce un percorso per introdurre gradualmente più programmi sociali e ambientali nelle loro attività. L’idea è quella di favorire anche la trasformazione di queste multinazionali in B Corp e fare in modo che fungano da ispirazione e da zoccolo duro di una evoluzione verso ciò che viene definito il ‘capitalismo degli stakeholder’.

Come le grandi aziende diventano B Corp

Una grande azienda è spesso composta da altre aziende più piccole, (è una capogruppo o holding) e in questi casi può scegliere di diventare B Corp un’azienda alla volta.

E’ quanto hanno scelto di fare il marchio di abbigliamento GAP – la cui consociata Athleta ha ottenuto la certificazione B Corp, diventando una delle più grandi aziende di abbigliamento al mondo a certificarsi – e Danone, che sta certificando via via tutte le sue consociate ed è arrivata a circa il 40%. Anche Danone Italia è società benefit e B Corp.

In modo similare, Natura &Co., multinazionale con quartier generale in Brasile, diventata la più grande società quotata in borsa del mondo a ottenere lo status di B Corp nel 2014 B Corp. Natura &Co è un gruppo cosmetico che comprende marchi come Aesop, Natura, The Body Shop e Avon. I primi tre di questi marchi sono a loro volta certificati B Corp.

Attualmente ci sono quattro aziende che hanno intrapreso il programma B Movement Builders con B Lab e sono la francese Bonduelle (prodotti alimentari); le brasiliane Gerdau (acciaio) e Magalu (commercio online e al dettaglio); la svizzera Givaudan (profumi e fragranze).

Danone e Natura & Co, in quanto società pioniere e già esperte in ambito B Corp, faranno da sostegno alle altre in questo loro percorso. D’altro canto, la filosofia della collaborazione e del supporto reciproco è molto vivo nel movimento.

Queste aziende rappresentano complessivamente fatturati per 60 miliardi di dollari e 250mila dipendenti.

Criteri di ammissione al programma B Movement Builder

Le dimensioni aziendali

Il percorso di certificazione per Large Enterprise è destinato alle aziende private o pubbliche idonee (vedi i fattori squalficanti che seguono), con un fatturato annuo da 100 milioni a 999 milioni di dollari e con 10 o più filiali che operano in più paesi, nonché le aziende con un fatturato annuo pari o superiore a 1 miliardo di dollari.

Fattori squalificanti

Vi sono dei fattori squalificanti a priori, cioè condizioni che impediscono di ottenere l’idoneneità a ottenere la certificazione in ogni caso: per esempio aziende coinvolte in tutto o in parte (>1% dei ricavi) nelle industrie del carbone, della pornografia, dei casinò, delle armi da fuoco, delle armi o munizioni e/o del tabacco, senza un impegno formale a uscire da tali industrie. Ma anche aziende sulle quali si riscontrano dubbi etici come complicità sistematica in frodi, abusi dei diritti umani o violazioni di leggi negli ultimi cinque anni potrebbero vietare a un’azienda la certificazione B Corp.

Le aziende che parteciperanno al B Movement Builders non soddisferanno necessariamente gli stessi standard di prestazioni sociali e ambientali delle normali B Corporation già certificate. Per aderire al programma, come dicevamo, devono sottoporsi a una revisione dei rischi per determinarne l’idoneità; devono dimostrare i progressi che passo dopo passo fanno per avvicinarsi agli obiettivi chiave relativi alle loro prestazioni sociali e ambientali. Si tratta di un piano a lungo termine.

La più grande azienda B Corp in Italia

Parlando di grandi aziende diventate B Corp non possiamo fare a meno di citare il fatto che tra i casi più significativi al mondo c’è l’italiana Chiesi, un’azienda familiare e un nome nella farmaceutica. Chiesi Farmaceutici è non solo la più imponente B Corp italiana ed europea, ma anche il più grande gruppo farmaceutico multinazionale ad essere certificato B Corp, in pratica la prima e per ora unica ‘big pharma’ ad essere divenuta B Corp.

“Chiesi è il primo gruppo farmaceutico globale a ricevere la certificazione B Corp”, ha detto Maria Paola Chiesi, che si occupa della sostenibilità del Gruppo Chiesi, ina una nota stampa. “Ci auguriamo che altre aziende farmaceutiche aderiscano presto al movimento B Corp per testimoniare il rinnovato impegno del settore farmaceutico, teso a garantire una vita sana e a promuovere il benessere di tutti, in accordo con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile e l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. La salute del nostro pianeta e dei suoi abitanti merita i nostri migliori sforzi”.

Con 6 mila dipendenti, presenza in 29 Paesi e un fatturato di oltre 2,229 miliardi, essere B Corp è un impegno davvero notevole che la società però porta avanti con convinzione e serenità.

“Crediamo che ci sia sempre un modo migliore di fare le cose e ora, più che mai, le sfide sociali e ambientali del nostro tempo richiedono un nuovo ruolo e un nuovo impegno da parte di tutte le aziende” ha commentato Alberto Chiesi, Presidente Gruppo Chiesi. “Chiesi è pronta ad assumere questo ruolo e, in continuità con la nostra storia, a rinnovare il nostro impegno per avere un impatto positivo sulle persone, sulla società e sul pianeta”.

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