Levico Acque, la sostenibilità nel vuoto a rendere

Levico Acque è diventata Società Benefit e ha intrapreso un percorso a favore della sostenibilità puntando sul vetro, sul vuoto a rendere e sulla certificazione Climate Positive.

Levico Acqua minerale naturale nasce dalle sorgenti trentine d’alta quota di Levico Terme in provincia di Trento. Nominando questi territori di origine, tra montagne e ruscelli, non possiamo fare a meno di pensare come sia difficile imbottigliare acqua proveniente da sorgenti naturali. L’acqua è un bene comune e prezioso, che ha origine da zone importanti dal punto di vista dell’ambiente.

Non è ancora possibile fare a meno dell’acqua minerale in bottiglie: nelle città, in viaggio, nei luoghi nei quali quella degli acquedotti non è sicura e potabile. Allora occorre fare scelte il più possibile a favore dell’ambiente.

Le acque minerali e termali di Levico sono conosciute fin dal 1700 e nel 1860 è stata costruita la prima società balneare per cure termali. Il vecchio stabilimento di Levico è in funzione dal 1961 esclusivamente per imbottigliare l’acqua minerale naturale. Negli anni duemila, l’azienda inizia il suo percorso verso la sostenibilità, l’economia circolare e il rispetto dell’ambiente.

Nel 2013, davanti alla scelta di costruire nuovi impianti o ristrutturare quelli esistenti, l’azienda sceglie la seconda possibilità. Il vecchio stabilimento viene ristrutturato seguendo i principi green e ottiene la certificazione LEED e il primo manifesto sulla sostenibilità.

La scelta di ristrutturare un edificio esistente piuttosto che costruirne uno nuovo è una scelta ecologica che aiuta l’ambiente. Impianti efficienti e soluzioni architettoniche in linea col paesaggio, pannelli fotovoltaici che garantiscono il 50% del fabbisogno energetico dell’azienda sono passi importanti verso la sostenibilità ambientale.

Tra le certificazioni di Acqua Levico, la certificazione LEED 2009 Italia NC attesta che gli edifici dell’azienda sono altamente eco-compatibili e l’azienda è energicamente autosufficiente. L’ulteriore certificazione di riduzione delle emissioni di gas serra e loro compensazione ha fatto di Levico Acque la prima azienda nel settore certificata a impatto zero nel 2014.

D’altra parte il Trentino Alto Adige è una delle regioni italiane all’avanguardia per l’utilizzo di fonti di energia rinnovabili, ed è una delle prime produttrici di impianti eolici, fotovoltaici e solari.

Il percorso verso il Climate Positive

Tra i primi impegni verso la sostenibilità presi da Levico c’è quello connesso agli investimenti per ridurre le emissioni di anidride carbonica in atmosfera, agendo su tutto il ciclo produttivo e distributivo delle acque in bottiglia.

Nel 2014 l’azienda ha azzerato l’impatto delle sue emissioni guadagnandosi l’attestato di certificazione B-Neutral. Attraverso il Life Cycle Assessment (LCA) ha potuto misurare con più precisione le sue emissioni totali che le ha portato la certificazione EPD, Environmental Product Declaration.

Il percorso Climate Positive è un impegno importante per un’azienda. Prevede che la società diventi a impatto positivo per quanto riguarda le emissioni di anidride carbonica in atmosfera. Dopo aver azzerato le emissioni di CO2 l’impegno è quello di rimuovere dall’atmosfera più CO2 di quella prodotta, dimostrando con azioni concrete di essere un’azienda a impatto positivo.

Levico Acque è riuscita a diventare Climate Positive anche grazie ai numerosi progetti di riforestazione attraverso i quali ha già piantato più di 24.000 alberi, cioè 65 alberi al giorno, in zone dell’Italia che vanno dalle Alpi al mare.

La scelta del vetro e del vuoto a rendere

Ogni anno in Italia si producono circa 30 milioni di tonnellate di rifiuti solidi urbani. Sono soprattutto imballaggi e bottiglie in plastica. La scelta di eliminare la plastica è un opportunità a favore dell’ambiente, dell’economie e della salute.

Leggerezza e sostenibilità ambientale sono due caratteristiche distintive delle acque minerali Levico, che si esprimono anche attraverso l’utilizzo di bottiglie in vetro.

Levico Acque ha fatto due scelte importanti a favore dell’ambiente:

• Utilizzare solo bottiglie in vetro, eliminando del tutto la plastica

• Impiegare il meccanismo del vuoto a rendere.

Acqua Levico è imbottigliata esclusivamente nel vetro. Il vetro è oggi l’unico materiale in grado di mantenere inalterata la purezza, le caratteristiche e la qualità dell’acqua. È un materiale omogeneo, trasparente e inerte e permette una migliore conservazione del prodotto.

Puntare sul vuoto a rendere è la seconda soluzione ottimale per l’ambiente messa in pratica da Levico: le bottiglie in vetro sono realizzate e lavorate in modo tale da poter essere riutilizzate fino a trenta volte e sono riciclabili al 100%. Il vetro a rendere permette di utilizzare meno risorse naturali, meno energia, e di produrre meno rifiuti.

Le acque di lavaggio delle bottiglie e tutto il processo coinvolto consumano acqua e corrente elettrica. Col vuoto a rendere il risparmio idrico è notevole: il consumo delle acque di lavaggio è ridotto del 70%. Anche l’energia viene recuperata per produrre riscaldamento in inverno, riducendo così del 60% il consumo di nuova energia.

Impegni green delle acque minerali italiane e società benefit

Levico Acque è una tra le poche produttrici di acque minerali in Italia certificata Società Benefit. Tra queste c’è anche Ferrarelle acqua minerale.

Ferrarelle è stata tra le prime acque in Italia a diventare Società Benefit. Il suo impegno punta sul riciclo della plastica, tanto da avere uno stabilimento dedicato solo al riciclo delle bottiglie in plastica in R-Pet.

Altre acque minerali, non ancora certificate come Società Benefit, hanno iniziato un percorso verso la sostenibilità ambientale. Le direzioni seguite sono principalmente due: chi punta sul riciclo della plastica e chi sull’utilizzo delle energie rinnovabili.

Del primo gruppo fanno parte Ferrarelle, Acqua San Benedetto, Sant’Anna e Uliveto.

Acqua San Benedetto ha messo sul mercato nel 2021 Ecogreen 100 Eco, la prima linea di acque minerali al 100% realizzata con bottiglie in R-Pet. L’azienda è anche al 100% carbon neutral.

Sempre all’insegna delle bottiglie in plastica riciclata, troviamo Sant’Anna. La Sant’Anna bio bottle è una linea di bottiglie realizzate con un biopolimero ricavato dalla fermentazione degli zuccheri delle piante.

Hanno scelto la strada degli impianti di energia green e da fonti rinnovabili Lete e Acqua Sanpellegrino.

L’azienda Lete ha concentrato il proprio impegno ambientale sulle energie verdi: dal 2004 l’azienda copre il 100% del fabbisogno energetico con energia che proviene interamente da fonti rinnovabili.

Anche Sanpellegrino ha scelto la strada degli stabilimenti con il 100% di energia elettrica acquistata da fonti rinnovabili, muovendosi verso la certificazione carbon neutral.

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