Povertà, cambia il volto delle persone in difficoltà

Quasi 100mila persone vivono senza una dimora fissa in Italia e lottano non solo per le necessità fisiche, ma anche per ricevere un'attenzione e un'umanità che spesso sono loro negate. Ecco l’impegno di alcune società e di molti volontari per aiutare numerose persone in difficoltà del milanese

Presso il Centro Culturale San Fedele a Milano, si è recentemente tenuto il convegno dal titolo “Il mondo sommerso delle persone senza fissa dimora”: un’occasione preziosa per analizzare una situazione che non potrebbe definirsi “sommersa”, in quanto è piuttosto visibile, specie nelle grandi città. L’incontro non ha però solo fornito una panoramica approfondita della realtà dei senzatetto del capoluogo lombardo, ma si è proposto di offrire qualche risposta concreta, partendo dalla presentazione della guida tascabile “Dove andare per…”.
Secondo gli ultimi dati ISTAT, quasi 100mila persone vivono senza una dimora fissa in Italia. Mentre le coperte fornite dalle associazioni di volontariato possono offrire un momento di conforto, i senzatetto lottano non solo per le necessità fisiche, ma anche per ricevere un’attenzione e un’umanità che spesso sono loro negate.

Chi vive la vita di strada sperimenta pressoché quotidianamente un’esistenza fatta di ricerche continue e necessità primarie, per soddisfare i bisogni fondamentali di lavarsi, mangiare, dormire e ricevere una semplice dose di umanità. Un pasto o una coperta, offerti insieme a gesti di attenzione e un dialogo sincero, diventano piccole vittorie momentanee per queste persone invisibili agli occhi della società.

Vite di sopravvivenza e di lotta quotidiana

Il convegno in oggetto ha visto la presenza di numerose persone direttamente coinvolte nel dare risposte ai senzatetto di Milano: gli avvocati Agostina Stano, di Avvocato di Strada, e Giorgio Fantacchiotti, di LinkLaters, hanno sottolineato come le loro organizzazioni non si limitino a dare assistenza legale gratuita a coloro che vivono in strada, ma siano sempre più chiamate ad ascoltare chi si presenta ai loro sportelli con le esigenze più basiche. Spesso, prima di entrare nelle questioni legislative, si sviluppa un dialogo fra i senzatetto e i professionisti che diventa una prima forma di supporto molto importante.

fotografia del  perché i senzatetto sono senza una casa

Uno dei servizi che i milanesi hanno avuto occasione di conoscere e apprezzare è quello offerto da esattamente 30 anni dai City Angels, i volontari con il basco blu e la divisa rossa su cui emerge il logo con le parole “solidarietà e sicurezza”: il presidente e fondatore Mario Furlan, che a 18 anni era uno dei volontari di Fratel Ettore nel rifugio della Stazione Centrale per i senzatetto, ha spiegato che la loro missione è quella di aiutare chiunque abbia bisogno, partendo proprio dai senza fissa dimora.
Distribuiti oggi in 20 città italiane e 2 svizzere, ci sono 500 volontari che ogni sera portano coperte, vestiti, cibo a oltre 3.000 persone, sia sulla strada che presso i loro centri d’accoglienza. Ma i City Angels si caratterizzano anche per il loro atteggiamento di dialogo aperto e di supporto concreto, specie per gli aspetti di sicurezza: ad esempio accompagnando a casa le donne che temono aggressioni.

Presidente onorario dei City Angels è Andrea Rangone, Presidente di Digital360 Società Benefit, che durante il suo intervento ha espresso un pensiero condivisibile da ogni altro relatore: “io sono una persona che ha ricevuto molto e credo che sia importante restituire, soprattutto a chi è meno fortunato”.
Michela Braga, docente dell’Università Bocconi e ricercatrice della Fondazione Rodolfo De Benedetti, ha quindi presentato la ricerca che ha curato per quantificare e analizzare questo fenomeno. Nonostante le oggettive difficoltà per raccogliere le informazioni, sono emersi dati utili che identificano le caratteristiche di chi vive sulla strada e l’efficacia degli interventi che vengono effettuati.

La realtà dei senzatetto, invisibili ma assai visibili

Il progetto racCONTAMI è una rilevazione che è già stata fatta in passato sia a Milano, che a Torino e Roma, e si caratterizza per l’osservazione oggettiva di persone che dormono per strada e nelle strutture di accoglienza notturna. Nella notte del 12 giugno 2023 circa 650 volontari hanno percorso le 140 aree nelle quali era stata divisa la città di Milano e hanno realizzato delle rilevazioni attraverso il conteggio e le interviste.
Sono stati contati 2.021 senzatetto, equamente divisi fra dimoranti per strada e presso i centri di accoglienza: rispetto alla popolazione cittadina questo valore rappresenta lo 0,15 %, ovvero 1,5 persone ogni 1000 abitanti.

fotografia della popolazione che vive per strada

L’analisi ha confermato che le persone per strada sono distribuite in tutta la città, anche se il 39% sono concentrati nel centro e un altro 31% si trovano nelle zone a nord est, proprio dove si trovano le principali stazioni (Centrale, Lambrate, P.ta Garibaldi). Di conseguenza anche gli stessi centri d’accoglienza registrano più presenze nelle stesse aree: complessivamente gli italiani sono il 25% dell’insieme, che vede la rappresentanza di ben 89 nazionalità, soprattutto dall’Africa. Le donne sono il 22%, rispetto al 10% delle strade, e l’età media è di 44 anni.
Abbastanza sorprendente la percezione sulla sicurezza, dove il 59% di quelli che dormono per strada si sente abbastanza o molto sicuro, non così lontano dalle stesse risposte ricevute dal 71% di chi sta nelle strutture.

Ma oltre al conteggio, l’obiettivo di questa attività era quello di conoscere meglio le persone senza fissa dimora, per capire chi sono e in che modo poterle aiutare: rompendo anche quei preconcetti a cui costoro vengono associati. Il punto di maggiore attenzione riguarda le relazioni: circa il 30% degli intervistati ha dichiarato di non avere un amico né qualcuno di cui fidarsi.
Nonostante quello che si pensi, il 22% degli intervistati nei centri di accoglienza ha un lavoro, così come il 25% di chi sta in strada: ma il guadagno non è sufficiente per potersi permettere un’abitazione propria. La durata della disoccupazione è poi cruciale, poiché il reinserimento lavorativo diventa sempre più difficile con il passare del tempo: va altresì sottolineato che oltre un terzo dei senzatetto ha svolto l’ultimo lavoro senza essere disciplinato da un regolare contratto.

La precarietà della loro condizione ha ovviamente una diretta incidenza sullo stato di salute, come ha potuto confermare la dottoressa Anna De Biase, dell’Unità di Strada Medica della Croce Rossa Italiana: “di solito vengono da noi quando è già molto tardi, dove riscontriamo infezioni molto profonde o problematiche oncologiche in stato avanzato”. Per questo c’è un presidio fisso presso la piazza Duomo di Milano, attorno alla quale si trova la maggiore concentrazione di senzatetto, così come un’altra unità mobile si sposta di volta in volta laddove vengono segnalate situazioni di emergenza.
In tutta Italia ogni sera ci sono oltre 90 Unità di Strada della Croce Rossa che forniscono assistenza ai senzatetto.

L’importanza di sapere dove andare

foto della Copertina della guida Dove andare per...

Dal convegno è emerso chiaramente che Milano offre un ampio numero di servizi, presenti sul territorio in modo capillare, che però non raggiungono tutti: è dunque necessario un potenziamento e una comunicazione migliore. A tale proposito la guida “Dove andare per…” è un semplice ma importante contributo per aiutare le persone in difficoltà, che spesso hanno bisogno di una immediata risposta alle domande più semplice: dove dormire, dove mangiare, a chi rivolgersi per una visita o un documento.
La guida, scaricabile in formato pdf, sarà distribuita gratuitamente in stazioni, dormitori, mense e altri luoghi frequentati dalle persone senza tetto, con l’intento di facilitare loro l’accesso ai servizi della città.

Fornisce quindi informazioni precise sui molteplici servizi presenti in città, coprendo un ampio spettro che va da pasti caldi a un rifugio, dall’assistenza legale gratuita a opportunità di lavoro. Con l’obiettivo di superare pregiudizi diffusi e avvicinarsi a un mondo quasi sempre ignorato.
La guida è stata realizzata da Avvocato di strada ODV, in collaborazione con Linklaters, Digital360, CityAngels, Chiesa Valdese e con il patrocinio del Comune di Milano.

“Dove andare per…” è frutto di una collaborazione rivolta al bene comune, che oltre alla sua praticità è un simbolo di speranza e solidarietà: a dimostrazione che con piccoli gesti e collaborazioni significative, è possibile fare la differenza nella vita di tante persone.

*The Good in Town ha contribuito alla realizzazione di questo progetto a impatto sociale.

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