Tra architettura sostenibile, design biofilico e B Corp

Edilizia, architettura e design di interni possono incontrarsi tra loro e con una filosofia più sostenibile e green? Due progetti di esempio dello Studio FaseModus

Il futuro dell’edilizia non può che essere nell’architettura sostenibile, o bioarchitettura: la progettazione (bioarchitettura o green building) e costruzione (bioedilizia) di edifici con un impatto ambientale ridotto o, nel migliore dei casi, azzerato.

Proprio lo scorso ottobre a San Marino, è stata firmata (sotto l’egida delle Nazioni Unite) la Dichiarazione di San Marino, che impegna a “Rafforzare il ruolo di architetti, ingegneri, geometri, urbanisti e designer nel garantire sostenibilità, sicurezza e salute, case, infrastrutture urbane e città socialmente inclusive, neutre dal punto di vista climatico e circolari”.

L’approccio sostenibile all’urbanistica e all’edilizia non si limita a ridurre i consumi grazie al risparmio energetico, o ad adottare soluzioni isolate per sfruttare le energie rinnovabili.

L’architettura sostenibile tiene conto di diversi fattori e opera varie scelte lungo tutto il processo costruttivo, per rispettare l’ambiente e integrarsi con esso, e in più garantire il giusto benessere, con uno sguardo a 360 gradi sulle esigenze abitative.

Esattamente gli stessi propositi di Studio FaseModus.

FaseModus è nato nel 2015 a Milano dall’architetto e ingegnere Luca Bucci e dall’architetto Stefano Cellerino, per interpretare i molteplici modi d’uso dello spazio contemporaneo e poterne immaginare e realizzare gli sviluppi futuri. Attraverso la sua divisione green MatLab rivolge la sua attenzione a scelte più sostenibili, ecologia dei componenti edilizi e design biofilico.

Gli esempi più recenti in questa direzione sono quello del Parco archeologico di Laus Pompeia, in ambito urbanistico-paesaggistico, e quello per Fratelli Carli in ambito commerciale.

Rendering progetto Laus Pompeia
Rendering progetto Laus Pompeia

Il progetto di architettura sostenibile per il Parco archeologico di Laus Pompeia

Tutela dell’ambiente, recupero del patrimonio culturale e archeologico, riqualificazione e fruibilità di uno spazio preesistente, collegando passato e futuro: questi e altri sono i temi principali dietro al progetto di FaseModus per il Parco archeologico di Laus Pompeia a Lodi Vecchio.

Il Parco costituisce un polo turistico-culturale che si estende su una superficie di 15.000 mq, e presenta al suo interno l’area archeologica della basilica di Santa Maria, il Museo Archeologico, ricavato dal riuso di un’antica stalla e già completato da FaseModus, il Conventino, oggi sede di mostre ed eventi culturali, e infine un terzo immobile, forse ex sede del vescovado, che sarà oggetto di una futura riqualificazione.

Il progetto ha dovuto tener conto delle molte funzioni, fasi, significati degli edifici e del luogo stesso nel suo complesso, mutati e sovrapposti tra loro con il passare del tempo.

Design biofilico

La ricostruzione del Parco, l’obiettivo di metterlo a disposizione dei visitatori in una nuova veste, sono partiti proprio dalla natura e dal suo rapporto con le vestigia del passato.

L’approccio all’architettura sostenibile si è basato su interventi minimi, che arricchiscono il paesaggio e gli spazi di elementi contemporanei, senza snaturare il significato di quelli più antichi.

Per questo, FaseModus ha optato per il design biofilico, ossia per un design che riconnetta uomo e natura e che aumenti il benessere psicofisico dei visitatori, usando luce, viste, colori, materiali e patterns naturali.

Ma non solo: lo studio ha previsto anche una riduzione delle emissioni e dei consumi, autosufficienza energetica e impiego di materiali ecocompatibili e rispettosi dei principi dell’economia circolare.

Una visione di architettura sostenibile a tutto tondo, infine, ha pensato anche a introdurre negli spazi verdi piante mellifere e vegetazione igrofila, cioè con un’alta capacità di depurazione idrica; pavimentazioni drenanti e un rain garden, per la gestione delle acque piovane; elementi di arredo riciclati e riciclabili.

Tutto per creare un punto di incontro sostenibile e positivo tra cultura, architettura, individui.

Emporio Fratelli Carli a Milano
Uno scorcio dell’Emporio Fratelli Carli a Milano, recentemente rinnovato

Il concept di architettura sostenibile di FaseModus per Fratelli Carli

Fratelli Carli è una B Corp certificata dal 2014, e società benefit dal 2019, con finalità di beneficio comune che vanno dal benessere di dipendenti e comunità, fino a sviluppo sostenibile e promozione della cultura e delle tradizioni mediterranee.

L’azienda ligure, che si dedica alla produzione di olio di oliva e specialità gastronomiche fin dal 1911, ha chiesto a FaseModus di aggiornare i propri punti vendita con un design d’interni che interpretasse al meglio i valori attuali del marchio.

Partendo dal presupposto che oggi chi abita uno spazio o vi entra in contatto desidera anche vivere direttamente un’esperienza, l’emporio si evolve in una sorta di ambiente familiare e accogliente, dove la tavola viene scelta come elemento ricorrente per trasmettere ospitalità e convivialità.

Il filo conduttore del progetto di design dello spazio commerciale è stata, appunto, la sostenibilità, un valore di assoluto rilievo per entrambe le parti coinvolte e rispettato in tutte le fasi progettuali.

Per esempio, si è scelto di impiegare materiali innovativi sostenibili, come pitture atossiche, lastre per costruzioni a secco, ceramiche per interni a zero emissioni, ed elementi realizzati in polimeri biobased.

A completamento del progetto, uno studio sui parametri di miglioramento ambientale ha valutato gli effetti positivi generati dall’adozione di nuovi materiali.

Con il risultato che ogni punto vendita ha visto diminuire in modo consistente il proprio impatto ambientale, come hanno dimostrato le valutazioni fatte partendo dai valori generali di miglioramento relativi a ogni tipo di materiale utilizzato, alle quantità impiegate e alla metratura dei locali rinnovati.

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