Non è raro che nella vita capitino dei punti di svolta, che spesso possono essere anche molto dolorosi, rappresentando un prima e un dopo: è esattamente quello che è successo a Marco Bottardi, considerato un ristoratore di successo fino al 2010, che apriva locali e wine bar prima sul lago di Garda e poi a Mantova. Ma a causa di un incidente in moto nell’aprile di quell’anno si frattura irrimediabilmente una vertebra che lo costringe in sedia a rotelle.
La sua è però la storia di una persona instancabile e resiliente che, invece di arrendersi, ha trasformato questa esperienza in una missione: rendere il mondo più accessibile per tutti. Milioni di persone convivono quotidianamente con una disabilità o hanno una mobilità ridotta: “mi sono accorto che anche un piccolo gradino di 4 centimetri può essere una barriera insormontabile”, racconta Bottardi, “ma ho pure capito che potevo ancora fare tantissimo”.
Così nel 2022 è nata World4All, una startup innovativa che vuole trasformare l’accessibilità in un valore condiviso che genera impatto economico e sociale. Forte della sua esperienza nel mondo della ristorazione, Marco ha subito identificato quelle barriere che in bar, ristoranti o alberghi possono rappresentare degli ostacoli per persone con una mobilità ridotta.
Per riuscire quindi a garantire a milioni di persone l’accesso sicuro e verificato a luoghi pubblici e privati, World4all ha lanciato il suo primo round di equity crowdfunding su Mamacrowd, per espandere la propria piattaforma tecnologica e rafforzare la propria rete nel territorio italiano, con l’ambizione di uno sviluppo internazionale.
Condividere un’idea per un progetto di business
Alla base di World4All c’è anche l’amicizia tra Marco Bottardi e Marvin Milanese, CEO dell’agenzia di comunicazione Magma: “quando Marco è entrato in agenzia era un fiume di proposte, di energia, di carisma”, racconta Milanese, cofondatore e CEO di World4all, “ma tutte quelle idee e quello spessore avevano bisogno di struttura”.
Così dall’estate 2019 è nata una collaborazione che ha portato poi alla creazione della startup, con un approccio chiaro fin dall’inizio: non fare volontariato, ma business con un forte impatto etico. “Vedevamo un’opportunità di business importante legata a un impatto sociale enorme”, spiega Marvin: “in Italia ci sono circa 13 milioni di persone con mobilità ridotta e un miliardo nel mondo”.
“Analogamente, una persona che deve deambulare per tre mesi con le stampelle”, prosegue Marco Bottardi, “sceglierà ad esempio un hotel dove c’è un corrimano che la aiuti a fare la doccia tranquillamente”.
È così nata l’idea di costruire un modello che rappresentasse un potenziale economico per le strutture stesse, in modo da vedere la persona con mobilità ridotta non come un problema, ma come un’opportunità.
Alcuni ristoratori, che già avevano eliminato delle barriere nelle loro strutture, si sono rivolti alla startup per capire come comportarsi di fronte, ad esempio, alla richiesta di accogliere una persona tetraplegica: “perciò abbiamo lanciato il primo corso Welcome in Disability”, continua Marvin, “e da qui abbiamo costituito un team di formatori”.
È così che nasce l’Academy di World4all che non forma solamente il personale del front desk di una struttura, ma anche ulteriori professionisti, capaci di mappare le caratteristiche di accessibilità di qualsiasi realtà.
Questa rete di tecnici, distribuiti su tutto il territorio nazionale, affianca imprese e istituzioni nella valutazione e nel miglioramento dell’accessibilità: invece di etichettare un luogo come più o meno accessibile, viene fornita un’analisi dettagliata.

Il cuore pulsante di World4All è un’applicazione mobile che va oltre la semplice mappatura dei luoghi accessibili: la piattaforma nasce per certificare realmente l’accessibilità di molteplici strutture, in qualsiasi settore. Il sistema si avvale dei dati dei sopralluoghi tecnici condotti dagli esperti dell’Academy, che vengono combinati in un algoritmo sempre più raffinato.
Le valutazioni permettono a ogni persona di valutare se una certa struttura risponde alle proprie specifiche esigenze: l’app personalizza la ricerca: una persona anziana potrebbe scegliere un hotel non completamente accessibile ma nel centro storico, vicino ai servizi che le interessano, sapendo esattamente quali sono i suoi limiti e le sue possibilità.
La versione 2.0: tecnologie avanzate al servizio dell’inclusione
Forse la vera innovazione dell’applicazione sta nel non limitarsi alle persone con disabilità motorie, ma nell’ampliare la sua area di intervento rivolgendosi anche a chi ha disabilità cognitive, genitori con passeggini, anziani e chiunque necessiti di condizioni ambientali favorevoli per fruire autonomamente e in sicurezza di spazi pubblici e privati.
“Noi siamo un valore aggiunto per il turismo”, sottolinea Marco, “perché riempiamo la bassa stagione, non viaggiamo mai da soli ma con amici e familiari, e siamo un ripetitore di sicurezza perché tutte le persone vanno in cerca di sicurezza”.
L’insieme delle segnalazioni verificate e delle fonti pubbliche viene elaborato attraverso un sistema di machine learning, con l’obiettivo di evolvere in un motore predittivo avanzato capace di fornire raccomandazioni personalizzate a ogni utente.
Se ad esempio un utente pianifica di andare a Roma e desidera visitare luoghi o fare una serie di attività, “potrà chiedere all’app come se fosse un audio WhatsApp”, riprende Marvin: “il sistema pescherà nel database e fornirà le risposte appropriate, in una modalità fruibile anche da coloro che magari non possono utilizzare le dita delle mani”.
L’app includerà anche comandi visivi (con un doppio click delle palpebre si potrà aprire una cartella e navigare con gli occhi) e sistemi di smart parking. Un salto tecnologico che renderà la piattaforma accessibile anche a chi ha disabilità più complesse, amplificando enormemente l’impatto sociale del progetto.
“L’apporto che fornirà l’Intelligenza Artificiale sarà fondamentale nella nuova versione dell’App”, sottolinea Marco: “il sistema riuscirà a capire i comportamenti della persona e a suggerire servizi personalizzati. La tecnologia in tal senso può davvero aiutare ad abbattere le barriere mentali, che molto spesso si può sintetizzare in una parola: la paura”.
Un modello scalabile per un futuro più equo
Partita dalle prime collaborazioni sul Lago di Garda, dove ha contribuito a rendere accessibili spiagge, stazioni e servizi pubblici, World4All si è rapidamente estesa su scala nazionale. Le partnership strategiche parlano da sole: dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri alla Regione Lombardia, dal Ministero dei Trasporti a Federfarma Nazionale, senza dimenticare le federazioni sportive come FIG, FIBS e FIJLKAM.
Si tratta di collaborazioni concrete che dimostrano come l’accessibilità sia diventata una priorità trasversale, dal turismo alla sanità, dalla mobilità alla logistica, dai luoghi di cultura fino allo sport. Un ecosistema in crescita che testimonia la maturità di un mercato che fino a poco tempo fa era considerato di nicchia.
World4All una visione e una capacità di creare valore a 360 gradi: non si tratta solo di un’app o di un servizio, ma di un’infrastruttura di accessibilità certificata che può generare benefici misurabili per utenti, territori e imprese. Non a caso il progetto abbraccia ben 11 business unit diverse: dall’hotellerie alle farmacie, dalle assicurazioni alle banche, dallo sport ai trasporti.
La startup sta anche sviluppando una collana di libri illustrati per bambini con protagonista Tommy, un gatto in sedia a rotelle, per educare fin da piccoli al tema dell’inclusione, oltre a testi per adulti che raccontano la disabilità da una prospettiva completamente nuova.
“Il mercato è tutto il mercato”, conclude Marvin, “e vogliamo che l’App aiuti le persone a poter fare ciò che desiderano fare”. E dopo il consolidamento del mercato italiano, World4All punta a raggiungere l’ambizioso obiettivo dell’internazionalizzazione: con un modello scalabile e replicabile che può davvero cambiare le regole del gioco a livello globale.
Per questa ragione, investire in World4All con la campagna di crowdfunding significa credere in un futuro dove l’inclusione non è un optional ma un prerequisito. Significa immaginare un mondo dove nessuno deve rinunciare a vivere pienamente le proprie esperienze a causa di barriere evitabili.

Marco Bottardi ha spesso raccontato di aver ripreso in mano la sua vita dandole un senso: dagli incontri nelle scuole per sensibilizzare sul tema della sicurezza stradale fino all’impegno quotidiano per abbattere le barriere architettoniche e mentali. Ha fondato Zero Barriere ODV, un’organizzazione di volontariato impegnata a garantire pari opportunità e inclusività per tutte le persone, senza distinzione di abilità, e ha raccontato la sua vita nel libro autobiografico Al di là della meta.
È poi un campione sportivo, a livello nazionale con la barca a vela, ma anche nel nuoto, come ha dimostrato nel 2020, quando ha attraversato il Lago di Garda con la sola forza delle sue braccia. “Anche quando la vita ti toglie tutto”, ribadisce Marco, “puoi ancora scegliere chi diventare”.
World4All è la dimostrazione che la tecnologia può essere un grande alleato nell’inclusione e per abbattere le barriere dell’accessibilità: per ambire, in un futuro non troppo lontano, a non avere più bisogno di chiedersi se un luogo è accessibile perché, semplicemente, lo sarà.








