Senzaquadro, le cornici di Celeste Gaia che parlano di sostenibilità

'Il mezzo è il messaggio' sosteneva il filosofo Marshall McLuhan. Mai così vero come nel progetto di Celeste Gaia che crea cornici, opere d’arte dove il dipinto non c’è perché il valore sta nella cornice stessa, creata a partire dai rifiuti.

Celeste Gaia è un’artista multidisciplinare. La comunicazione attraverso l’arte, il design e la fotografia sono al centro della sua vita, così come la musica e le canzoni. Ho chiesto a Celeste di presentarsi.

Chi è Celeste Gaia?

“Fondamentalmente sono una persona creativa. Per stare bene ho bisogno di esprimermi e l’ho sempre fatto attraverso diverse discipline artistiche. Non è facile da spiegare perché si tende sempre a definire un campo d’azione, ma con gli anni ho capito che per me sarebbe stata una forzatura. In modo ironico potrei dirti che in me convivono due personalità, complice il fatto che ho due nomi: una è “Celeste”, la parte inquieta e sognante, l’altra è “Gaia”, ottimista e pratica.Trovare l’equilibrio tra le due non è sempre facile, diciamo che ci sto ancora lavorando, ma molte volte una parte aiuta l’altra.
Tutto questo si esprime coi colori che utilizzo, sono sempre tinte materiche e intense. Nonostante una forte pulsione artistica, nella vita mi piace mostrarmi piano piano. Credo molto nel valore della “scoperta” anche per quanto riguarda i rapporti umani. L’espressione artistica per me è sempre stata un’esigenza quasi terapeutica, un modo per accettare e capire cose del mondo o emozioni che sono difficili da contenere.”

Il suo progetto sostenibile, Senzaquadro cornici che parlano, nasce durante i giorni del lockdown, un periodo duro e complicato, fresco nella memoria di tutti noi. Settimane nelle quali era difficile procurarsi delle semplici tele per dipingere: per la reperibilità delle stesse e anche perché online erano andate esaurite e allo stesso tempo, il non poter uscire di casa ha fatto aumentare le consegne a domicilio.
Una comodità che si porta dietro una serie di scatole e cartoni: dai supermercati, alle pizze, al delivery di cibo. Scatole che, insieme a vecchi giornali e quotidiani, finiscono impilate lì, in un angolo, in attesa del giorno della raccolta differenziata.

Proprio guardando quella pila di cartoni Gaia ha un’idea: perché non dare una seconda, nuova vita a tutte queste scatole e giornali? L’idea di creare delle opere d’arte a partire dai rifiuti prende vita pian piano nella sua mente.
Ma occorre tempo: prove su prove, tagli, rifiniture. Progettare un vero e proprio prodotto di design comporta una lunga fase di ricerca: solidità e durata nel tempo, dimensioni da definire, la stesura del colore. Con pazienza ed entusiasmo, giorno dopo giorno, il progetto sostenibile di Celeste Gaia prende la sua forma definitiva e nasce Senzaquadro.

celeste gaia
Un bel ritratto di Celeste Gaia

Senzaquadro sono cornici create in numero limitato: ogni cornice è unica e numerata. Il progetto sostenibile parte da un rifiuto: principalmente carta e scatoloni, vecchi giornali e riviste. La realizzazione di ogni cornice è a mano e artigianale. Ogni pezzo è unico e richiede più di una settimana per essere realizzato. Un processo lungo, composto da diverse fasi di lavorazione, alternate all’attesa per l’asciugatura.

Il nome Senzaquadro è il centro del progetto: non sempre il dipinto è la parte di valore di un’opera d’arte. In questo caso il quadro non c’è perché sono le cornici il vero valore, sono le cornici che parlano e trasmettono una serie di messaggi.

Il primo messaggio è l’unicità: nell’imperfezione risiede la bellezza dei particolari. In ogni cornice si leggono alcune parole scritte dall’artista: possiamo scegliere la frase che più si adatta a noi, al nostro stato d’animo o alla persona alla quale vogliamo regalarla.

Ma il messaggio più significativo è racchiuso all’interno della cornice stessa ed è proprio il materiale. Il riciclo che diventa opera d’arte. L’economia circolare che entra a far parte di ogni progetto, perfino quello più impensabile come la creazione di una cornice artistica.

Dai rifiuti può nascere un’opera d’arte. La ricerca di nuovi materiali comprende anche oggetti che abbiamo già usato e che possiamo trasformare.

Come ci fa notare Celeste:

“Una persona in Italia produce in media 500 kg di rifiuti all’anno”.

Una marea di rifiuti che dobbiamo evitare di produrre, ma che possiamo utilizzare per creare del nuovo e del bello. Il progetto di Celeste è un esempio di ricerca di nuovi materiali che guarda dal passato verso il futuro. Le cornici Senzaquadro sono create utilizzando per il 90% rifiuti da packaging e food delivery.

Una serie di cornici Senzaquadro

Nel progetto Senzaquadro utilizzi dei rifiuti: che rapporto hai con l’ambiente e la sostenibilità?

“Cerco di fare del mio meglio per rispettare lo splendido pianeta che abitiamo. Non è facile trovare un equilibrio tra ciò che produciamo e consumiamo, ma nel mio piccolo sto attenta a creare il meno scarto possibile quando lavoro. Trattandosi di un progetto artigianale il consumo energetico è molto limitato. La materia prima da cui parto, la base fondamentale del mio lavoro, sono veri e proprio rifiuti di packaging food&delivery. Non utilizzare materia prima vergine credo sia importante anche in ambienti di design di lusso, senza per questo perdere il senso estetico che è e rimarrà sempre un valore. Per il resto, come tutti, faccio la raccolta differenziata, se posso mi sposto a piedi o in bici: tutte azioni che molti ormai fanno nel loro quotidiano, ma credo che su questo ci sia ancora molto da imparare.”

L’upcycling artistico di Celeste

Le opere di Celeste Gaia fanno parte di quattro linee diverse: Colori, Manifesto, Kintsugi e Elementi.
Nella linea Elementi, oltre alla carta e al cartone, Celeste lavora con vecchi oggetti come i palloncini gonfiabili argentati, utilizzati in una passata festa di compleanno, per creare una piccola opera d’arte in edizione limitata. Il riciclo e i diversi materiali utilizzati comunicano la bellezza di ogni singolo particolare.

La linea Colore racchiude dei pezzi a tinta unita che contengono una breve frase o un piccolo messaggio. Manifesto è la linea più legata al concetto di libertà che si esprime attraverso il movimento libero della mano e la scelta del colore. Kintsugi è ispirata alla resilienza e alla spiritualità, come il metodo giapponese dal quale prende il nome.

Celeste, stai pensando a nuovi materiali o a nuovi sviluppi per Senzaquadro?


“Sempre. Senzaquadro è un progetto in crescita e che consente una forte personalizzazione. Come la mia natura, è in continua evoluzione. Le linee che ho creato mi permettono di avere una grande libertà artistica pur rimanendo in uno schema compositivo definito. Sto lavorando per introdurre anche altre versioni di Senzaquadro. Soprattutto nella parte visibile vorrei utilizzare sempre più rifiuti che subiscono una sorta di “trasformazione” per renderli diversi: in questo modo, estrapolandoli dal loro normale contesto di utilizzo, diventano portatori di un significato metaforico. Al momento non posso svelare molto: quello che posso dirti è che sarà un anno pieno di novità nella direzione artistica delle forme. Introdurrò anche dei prodotti collaterali al brand, cercando sempre di fare attenzione all’utilizzo delle materie prime.”

Celeste Gaia e il suo progetto Senzaquadro, cornici che parlano, sono un esempio di come le persone, con le loro idee che si trasformano in opere d’arte e in azioni concrete, possono davvero cambiare il mondo.

Trovi maggiori informazioni relative al progetto sul sito Senzaquadro.

Un’altra opera Senzaquadro

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