Bennet, progetti di inclusione nella GDO

Inclusione sociale, economia circolare, strategie di recupero, sostegno del territorio e della comunità: il percorso di sostenibilità del marchio della grande distribuzione è articolato. Ne abbiamo parlato con l'Amministratore Delegato Adriano De Zordi

Abbiamo incontrato Bennet a un convegno dedicato ai progetti di inclusione nella GDO, organizzato da ALTIS  – Alta Scuola Impresa e Società, dell’Università Cattolica di Milano – e abbiamo scelto di raccontare l’impegno di questo storico marchio della distribuzione alimentare per l’ambiente e per il sociale.

Nella sezione sostenibilità del sito aziendale troviamo l’elenco delle azioni concrete, dei progetti e iniziative sostenibili della società: i limoni per Fondazione Umberto Veronesi, le arance rosse per AIRC, una collezione di Shopper in PET riciclato disegnate in collaborazione con lo IED MILANO, raccolta punti con premi Re-Generation (tutti in materiali riciclati), e poi ancora troviamo il Banco Alimentare, #AllTogether4Ukraine, #remuoviamole con Mappathon, l’associazione la Nostra Famiglia, TooGoodToGo.

Dall’inclusione sociale, alle metriche di circolarità, dalla strategia di recupero dell’invenduto e attenzione allo spreco alimentare, alle iniziative di sostegno del territorio e della comunità: Bennet agisce la sostenibilità con azioni concrete, semplici e quotidiane.

L’icona di Eye-Able, il software di assistenza per l’accessibilità digitale segue il mouse lungo la pagina e tra un’iniziativa e l’altra incontriamo anche il Bilancio di Sostenibilità annuale, nel quale Bennet parla di un autentico impegno nella sostenibilità.

Insegna Bennet

Spunti dal Bilancio di Sostenibilità Bennet

Scorrendo l’ultimo Bilancio di Sostenibilità 2021, cogliamo già alcuni punti cruciali dell’impegno di Bennet:

  • Sui 7.512 dipendenti in forza nel 2021 con contratto a tempo indeterminato (96%) e determinato (4%) il 71% è costituito da donne; i nuovi assunti sono stati 1.173, di cui l’80% sotto i trent’anni;
  • nel 2021, Bennet ha iniziato a misurare e lavorare sulla circolarità, ovvero la capacità di reintrodurre materiali e prodotti nel ciclo economico e riutilizzarli in quello produttivo, generando nuovo valore; ha ottimizzato l’efficienza nell’impiego dei materiali per imballaggio per punto vendita; ridotto il consumo energetico medio per punto vendita; semplificato la logistica e ridotto le tonnellate complessive di CO2 emesse per pdv;
  • strategia di recupero sociale dell’invenduto: nel 2021 sono stati donati 686.242 kg di eccedenze alimentari (+158% rispetto al 2020); si affiancano iniziative commerciali come i prodotti “Ancora Buoni” prossimi alla scadenza e messi in vendita al 50% e in 15 punti vendita è stata attivata una partnership con “Too Good To Go”, salvando dallo spreco quasi 9mila pasti.
  • tracciabilità e trasparenza di filiera: cresce l’offerta di prodotti della linea Filiera Valore che valorizzano territorialità, tracciabilità e aumenta la presenza di certificazioni ambientali e per il benessere animale;
  • iniziative rivolte alle comunità e al loro sostegno: nutritissimo l’elenco di donazioni destinate sia al finanziamento di progetti di ricerca scientifica nell’ambito della salute, sia allo sviluppo del territorio attraverso a diverse collaborazioni.

La Nostra Famiglia: il progetto di inclusione

Bennet sostiene l’Associazione Nostra Famiglia – un’organizzazione dedita alla cura e alla riabilitazione delle persone con disabilità, soprattutto in età evolutiva. L’Associazione dispone una vasta rete di strutture di riabilitazione in 6 Regioni italiane e collabora con l’Organismo di Volontariato per la Cooperazione Internazionale (OVCI) in 5 Paesi del mondo. 

Abbiamo chiesto all’Amministratore Delegato di Bennet Adriano De Zordi quali siano gli ambiti principali di intervento. 

“Il rapporto che abbiamo con la Nostra Famiglia va oltre la raccolta fondi, è un impegno condiviso che vuole favorire l’inclusione. Abbiamo avviato insieme un progetto innovativo, volto a valorizzare le potenzialità di persone con disabilità. Sono tre gli ambiti di intervento:

  1. consulenza per il collocamento al lavoro – attraverso il modello O*NET, che classifica tutte le mansioni sulla base dei compiti di cui sono composte, si valuta la possibilità, ponderata al grado di handicap, di svolgerli o meno. Collocando in maniera mirata gli individui sulla base delle loro competenze, si riduce al minimo il senso di inadeguatezza, legato al loro handicap, che queste persone spesso provano sul posto di lavoro;
  2. formazione in materia di sicurezza – affiancando un tutor nelle lezioni d’aula e testando il comportamento delle persone disabili sul luogo di lavoro, si vuole redigere del materiale didattico utilizzabile come guida per il futuro inserimento di nuove risorse;
  3. utilizzo di competenze di data entry da parte di persone con autismo “ad alto funzionamento” – quest’area del progetto prevede che queste persone, che tipicamente prediligono ripetizioni ordinate di sequenze, eseguite con precisione, possano applicare questa loro peculiarità alla digitalizzazione dei documenti aziendali. 

I progetti hanno coinvolto oltre 25 persone negli ipermercati Bennet delle provincie di Torino, Lecco, Como, Monza e Brianza.

Un impegno oneroso e complesso, che sicuramente coinvolge l’intera realtà aziendale; ad Adriano De Zordi abbiamo voluto chiedere anche quale sia il riscontro dei collaboratori e il loro livello di partecipazione.

AD di Bennet Adriano De Zordi.

“La ricerca svolta da Altis ci ha permesso di riflettere sulla definizione della parola inclusione e sulle sfide e le opportunità legate ad un tema che sta acquistando progressivamente rilevanza globale.
Un contesto inclusivo favorisce comportamenti positivi da parte del personale e questo facilita il buon funzionamento e la coesione dell’azienda. Il tirocinio che proponiamo è basato su un’accoglienza graduale, “confezionata su misura”, e tiene conto delle peculiarità delle persone.

Viene quindi calato consapevolmente nelle attività del negozio. La somma di questi elementi puntuali genera un’atmosfera diversa, che viene percepita dai clienti e contribuisce a rendere attrattivo il nostro marchio”.

Quale invece il riscontro che avete per le vostre iniziative da parte dei clienti? 

L’inclusione sviluppata e applicata in questo modo produce il reale coinvolgimento della persona inserita e dell’intero gruppo di lavoro” – ha proseguito De Zordi. “Poiché gli obiettivi sono chiari e condivisi, tutti i collaboratori “modificano” insieme l’ambiente e il clima del negozio. E questo, come dicevo, viene percepito e apprezzato dai clienti.
Abbiamo trovato conferma del valore delle nostre attività anche nella ricerca di ALTIS che ha intervistato quasi un migliaio di clienti Bennet. Questi hanno indicato l’inclusione come un tema scottante e fondamentale. Oltre il 70% degli intervistati ha riconosciuto Bennet come azienda inclusiva ed ha dichiarato un’elevata propensione all’acquisto, consigliando alla propria cerchia di riferimento la nostra azienda come retail preferito”. 

La via dell’inclusione è dunque, anche per Bennet, parte di un’articolata e complessa strategia di sostenibilità:

“Ci muoviamo con piccoli passi facendo azioni concrete laddove si può fare la differenza”.

Adriano De Zordi

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