Carbon neutrality e climate neutrality, quali sono le differenze?

La varietà di termini legati alle emissioni di gas serra e al cambiamento climatico creano spesso molta confusione, proviamo a fare chiarezza

Emissioni zero e Net zero carbon, carbon neutrality (neutralità carbonica) e climate neutrality (neutralità climatica). Sono molti i termini che sentiamo ogni giorno a proposito di emissioni e inquinamento.

Ma cosa significano? Quali sono le differenze? Scopriamoli insieme in questo articolo di glossario ambientale.

Cosa sono Emissioni zero e Net zero carbon

La prima distinzione da fare è quella tra i termini Emissioni zero e Net zero carbon.

Emissioni zero

Quando si parla di emissioni zero si fa riferimento alla produzione di beni, all’erogazione di servizi o ad una qualsiasi attività che viene svolta senza emettere gas serra. Quindi utilizzando il termine emissioni zero includiamo tutti i gas serra, compresa l’anidride carbonica e il metano, uno dei più dannosi per il cambiamento climatico.

Non sono solo le attività produttive di beni o servizi ad emettere gas in atmosfera. Dobbiamo ricordare che qualsiasi attività umana, anche utilizzare il web e internet, richiede energia per essere svolta e sistemi di produzione che inquinano attraverso la CO2. In pratica, spesso il termine emissioni zero è usato in modo equivalente per dire che una certa attività o produzione utilizza solo fonti di energia rinnovabile che non emettono gas serra.

Net zero carbon

Il termine Net zero carbon – sinteticamente net zero – si riferisce alle emissioni di anidride carbonica pari a zero. Il suo sinonimo in italiano è neutralità del carbonio.

In questo caso si considera solo l’anidride carbonica e non tutti i gas serra che, come abbiamo visto, rientrano nella voce emissioni zero; inoltre, neutralità carbonica vuol dire bilanciare le emissioni di CO2 che la nostra azienda o attività produce attraverso compensazione. Spesso con questo vocabolo si indica che l’azienda o la società che lo applica si impegna anche a eliminare le emissioni di anidride carbonica di altre aziende o quelle prodotte dalla nostra società civile.

Il vocabolo Net zero carbon viene molto spesso utilizzato nel settore dei trasporti, dell’energia, dell’agricoltura e dell’industria. Questo perché, in generale, la neutralità del carbonio descrive anche l’impegno di uno Stato per il clima e la decarbonizzazione.

Ad esempio, se leggiamo quali provvedimenti l’Italia sta mettendo in atto per la neutralità del carbonio troveremo indicazioni sulla sostituzione dei mezzi di trasporto, su progetti in campo energetico o innovazioni per l’industria e l’agricoltura.

Emissioni nette zero o Net zero emission

Questi termini si riferiscono a un obiettivo a lungo termine: arrivare a zero emissioni di gas serra in atmosfera.

Quando un’azienda si dice impegnata a raggiungere il traguardo di emissioni nette zero, indica un processo che sta attuando nel tempo piuttosto che una serie di attività quotidiane che mette in pratica.

Singoli Stati e l’Unione Europea si sono posti l’obiettivo emissioni nette zero da raggiungere nel 2050. Tramite l’Accordo di Parigi sul clima del 2015 hanno valutato che l’aumento della temperatura globale dovrà restare sotto 1,5°C: solo in questo modo si potrà raggiungere l’obiettivo emissioni nette zero del 2050.

Per arrivare a questo traguardo, c’è una tappa intermedia del 2030 che prevede la riduzione dei gas serra del 55%.

Compensazione

Una parola chiave per raggiungere l’obiettivo Net zero emission è compensare. Dato che non sarà possibile eliminare subito tutte le emissioni di gas serra in atmosfera, per raggiungere il risultato netto pari a zero si dovranno compensare queste emissioni (carbon offsets). Ad esempio piantando alberi o riassorbendo in modo meccanico la CO2 emessa.

L’obiettivo emissioni nette zero ovvero Net zero emissions viene indicato come obiettivo basato sulla scienza: di stabilire gli standard e una guida in questa direzione si occupa la Science based target initiative. In questa categoria raggruppiamo tutti quegli obiettivi di riduzione della CO2 e degli altri gas clima alteranti che seguono le indicazioni della scienza e dei trattati sul clima, in particolare l’Accordo di Parigi e l’IPCC, Intergovernmental Panel on Climate Change.

Cosa significa Carbon neutrality, climate neutrality e climate positive

Neutralità carbonica o carbon neutrality sono vocaboli che fanno riferimento solo al carbonio e quindi alla CO2.

Parlando di neutralità carbonica vogliamo dire che l’azienda che si impegna a realizzarla, deve assorbire (compensare o catturare) tutta l’anidride carbonica emessa in atmosfera con i suoi processi e sistemi di produzione.

Le aziende e società impegnate nella carbon neutrality seguono due strade principali:

• ridurre le emissioni di CO2

• compensare le emissioni di CO2.

Per raggiungere la carbon neutrality non si può prescindere da una delle due strade: sono da portare avanti in contemporanea.

È possibile ridurre le emissioni attraverso soluzioni basate sulla natura, le Nature Based Solutions, oppure utilizzando energie rinnovabili. In generale, ridurre le emissioni significa applicare un’economia a basse emissioni.

Crediti di carbonio

Compensare le emissioni del carbonio rientra nel capitolo dei crediti del carbonio, certificati negoziabili o autorizzazioni ad emettere una certa quantità di anidride carbonica o di un gas serra equivalente. Acquistando crediti di compensazione della CO2 in base alle proprie emissioni in atmosfera è possibile raggiungere il traguardo di zero emissioni nette.

Se vogliamo allargare l’orizzonte a tutti i gas serra, dobbiamo parlare di Climate Neutrality: azzerare le emissioni di tutti i gas serra.

Un’azienda che dichiara di essere o voler raggiungere la Climate Neutrality si impegna, con una strategia a breve termine, a ridurre tutte le emissioni di gas serra, emissioni dette anche clima alteranti.

Per fare questo si deve intervenire sui due fattori visti nel punto precedente: ridurre le emissioni e acquistare crediti.

Tra le tecniche utilizzate da società ed aziende per la rimozione dei gas serra dall’atmosfera ci sono:

• la riforestazione

• il ripristino degli ecosistemi

• la rimozione meccanica dell’anidride carbonica atmosferica.

L’acquisto dei crediti è importante ma è un’azione esterna all’azienda stessa. L’azienda che si definisce Climate Neutral in pratica dichiara che il totale delle sue emissioni di gas a effetto serra generate nel corso di un anno è pari al totale prodotto come azienda, intesa come core business, sommato al totale riassorbito o ridotto attraverso attività esterne all’azienda, come acquisto di crediti o rimozione di CO2 prodotta da altri o dalla società civile.

Infine il termine Climate Positive è identico a Carbon negative. Significa rimuovere dall’atmosfera o ridurre altrove una quantità di gas serra (GHG) maggiore di quella che l’azienda emette. In questo caso il suo bilancio di gas serra sarà negativo e l’azienda sarà dichiarata Climate Positive.

Ad oggi, non esistono degli standard internazionali per valutare in modo comune e univoco il fatto di essere Climate Positive.

In generale, dunque, i tre termini:

• Carbon neutrality

• Net zero carbon

• Climate positive

indicano delle strategie di mitigazione climatica che aziende e società mettono in pratica per ridurre le emissioni di carbonio e cercare di rallentare il cambiamento climatico.

Photo by Marek Piwnicki on Unsplash

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