PNRR e digitalizzazione: gli incentivi per le imprese anche nel 2022

PNRR e digitalizzazione: scopriamo insieme gli obiettivi e gli incentivi previsti per le imprese per compiere la missione.

Tra gli obiettivi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza figura anche quello di promuovere la transizione digitale, che fa parte della Prima Missione, anche detta PNRR digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo.

La missione interessa tanto le imprese del settore privato quanto la Pubblica Amministrazione, e mira a sostenere l’innovazione non solo nel sistema produttivo, ma anche nel mercato del turismo e della cultura. Vediamo insieme quali sono gli incentivi previsti per il 2022.

PNRR digitalizzazione: gli obiettivi della Missione

Gli incentivi previsti dal PNRR digitalizzazione sono legati ai numerosi obiettivi elencati all’interno della cosiddetta Prima Missione, che comprendono:

  • Diffusione della Banda Ultralarga e connessioni veloci in tutto il Paese: con questo obiettivo, il PNRR mira a stanziare fondi per diffondere reti ultraveloci su tutto il territorio nazionale, riducendo così il divario digitale;
  • Transizione digitale e adozione di tecnologie innovative e competenze digitali da parte del settore privato: con questi incentivi, il PNRR digitalizzazione vuole promuovere concretamente la transizione digitale e l’adozione di tecnologie innovative nelle piccole, medie e grandi imprese italiane, anche sui mercati internazionali;
  • Digitalizzazione della Pubblica Amministrazione e rafforzamento delle competenze digitali: questo obiettivo vuole trasformare la PA in un’istituzione più semplice e accessibile, riducendo tempi e costi e creando nuovi posti di lavoro;
  • Sostegno alle filiere e all’internazionalizzazione e investimenti nel settore aerospaziale: con questo obiettivo il PNRR vuole potenziare i sistemi di osservazione della terra per monitorare lo spazio extra-atmosferico e rafforzare le competenze nazionali nella Space Economy;
  • Turismo 4.0 per il rilancio del turismo e dei settori culturali con un approccio innovativo e sostenibile: per migliorare l’accesso ai siti turistici e culturali e la loro fruizione, il PNRR vuole investire sulla sicurezza e accessibilità dei luoghi storici e culturali, soprattutto quelli delle aree rurali e periferiche, anche tramite un approccio digitale e sostenibile.

Tutti gli obiettivi di questa Missione prevedono uno stanziamento di ben 40,29 miliardi di euro, che costituisce il 21,05% dell’importo totale del PNRR.

Gli incentivi per le imprese del PNRR per la digitalizzazione

Come abbiamo visto, la Prima Missione prevede diversi obiettivi diretti alle imprese e PA. Limitandoci alle sole imprese, l’obiettivo principale del PNRR consiste nel promuovere la transizione digitale e l’adozione di tecnologie innovative e di competenze digitali nel settore privato.

Questo obiettivo prevede dunque una serie di incentivi, articolati in 3 diversi piani di investimento:

  • € 13,38 miliardi per Transizione 4.0 (altri 5,08 miliardi sono finanziati dal Fondo Complementare)
  • € 1,95 miliardi per Politiche industriali di filiera e internazionalizzazione
  • € 340 milioni per Innovazione e tecnologia della microelettronica

Transizione 4.0

Gli incentivi del piano Transizione 4.0 sono i diretti eredi del programma Industria 4.0: l’obiettivo è quindi quello di promuovere la trasformazione digitale dei processi produttivi e l’investimento in beni immateriali.

Rispetto all’iper ammortamento, i nuovi incentivi hanno un bacino di imprese più ampio e sono estesi anche gli investimenti immateriali agevolabili, le percentuali di credito e il tetto massimo. Il riconoscimento del credito è previsto per gli investimenti effettuati nel biennio 2021-2022.

Gli incentivi della Transizione 4.0 prevedono un regime di credito d’imposta per sostenere gli investimenti privati nelle attività che sostengono la digitalizzazione. Il credito può essere richiesto per le dichiarazioni dei redditi tra il 1° gennaio 2021 e il 31 dicembre 2023.

Il piano comprende anche la definizione di codici di credito d’imposta per l’utilizzo nel modello F24 per:

  • beni strumentali materiali 4.0 (macchine di produzione controllate da sistemi informatici, macchine e sistemi per il controllo di prodotti o processi, e sistemi interattivi); beni strumentali immateriali 4.0 (3D, sistemi di comunicazione intra-fabbrica, intelligenza artificiale e software di apprendimento automatico; sistemi, piattaforme e applicazioni); beni immateriali di investimento standard (software relativo alla gestione aziendale);
  • attività di ricerca, sviluppo e innovazione per l’innovazione verde, digitale e di progettazione;
  • attività di formazione per acquisire o consolidare la conoscenza di tecnologie rilevanti (l’analisi dei big data e dei dati, l’interfaccia uomo-macchina, l’IoT, l’integrazione digitale dei processi aziendali, la sicurezza informatica).

Politiche industriali di filiera e internazionalizzazione

Gli incentivi per l’internazionalizzazione delle piccole e medie imprese italiane prevedono invece un fondo per erogare contributi e prestiti agevolati alle imprese che lavorano sul mercato estero. L’investimento agisce su due fronti:

  • Rifinanziamento del Fondo 394/81 gestito da SIMEST, che fornisce supporto finanziario per programmi di accesso ai mercati esteri e sviluppo dell’e-commerce;
  • Competitività e resilienza delle filiere: consiste in una serie di programmi di sviluppo industriale, di sviluppo a tutela dell’ambiente, mobilità sostenibile e attività turistiche attraverso lo strumento del Contratto di Sviluppo.

Innovazione e tecnologia della microelettronica

Infine, l’ultimo progetto del PNRR digitalizzazione per le imprese prevede degli investimenti in beni materiali per rafforzare la competitività del sistema produttivo della microelettronica, investendo soprattutto nella produzione di carburo di silicio, un semiconduttore fondamentale per l’automotive e il fotovoltaico.

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