Storico: biodiversità e diritti degli animali nella Costituzione italiana

La tutela della biodiversità e i diritti degli animali entrano a far parte della Costituzione italiana. Quali articoli sono cambiati? Quali sono le novità introdotte? Un breve viaggio nelle nuove leggi che tutelano ambiente, biodiversità e diritti degli animali in Italia con uno sguardo all’Europa.

La sera dell’8 febbraio 2022 sono state approvate dalla Camera le modifiche a due articoli della nostra Costituzione che trattano i temi della tutela degli ecosistemi e della biodiversità.

Fin dalla sua nascita, la Costituzione italiana promuove e valorizza lo sviluppo della cultura e la ricerca tecnico-scientifica. Allo stesso modo il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della nostra penisola sono soggetti a tutela statale. Ma, finora, nessun accenno all’ambiente e agli ecosistemi.

D’altra parte è dagli Anni Settanta in poi che iniziamo a confrontarci con temi nuovi quali l’inquinamento, i problemi energetici e la biodiversità. Da diversi anni numerose associazioni che si occupano di natura, ambiente e tutela degli animali chiedono allo Stato di aggiungere alcuni commi alla Costituzione per dare spazio alla salvaguardia della natura, dell’ambiente e degli animali. Nel 2022 non è più pensabile che la tutela degli ecosistemi e della biodiversità non sia sancita negli articoli della Costituzione.

La scorsa settimana questa importante modifica è stata approvata dal Parlamento ed è diventata legge. In particolare, due sono gli articoli modificati: l’articolo 9 e l’Articolo 41 della Costituzione italiana.

La modifica dell’art.9 della Costituzione

Nel testo dell’Articolo 9 leggiamo:
“La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.”

A questo articolo è stata aggiunta la seguente parte:
“Tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni. La legge dello Stato disciplina i modi e le forme di tutela degli animali”

I termini ambiente, ecosistemi e biodiversità ora trovano spazio nelle leggi nazionali. Anche la tutela degli animali viene riconosciuta e disciplinata per legge dallo Stato. Si tratta di modifiche importanti: prima la natura era vista come ambiente esterno e tutelata solo in funzione della salute umana. Ora la natura, la biodiversità, gli ecosistemi e gli animali sono considerati importanti indipendentemente dalla loro relazione con gli esseri umani.

Le modifiche introducono inoltre una nuova visione, rivolta al futuro. La tutela dell’ambiente e della biodiversità sono un’urgenza per la vita presente, ma soprattutto per le generazioni future. La definizione di sviluppo sostenibile prevede di consumare le risorse presenti pensando a quelle che serviranno ai nostri discendenti: un invito a vivere rispettando il futuro delle persone e del Pianeta con tutti gli esseri viventi che ospita, animali e vegetali.

La modifica dell’art. 41 della Costituzione

Passando all’Articolo 41, qui viene introdotta una piccola modifica che prevede un cambio di prospettiva per l’iniziativa economica privata e pubblica:

“L’iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana, alla salute, all’ambiente. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali e ambientali.”

La novità è nella parola ambiente che è stata aggiunta in accordo con i principi della sostenibilità. Uno sviluppo sostenibile deve tenere conto dell’economia, del sociale e dell’ambiente. Ecco che la nostra Costituzione si adegua ai tempi del cambiamento climatico, preserva ambiente e biodiversità e tutela i diritti degli animali.
Alle leggi devono seguire azioni concrete e comportamenti adeguati. Molte associazioni sono state contente del risultato raggiunto dopo oltre vent’anni di battaglie per far riconoscere la natura e i diritti degli animali nella Costituzione. Altre affermano che si doveva fare di più.

La tutela ambientale nelle Costituzioni europee

Per avere un termine di paragone, vediamo cosa troviamo scritto nelle altre costituzioni europee. La Germania è stata tra le prime nazioni europee a modificare la Costituzione nel 1990 e a parlare di diritti degli animali. Una decisa presa di posizione: si afferma che è un obbligo dello Stato quello di rispettare e proteggere la dignità degli esseri umani e degli animali.

La Costituzione della Francia ha introdotto nel 2005 una Carta dell’Ambiente: l’ambiente è diventato un bene costituzionalmente protetto.

Anche in Spagna, lo scorso 5 gennaio, è entrata in vigore una legge a favore dei diritti degli animali domestici. Gli animali domestici non sono più considerati come oggetti ma come esseri senzienti. Ogni proprietario è tenuto a garantire il benessere del proprio animale. In caso di divorzio, cani e gatti saranno affidati tenendo conto dei reali legami affettivi verso ciascun componente della coppia. Se una persona è stata denunciata per maltrattamento verso animali, perderà l’affido del cane, gatto o animale domestico di famiglia.

Un passo avanti per la Costituzione italiana che richiederà un cambio di mentalità e di azione per tutti noi. La tutela della biodiversità, della natura, i diritti degli animali devono essere messi in primo piano in un mondo che vuole muoversi verso un vero sviluppo, sostenibile per ogni essere vivente.

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