Corrado Paterno’ Castello: ‘Le società benefit decisive per un futuro sostenibile’

Non basta più un approccio “difensivo” alla sostenibilità. Con Corrado Paternò Castello, uno dei fondatori di Boniviri, innovativa azienda alimentare siciliana, abbiamo parlato di società benefit e cambiamento

Persone di valore, questo significa Boniviri e loro, Corrado, Alessandra e Sergio, lo sono: tre giovani siciliani che hanno deciso di fondare a Catania nel 2020 la società benefit Boniviri, con un obiettivo chiaro: aggregare intorno al loro progetto altre persone di valore, agricoltori, clienti, consumatori, partner.

Cosa fa Boniviri, in termini più pratici, è presto detto: sviluppare la produzione di alimenti sani e di buona qualità a lunga conservazione creando valore sociale e ambientale, selezionanando le eccellenti aziende agricole
locali che credono nel cambiamento e sono disposte a seguire un percorso di qualità e sostenibilità.

Il loro slogan è ‘Eat well doing good’, cioè ‘mangia bene facendo del bene’, una sintesi perfetta per esprimere i loro intenti ai consumatori.

Dietro questo slogan c’è però molto di più, in particolare la ricerca di un modello di impresa che possa creare più valore possibile. Nel suo primo anno di vita, Boniviri è riuscita a raggiungere importanti risultati, coinvolgendo le prime 7 aziende agricole, realizzando il primo prodotto con il proprio marchio, la bottiglia di olio extravergine d’oliva da 750 ml (tra l’altro la prima bottiglia di olio italiana carrbon neutral), e il completamento dell’analisi dell’impronta di carbonio della sua filiera olivicola dal campo fino al fine vita dei prodotti.

Abbiamo parlato di Boniviri e di società benefit con Corrado Paternò Castello, che in questi giorni è stato tra l’altro premiato tra i Giovani Changemaker dell’iniziativa Gen C promossa dalla Agenzia Nazionale per i Giovani – ANG e Ashoka.

Corrado, come è nata la vostra società e perchè avete scelto di essere una società benefit?

Corrado Paternò Castello

“Ci siamo resi conto che i piccoli coltivatori di eccellenza sono i creatori di prodotti buoni e sani ma non hanno gli strumenti per venderli e rimanere sul mercato. La conseguenza? Spesso sono costretti a svendere la loro produzione e a un certo punto a vendere l’azienda. Allo stesso tempo, ci sono consumatori che cercano prodotti sostenibili, genuini e non sanno come trovarli ed essere sicuri dell’origine. Inoltre, ci sono grandi sfide ambientali nel mondo agricolo, come l’aumento delle emissioni di gas serra che causano cambiamenti climatici. L’agricoltura è sia parte della causa che vittima di questi fenomeni.

Abbiamo pensato di poter offrire una parte della soluzione: un’azienda che fosse complementare ai piccoli agricoltori, che li aiutasse a migliorare le loro pratiche agricole in ottica di produttività e sostenibilità e che allo stesso tempo commercializzasse i loro prodotti con un marchio unico, ma raccontando le loro storie e dando dignità al loro lavoro. È così che abbiamo fondato Boniviri.

Non volevamo essere l’ennesimo e-commerce gourmet, volevamo mettere piede in campagna, aiutare i produttori e ripensare la filiera in modo sostenibile, carbon neutral ed eco-friendly. È stato naturale per noi registrarci con la qualifica di società benefit, volevamo che i nostri obiettivi di cambiamento fossero in statuto, in maniera trasparente e vincolante, così da spingerci giorno dopo giorno a perseguirli”.

Quando è partita la vostra avventura?

A fine 2020, abbiamo iniziato con solo cento bottiglie di olio, da un piccolo produttore. Oggi abbiamo coinvolto 10 produttori agricoli, con più di 20 referenze, lavoriamo con ristoranti, alberghi e aziende, creando box e soluzioni sostenibili per i regali e i benefit aziendali, e abbiamo creato un nostro portale di e-commerce. Abbiamo sviluppato il primo olio italiano carbon neutral sul mercato. È l’inizio del nostro viaggio, e per noi è un’avventura di valore e soprattutto entusiasmante.

Per le società benefit il beneficio comune è un concetto importante, per voi è…?

“Per noi è creare valore sociale e ambientale con il cibo, per chi lo coltiva e per chi lo consuma. Nella pratica si sostanzia in tre obiettivi: primo, salvaguardare le piccole aziende agricole italiane di valore rendendole prospere e sostenibili; secondo, rendere i prodotti Boniviri carbon neutral e il più possibile eco-friendly e di qualità; terzo, avvicinare il mondo di chi coltiva a quello di chi consuma attraverso la sostenibilità.

Questi obiettivi li divulghiamo attraverso la nostra Impact Map, il documento dove raccontiamo i nostri obiettivi sociali e ambientali e come li vogliamo raggiungere. Ogni anno, raccontiamo le nostre performance rispetto a questi obiettivi nel documento Impact Report (a questo proposito, siamo molto orgogliosi del fatto che nel 2021 Boniviri ha ricevuto il Premio Impact Award di NISB come 2° miglior report di impatto per le società benefit).

Gli agricoltori con cui lavorate e i vostri clienti finali sanno che siete società benefit? 

“Lo inseriamo in tutte le nostre comunicazioni aziendali e spieghiamo con attenzione che la nostra organizzazione ha obiettivi sociali e ambientali al pari di quelli economici. È una organizzazione ibrida che si muove verso il purpose definito in statuto. Molti dei nostri clienti, sia nel mondo aziendale che tra i consumatori, comprendono bene il valore di questa scelta, che ha riflessi etici e di sostenibilità in tutto quello che facciamo. L’approccio alla creazione del valore ha infatti ripercussioni su elementi tangibili per il consumatore finale, come la qualità, l’estetica del prodotto, il piacere dell’acquisto, la professionalità con cui cerchiamo di approcciare al lavoro. Piano piano il concetto di società benefit sta prendendo piede e sta diventando riconoscibile. È fondamentale però che ci sia serietà in questo approccio da parte di tutti gli attori che utilizzano questa qualifica, così da non svalutare il lavoro di chi ci crede fino in fondo e non lo considera un mero strumento di facciata.

Sul fronte agricoltori, il concetto di società benefit è stato presentato e si rispecchia in diverse iniziative che portiamo avanti con loro. Innanzitutto, l’acquisto del prodotto a condizioni che siano vantaggiose per entrambe le parti, sia in termini di prezzo che di tempistiche di pagamento e di sicurezza della vendita. Abbiamo finanziato l’acquisto di un sistema software gestionale per la campagna (Linkem4Farm) per tutta la nostra filiera, che permette di utilizzare funzionalità avanzate per la propria azienda, infine finanziamo la compensazione delle emissioni dell’intera filiera del nostro olio, creando il primo olio italiano carbon neutral“. 

Secondo te, perchè è importante oggi per un’azienda essere società benefit?

“Sì, le società benefit sono decisive per lo sviluppo sostenibile perché oggi non basta più un approccio “difensivo” alla sostenibilità, ovvero gestire le esternalità ambientali, sociali, economiche che un business genera sulla società (vedi approcci di responsabilità sociale di impresa – CSR), ma – posto che quelle esternalità siano già ben gestite – serve creare valore per la società in cui viviamo, risolvere problemi o contribuire a risolverli. Un esempio: un’azienda che produce bevande può gestire bene la propria filiera ed essere attenta agli impatti ambientali (produzione, packaging, etc.), ma dovrebbe anche chiedersi se le proprie bevande siano salutari per i consumatori, se la materia prima scelta per farle crea vantaggi o svantaggi agli ecosistemi agricoli, e così via. Potrebbe approcciare creando bevande che siano sia sostenibili, che portatrici di valore per i propri consumatori e la filiera. È un approccio nuovo, che vede a mio avviso la società benefit come un eccellente strumento giuridico per gestire a livello di governance questo approccio e questa tensione verso il raggiungimento di uno scopo”.

L’innovazione digitale quanto aiuta la sostenibilità?

“L’innovazione può portare grandi vantaggi in termini di conoscenza e quindi di impatto, in modo più o meno intenso in base ai settori: in agricoltura, ad esempio, se conosco quando devo irrigare automaticamente riduco i miei costi e allo stesso tempo risparmio acqua. Questo vale per moltissimi altri esempi. Con Boniviri abbiamo pensato di offrire ai nostri agricoltori partner la parte software del gestionale Linkem4Farm così da sensibilizzare gli agricoltori all’uso della tecnologia: possono tenere il registro di campagna e del bio, mappare il magazzino e tutte le operazioni svolte in campagna. Questo permette loro di capire come hanno coltivato e se questo ha portato i risultati sperati, così anno dopo anno è possibile migliorarsi, essere più efficienti e meno impattanti sull’ambiente.

Oggi l’innovazione tecnologica ci permette di conoscere sempre più a fondo i dati e quindi migliorare. Bisogna però ricordarsi che l’innovazione non è direzionata di per sé verso uno scopo, è un mero strumento, siamo noi che dobbiamo darle una direzione che, si spera, sia la creazione di valore sociale e ambientale. Ecco perché è importante definire la propria missione sociale e il metodo per raggiungerla con rigore e con attenzione. Boniviri ha identificato la propria missione e gli obiettivi a lungo termine che vuole contribuire a raggiungere, considerando gli SDGs (Gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite). Attraverso la metodologia della Teoria del Cambiamento, ha descritto i risultati necessari affinché si realizzino tali obiettivi e le attività necessarie per conseguirli”.

Qual è la società benefit o B Corp internazionale che ammiri di più e perché?

“Ci sono esempi di grande valore a livello internazionale: un classico è Patagonia, apripista del settore delle B Corp e azienda che approccia alla sostenibilità in maniera olistica, guardando sia al consumatore finale che all’intera filiera in cui opera. Seguo con attenzione e stima anche Pacari, una società che riunisce coltivatori di cacao e commercializza i loro prodotti: è chiaramente per noi un’ispirazione in termini di modello di business”.

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