Cop26: cosa è stato stabilito?

Cosa è stato stabilito alla COP26? Tra polemiche ed elogi, un punto sulle decisioni di Glasgow per contrastare il fenomeno del Global Warming.

A novembre 2021 si è tenuta a Glasgow (in partnership con l’Italia) la Cop26, l’ultima Conferenza delle Parti che ha visto riuniti leader e rappresentanti di gran parte del globo per discutere di climate change e fissare nuovi impegni per contrastare il global warming.

Accompagnato e seguito da polemiche, l’evento ha stabilito nuovi punti fermi all’interno di quello che sarà ricordato come il Patto per il clima di Glasgow, che nei prossimi anni diventerà il programma di riferimento per le politiche nazionali e internazionali per quel che riguarda la lotta al riscaldamento globale e al cambiamento climatico.

Che cos’è la Cop26

La COP (Conference of the Parties – Conferenza delle Parti) è un vertice istituito a partire dal 1992, quando si tenne la prima Conferenza sull’ambiente e sullo sviluppo delle Nazioni Unite a Rio de Janeiro. Durante questo evento, 198 Paesi più l’Unione Europea ratificarono la Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (Accordi di Rio) che mira ancora oggi a riunire i leader del mondo per discutere in modo prioritario di cambiamento climatico.

La Cop26 è quindi stata l’ultima delle conferenze delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, probabilmente anche una delle più attese e sentite a livello sociale.

Le precedenti Cop e l’impegno per l’ambiente

Per capire perché Cop26 è stata al centro di così tante aspettative, dobbiamo ripercorrere un po’ la storia delle altre Conferenze delle Parti.

Con la prima, quella del 1992 a Rio de Janeiro, viene approvata la UNFCCC, la Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici voluta dalle Nazioni Unite per dare risposte alla comunità scientifica e alla crescente preoccupazione delle possibili conseguenze del cambiamento climatico.

Il primo punto di svolta importante arriva però nel 1997, quando con la Cop3 a Kyoto viene firmato il famoso Protocollo di Kyoto. Dopo aver riconosciuto ufficialmente che il cambiamento climatico è dovuto principalmente alla concentrazione di gas serra nell’atmosfera, i Paesi partecipanti decidono di impegnarsi concretamente per diminuire le proprie emissioni del 5% entro il 2012.

Nel 2012, poi, con la Cop18 a Doha, la validità del Protocollo di Kyoto viene estesa fino al 2020. Questo è anche l’anno in cui viene deciso di stipulare entro il 2015 un nuovo accordo che vincoli legalmente gli Stati a ridurre le emissioni per limitare il riscaldamento globale al di sotto dei 2 °C.

E quindi si arriva al 2015, alla Cop21 a Parigi. In questa occasione viene sancito un nuovo patto climatico, l’Accordo di Parigi, con cui i Paesi membri dell’UNFCCC si impegnano concretamente a contenere l’aumento della temperatura al di sotto dei 2 °C e ad aggiornarsi a cadenza quinquennale per verificare la riuscita degli impegni.

Cop26 era quindi il primo appuntamento a scadenza dei 5 anni dall’accordo sul clima di Parigi, durante il quale i partecipanti dovevano impegnarsi proprio a risolvere alcuni nodi importanti emersi dalla Cop21, tra cui:

  • il supporto finanziario da destinare ai paesi in via di sviluppo nei progetti di adattamento al cambiamento climatico;
  • la regolamentazione dei mercati del carbonio;
  • gli obiettivi da porsi sul fronte delle emissioni di gas serra;
  • finalizzare le regole necessarie per attuare l’accordo di Parigi.

Che cosa è stato stabilito nel dettaglio con l’ultima Cop a Glasgow

Il 31 ottobre 2021, la conferenza Cop16 è partita con tutti i riflettori puntati, tra grandi attese e volontà di segnare un nuovo punto di svolta nelle politiche internazionali di lotta al cambiamento climatico.

Alla fine della conferenza, è stato reso noto il documento finale, il Patto di Glasgow, con cui sono stati stabiliti nuovi obiettivi e impegni relativi al clima e alla tutela dell’ambiente.

Obiettivo 1,5° C

Rispetto all’Accordo di Parigi, con cui i paesi firmatari si erano impegnati a contenere sotto i 2 gradi l’innalzamento delle temperature, l’obiettivo è stato ora ridefinito a 1,5 gradi a causa delle preoccupanti previsioni degli scienziati.

Decarbonizzazione

Con il Patto di Glasgow sono stati stabiliti nuovi obiettivi minimi di decarbonizzazione. Se però in primo momento era stato proposto di eliminare del tutto le centrali a carbone e il ricorso a fonti fossili, con l’accordo finale si è optato per un semplice invito alla riduzione graduale “all’uso del carbone e ai finanziamenti per i combustibili fossili”. Questo punto è stato fortemente criticato dagli attivisti che speravano nel pugno di ferro a favore della dismissione dei combustibili fossili.

Mercato internazionale delle emissioni di carbonio

La Cop26 apre alla possibilità di estendere al mondo un mercato internazionale delle emissioni di carbonio, basato su 3 diversi meccanismi:

  • Attuare uno scambio di quote di emissioni fra gli stati, proprio come avviene già in Europa con l’Ets;
  • Prevedere che uno stato possa realizzare un intervento di decarbonizzazione in un altro stato e compensare così parte delle sue emissioni;
  • Attuare dei progetti di cooperazione internazionale al di fuori del mercato: con questo sistema di scambio delle emissioni, i Paesi che inquinano meno compensano chi sfora i limiti.

Net-Zero Standard

I Paesi si impegnano a tagliare il 45% delle emissioni di anidride carbonica entro il 2030 fino al raggiungimento di zero emissioni entro la metà del secolo. C’è stata anche un’intesa per ridurre del 30% le emissioni di metano al 2030: in questo caso, però, Cina, India e Russia si sono tirate fuori.

Accordo USA-CINA

Prima della Cop 26, la Cina non aveva mai promesso di impegnarsi nella riduzione delle emissioni di gas serra. Tuttavia, con sorpresa del mondo intero, alla fine della Conferenza la Cina ha diramato una dichiarazione congiunta con gli Stati Uniti che rende nota l’intenzione di “lavorare individualmente, insieme e con altri paesi nel prossimo decisivo decennio, in conformità con le diverse circostanze nazionali, per rafforzare e accelerare l’azione e la cooperazione sul clima”.

Fondi ai Paesi poveri

Già l’Accordo di Parigi aveva stabilito un fondo da 100 miliardi di dollari all’anno da destinare come aiuto ai paesi meno sviluppati per la decarbonizzazione. Ora, la Cop26 propone un invito verso i Paesi ricchi a raddoppiare gli stanziamenti previsti. Tuttavia, quanto sancito dal precedente accordo non è stato mai realizzato, e molti attivisti temono che anche questo nuovo obiettivo resti solo una promessa.

Fondo Loss & Damage

Oltre ai fondi per le politiche di decarbonizzazione, i paesi più danneggiati dagli effetti del cambiamento climatico chiedevano altri finanziamenti per riparare i danni e le perdite. Da Cop26 emerge ora l’impegno ad avviare un dialogo per istituire il fondo, anche se non sono state prese decisioni concrete.

Automobili ed emissioni

La conferenza di Glasgow si propone di accelerare sul fronte dei veicoli a zero emissioni. Tuttavia, l’impegno a vendere solo auto e furgoni a zero emissioni entro il 2035 è stato preso solo da 24 Paesi, 6 costruttori di auto (Volvo, Ford, General Motors, Mercedes, Byd e Jaguar Land Rover) e 39 città, e per di più non si tratta di un obiettivo vincolante. Comunque, Cop26 invita ad accelerare la transizione elettrica di auto e furgoni entro il 2035 nei Paesi sviluppati e al 2040 nei Paesi in via di sviluppo.

Deforestazione

Per fermare la deforestazione entro il 2030, è previsto uno stanziamento di 19,2 miliardi di dollari.
Basteranno le decisioni prese alla Cop26 a invertire la tendenza del Global Warming?

PIù POPOLARI

Outdoor Education, cosa significa e perché oggi è così importante

“Dimmelo e lo dimenticherò, insegnamelo e forse lo ricorderò. Coinvolgimi e lo imparerò “ Benjamin Franklin La chiusura di scuole, biblioteche, giardini e di ogni...
bilancio di sostenibilità

Cos’è il Bilancio di sostenibilità, in poche parole

Cos'è il Bilancio di sostenibilità Se ne sente parlare sempre di più: il bilancio di sostenibilità (o bilancio/report non finanziario o DNF) è il documento attraverso...
digital health

Digital health and Me

31 dicembre 2019: le autorità cinesi informano il China Country Office dell'Organizzazione Mondiale della Sanità di aver identificato un nuovo tipo di coronavirus. Da...
società benefit

Società Benefit: cosa sono, vantaggi, come diventarlo

Cos'è la Società Benefit Le Società Benefit sono una forma giuridica d’impresa che persegue, impegnandosi nel proprio Statuto costitutivo, sia obiettivi economici che precise finalità...
sostenibilità digitale

Buongiornissimo. Guida alla sostenibilità digitale

Esiste un inquinamento dormiente. E' il costo ambientale nascosto della nostra vita digitale. Anche quel 'buongiornissimo' che spesso viaggia su Whatsapp da una persona...