Glossario e definizioni della sostenibilità

Cos’è l’Agenda 2030 ONU (e quali sono i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile o Sustainability Goals)

L’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, adottata dai leader mondiali nel 2015, costituisce il nuovo quadro di sviluppo sostenibile globale e stabilisce 17 obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS). L’impegno si incentra su eliminare la povertà e conseguire uno sviluppo sostenibile entro il 2030 a livello mondiale, garantendo che nessuno rimanga escluso.

Gli OSS puntano a un equilibrio fra le tre dimensioni dello sviluppo sostenibile: l’elemento economico, quello sociale e quello ambientale.

Forniscono obiettivi concreti per i prossimi 15 anni, incentrati, tra l’altro, su: la dignità umana, la stabilità regionale e mondiale, un pianeta sano, società eque e resistenti, la prosperità economica.

Gli obiettivi contribuiscono a promuovere la convergenza tra i paesi dell’UE, all’interno delle società e con il resto del mondo.

 (Fonte: Commissione Europea https://ec.europa.eu/info/strategy/international-strategies/sustainable-development-goals/eu-approach-sustainable-development_it

Approfondimenti: 1. Europa: https://ec.europa.eu/info/strategy/international-strategies/sustainable-development-goals/eu-approach-sustainable-development_it#documents; 2. US https://sustainabledevelopment.un.org/post2015/transformingourworld)

Anidride carbonica (CO2)

L’anidride carbonica è un gas che si forma in tutti i processi di combustione, respirazione, decomposizione di materiale organico, per ossidazione totale del carbonio. E’ indispensabile alla vita vegetale ed è praticamente inerte. La CO2 è trasparente alla luce solare, ma assorbe le radiazioni infrarosse emesse dalla superficie terrestre, determinando il cosiddetto ‘effetto serra’. Variazioni di concentrazione di anidride carbonica in atmosfera, dovute a varie attività antropiche (combustione, deforestazione), determinano nel tempo modifiche del clima.

(Fonte: Definizione Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare https://www.minambiente.it/pagina/glossario)

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Baseline

La baseline di un progetto CDM è uno scenario di riferimento che ragionevolmente rappresenta le emissioni di gas serra che si sarebbero avute in assenza dell’attività progettuale proposta.

(Fonte: Definizione Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare https://www.minambiente.it/pagina/glossario)

Biogas

Gas derivanti da processi di decomposizione di materiale organico (come, per esempio, dalla frazione umida dei rifiuti solidi urbani) che, opportunamente trattati, possono essere utilizzati come combustibile per impianti di generazione termica di energia elettrica.

(Fonte: Definizione Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare https://www.minambiente.it/pagina/glossario)

Biomassa

Masse biologiche che possono essere recuperate e convertite in energia elettrica, in calore o in prodotti chimici sostitutivi di derivati del petrolio (biocarburanti). Per la loro capacità di rigenerarsi, vengono generalmente considerate fonti rinnovabili.

(Fonte: Definizione Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare https://www.minambiente.it/pagina/glossario)

Bilancio ambientale

Strumento informativo e strategico che tratta il profilo ecologico della gestione. Esso, infatti, prende in considerazione il rapporto dell’impresa con l’ambiente fisico naturale e gli effetti che ne scaturiscono. Si tratta della tutela di una sola categoria di interessi, quelli ambientali, che riguardano la collettività. La sua redazione ha generalmente carattere volontario. La scelta di ricorrere al bilancio ambientale di solito fa parte di un processo più vasto di ri-orientamento strategico verso modelli di gestione che siano eco-compatibili, basati sull’adozione di sistemi di gestione come EMAS e/o di modelli di riferimento di qualità ambientale come ISO 14001. Il bilancio ambientale serve per: comunicare agli stakeholder i risultati raggiunti sul piano ecologico; consentire ai manager e investitori di valutare le scelte operate dal management in merito alla sostenibilità ambientale.

Il suo contenuto comprende:

• strategie e politiche di gestione ambientale • analisi input/output • informazioni sull’eco bilancio di prodotto ( LCA, Life Cycle Assessment ) • indicatori di prestazione ambientale di un’organizzazione • informazioni relativi ai costi ambientali.

(Fonte: Definizione http://rsi.mise.gov.it/media/com_survey/allegati/Glossario-RS-CSR_20012014_DEF_con%20link.pdf)

Bilancio sociale

Il bilancio sociale è un documento che le aziende redigono volontariamente per rendere conto del loro comportamento in ambito competitivo, sociale e ambientale. Esso serve generalmente per comunicare, rendere conto, ma anche per programmare e gestire le relazioni sociali. Fra gli strumenti di comunicazione aziendale è quello con più ampio contenuto informativo. Pur non essendo un documento contabile, può essere collegato al bilancio di esercizio dal quale attinge dati e notizie. Il bilancio sociale viene redatto annualmente e, tranne alcune eccezioni (Francia e Belgio), non è regolato da nessuna disposizione di legge. La decisione di adottare un bilancio sociale per l’azienda è di tipo strategico e si riflette sul modo di pensare e di agire di tutto il personale: concorre, infatti, a promuovere e potenziare il dialogo, contribuisce al miglioramento dei rapporti esistenti, fa crescere il senso di responsabilità sociale all’interno dell’azienda. Esistono varie procedure e linee guida in tema di bilancio sociale; alcune trattano sia la gestione sociale sia la rendicontazione; altre riguardano esclusivamente la rendicontazione. Fanno parte del primo gruppo la norma di certificazione SA 8000, Accountability1000, Q-Res. Fanno parte del secondo gruppo il modello Global Reporting Initiative (GRI) e i modelli italiani di bilancio sociale, quello cooperativo, il modello del Gruppo Bilancio Sociale cfr. GBS ,quello dell’istituto europeo del bilancio sociale, il modello comunità e impresa, quello dell’ABI.

(Fonte: Definizione http://rsi.mise.gov.it/media/com_survey/allegati/Glossario-RS-CSR_20012014_DEF_con%20link.pdf)

Biodiesel

Il biodiesel è un combustibile ottenuto da fonti rinnovabili derivato da olii vegetali o grassi animali. È prodotto da un processo chimico che rimuove la glicerina dall’olio; le molecole degli acidi grassi si spezzano grazie all’utilizzo di un reagente alcolico (metanolo o etanolo) rinforzato da un catalizzatore, come la soda caustica. In questo modo, alcool e acidi grassi reagiscono producendo glicerolo e, soprattutto, biodiesel. Può essere utilizzato in qualsiasi concentrazione con gasolio a base di petrolio nei motori diesel esistenti con modifiche minime o nulle.

Cambiamenti climatici

Alterazione dell’equilibrio naturale del clima globale del nostro pianeta. I cambiamenti climatici principali riguardano l’aumento, in intensità e frequenza, di fenomeni estremi (uragani, temporali, inondazioni, siccità), l’aumento del livello dei mari, la desertificazione, l’aumento di temperatura e la perdita di biodiversità. Per clima a livello globale si intende lo stato di equilibrio energetico tra il flusso totale di energia entrante sul nostro pianeta, che è quasi totalmente l’energia solare ed il flusso totale di energia uscente dal nostro pianeta rappresentata in parte dalla radiazione solare riflessa dall’atmosfera, dalle nubi, e dal suolo ed in parte dall’energia emessa o irraggiata dalla terra nel suo insieme.

(Fonte: Definizione Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare https://www.minambiente.it/pagina/glossario)

Carbon tax

Tassazione dei combustibili energetici di origine fossile in base al loro contenuto di carbonio, al fine di ridurre le emissioni di anidride carbonica in atmosfera. Carbon sink:

Vedi Pozzi di assorbimento del carbonio.

(Fonte: Definizione Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare https://www.minambiente.it/pagina/glossario)

Carbon footprint

È una misura delle emissioni di gas a effetto serra generate per produrre un bene o servizio. La quantità complessiva di queste emissioni è espressa in termini di CO2 eq (anidride carbonica equivalente).

(Fonte: Definizione Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare https://www.minambiente.it/pagina/glossario)

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CDM (Clean Development Mechanism)

Meccanismo flessibile previsto dal Protocollo di Kyoto in base al quale i paesi industrializzati e ad economie in transizione (Annex I) possono realizzare, nei paesi in via di sviluppo (non Annex I), progetti che conseguano un beneficio ambientale in termini di emissioni di gas serra e trasferire tali benefici (crediti) sull’obbligo relativo al proprio paese.

(Fonte: Definizione Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare https://www.minambiente.it/pagina/glossario)

CERs (Certified Emissions Units)

Credito equivalente ad una tonnellata di CO2 eq generato da un progetto CDM

(Fonte: Definizione Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare https://www.minambiente.it/pagina/glossario)

Certificazione

Atto con il quale un ente accreditato (Designated Operational Entity) assicura che un progetto, durante un periodo di tempo specificato, ha generato le riduzioni di emissioni di gas serra verificate.

(Fonte: Definizione Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare https://www.minambiente.it/pagina/glossario)

Ciclo combinato

Tecnologia per la produzione di energia elettrica da combustibili in forma gassosa, che si basa sull’utilizzo di una o più turbine (generalmente a gas turbogas) associate a una turbina a vapore. Il calore dei fumi allo scarico della turbina viene sfruttato in un generatore di vapore a recupero nel quale si produce il vapore poi utilizzato nella turbina a vapore. Le centrali a ciclo combinato permettono un uso particolarmente efficiente del combustibile e, nello stesso tempo, consentono un limitato impatto ambientale in termini di emissioni inquinanti. Qualora il calore in uscita dal ciclo combinato venga ulteriormente impiegato in un processo industriale sotto forma di vapore tecnologico, si ha cogenerazione.

(Fonte: Definizione Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare https://www.minambiente.it/pagina/glossario)

Codice etico

Il Codice etico può essere considerato il principale strumento per rendere istituzionale l’etica all’interno dell’impresa. Il Codice etico chiarisce a tutti i partecipanti dell’impresa e anche ai portatori di interessi esterni (es. consumatori) quali sono i criteri fondamentali che devono orientare tutte le scelte dell’impresa. È, quindi, uno strumento che governa le relazioni tra impresa e i suoi portatori di interessi (stakeholder). Il Codice etico può assumere significato di “carta dei diritti e doveri morali” che definisce quali sono le responsabilità di ogni partecipante all’impresa e costituisce uno “strumento di governo dell’impresa”, descrivendo i doveri dell’impresa verso i portatori di interesse e vincolando i vertici aziendali al rispetto dei criteri guida nell’esercizio dell’autorità. Il Codice etico contiene sia principi generali (il “credo” aziendale) sia una serie di regole specifiche di comportamento (anche con esempi pratici di comportamenti ammessi e comportamenti vietati). Il Codice etico deve essere diffuso, conosciuto e condiviso. Il codice etico si sviluppa attraverso un processo di consultazione degli stakeholder interni ed esterni all’organizzazione su: • definizione della visione etica d’impresa (principi guida che orientano la missione dell’impresa, “il credo”) • identificazione degli stakeholder (tutti i gruppi di persone che hanno interesse legittimo nei confronti dell’impresa sia perché contribuiscono a realizzare la missione aziendale sia perché ne subiscono gli effetti) • descrizione dei principi etici generali: (criteri guida ai comportamenti di tutti i membri dell’organizzazione nelle relazioni con gli altri stakeholder) • analisi delle aree critiche che possono dar luogo a comportamenti non etici o illegali • revisione delle politiche aziendali alla luce dei principi etici del codice (le politiche aziendali sono coerenti con ciò che è scritto nel codice etico?) • identificazione degli strumenti di attuazione e controllo: (es. formazione etica comitato etico)

(Fonte: Definizione http://rsi.mise.gov.it/media/com_survey/allegati/Glossario-RS-CSR_20012014_DEF_con%20link.pdf)

Cogenerazione

Produzione congiunta (in uno stesso impianto) di energia elettrica e di calore che garantisce un significativo risparmio di energia rispetto alle produzioni separate.

(Fonte: Definizione Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare https://www.minambiente.it/pagina/glossario)

Compensazione del carbonio

La compensazione di carbonio è un modo di controbilanciare le emissioni di gas serra. Consiste nel finanziare o contribuire a ridurre nell’atmosfera la quantità di CO2 equivalente a quella di un’attività specifica. Se si tratta di un’azienda, è possibile per esempio compensare le emissioni prodotte dai propri stabilimenti finanziando un progetto che riduce il carbonio; se di un individuo, è possibile pagare o adottare misure che riducano il suo uso personale di carbonio.

Compostaggio

È la decomposizione biologica controllata di materiale organico all’aria per formare un materiale simile all’humus. I metodi controllati di compostaggio includono la miscelazione meccanica e l’aerazione, la ventilazione dei materiali facendoli cadere attraverso una serie verticale di camere aerate o posizionando il compost in pile all’aperto e mescolandolo o ruotandolo periodicamente.

In Italia è possibile effettuare il compostaggio di comunità (effettuato collettivamente da più utenze domestiche e non) o locale ovvero, eventualmente previa digestione anaerobica, compostaggio di rifiuti biodegradabili derivanti da attività agricole e vivaistiche o da cucine, mense, mercati, giardini o parchi, con capacità di trattamento non eccedente le 250 tonnellate annue e destinata esclusivamente al trattamento di rifiuti raccolti nel comune dove i suddetti rifiuti sono prodotti e nei comuni confinanti che stipulano una convenzione di associazione per la gestione congiunta del servizio, come disciplinata dall’articolo 182-ter

(Fonte: https://www.minambiente.it/sites/default/files/archivio/allegati/rifiuti/direttive_rifiuti/slide_definizioni_23102019.pdf)

Csr Manager (per esteso Corporate Social Responsibility Manager)

Professionista che, presso ogni tipo di organizzazione, si dedica alla gestione delle problematiche socio-ambientali e di sostenibilità connesse alle attività aziendali e alla valutazione dell’impatto delle stesse sui suoi stakeholder.

(Fonte: http://rsi.mise.gov.it/media/com_survey/allegati/Glossario-RS-CSR_20012014_DEF_con%20link.pdf)

CSR-SC – Social Statement

Il progetto CSR-SC (Responsabilità Sociale d’Impresa – Impegno Sociale) nacque dalla volontà del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali di promuovere la responsabilità sociale presso le imprese italiane, indipendentemente dalle loro dimensioni e caratteristiche. L’obiettivo generico del progetto fu quello di fornire alle imprese e a tutti gli attori coinvolti nella Responsabilità Sociale una mappa, un modello, una griglia di lettura che permettesse di fare chiarezza nell’ampio panorama degli standard esistenti, attraverso: • una raccolta e monitoraggio delle buone pratiche per facilitare lo scambio di esperienze; • la promozione della trasparenza e convergenza delle pratiche e degli strumenti di responsabilità sociale d’impresa, con particolare attenzione alle esigenze delle PMI; • una condivisione di esperienze di rete tra le istituzioni, le imprese/organizzazioni e la società civile. Un Forum composto da rappresentanti nazionali delle parti sociali (Abi, Ania, Coldiretti, Confagricoltura, Confai, Confartigianato, Confcommercio, Confcooperative, Confesercenti, Confindustria, Confservizi, Lega Cooperative, Cgil, Cida, Cisal, Cisl, Ciu, Confail, Confedir, Confsal, Cuq, Sin.pa, Ugl, Uil), Istituzioni (Ministero del lavoro e delle politiche sociali, Presidenza del consiglio dei ministri, Ministero degli affari esteri, Ministero dell’ambiente, Ministero delle attività produttive, Anci, Conferenza dei presidenti delle Regioni, Conferenza dei rettori, Consigliere nazionali di parità, Ilo Italia, Unioncamere, Upi) e della società civile (Acli, Anima, Compagnia delle opere, Consiglio nazionale dei consumatori, fand/fish, forum del terzo settore, forum per la finanza sostenibile, gruppo dei 15, impronta etica, Legambiente, Sodalitas, Summit della solidarietà, Transparency International, WWF) fu presieduto dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

(Fonte: http://rsi.mise.gov.it/media/com_survey/allegati/Glossario-RS-CSR_20012014_DEF_con%20link.pdf)

Filiera Sostenibile

Consiste nell’impegno dell’impresa ad adottare un approccio sostenibile all’interno dei processi e delle relazioni con i propri stakeholder lungo tutta la filiera produttiva.

(Fonte: http://rsi.mise.gov.it/media/com_survey/allegati/Glossario-RS-CSR_20012014_DEF_con%20link.pdf)

Finanza etica

Il termine racchiude tutta una serie di attività e di attori (agenzie, banche, fondi comuni di investimento) che hanno una concezione della finanza tale da fornire al risparmiatore/investitore la possibilità di scegliere di investire il proprio denaro in base a principi e valori non solo utilitaristi, ma anche volti al bene comune, alla solidarietà, alla responsabilità sociale e al management sostenibile dal punto di vista sociale e ambientale. Con la finanza etica l’investitore è posto in condizioni di controllare meglio le conseguenze non economiche delle sue azioni finanziarie. Ciò è utile per chi non è interessato unicamente al profitto e alla redditività ma vuole assicurarsi che il proprio denaro venga impiegato nel rispetto dei diritti umani, dell’ambiente, dei lavoratori e, in generale, degli stakeholder.

(Fonte: http://rsi.mise.gov.it/media/com_survey/allegati/Glossario-RS-CSR_20012014_DEF_con%20link.pdf)

Fondo etico

Fondo comune d’investimento ordinario per quanto riguarda gli aspetti finanziari e di regolamentazione/gestione/distribuzione, ma con un processo “sostenibile” di selezione dei titoli da inserire nel portafoglio: accanto ai tradizionali parametri di natura finanziaria, infatti, i fondi etici investono il patrimonio gestito secondo criteri di eticità e responsabilità sociale. GAS (Gruppo di acquisto solidale) Un gruppo di acquisto solidale è un gruppo di persone che acquistano all’ingrosso prodotti alimentari o di uso comune, da ridistribuire fra loro. Ma non è solo questo: la parola Solidale differenzia un GAS da un qualsiasi altro Gruppo d’Acquisto perché aggiunge un criterio guida nella scelta dei prodotti. La solidarietà parte all’interno del gruppo, fra i suoi membri, e si estende ai piccoli produttori che forniscono i prodotti, al rispetto dell’ambiente, ai popoli del sud del mondo. Il GAS realizza quindi una rete di solidarietà che diventa fondamento dell’esperienza stessa, permettendo di praticare quello che viene definito consumo critico. GBS Il G.B.S., “Gruppo di Studio per il Bilancio Sociale” http://www.gruppobilanciosociale.org/associazione-gbs/chi-siamo/, è un’Associazione nata nel 1998 che rappresenta Università italiane, Ordini professionali dei Dottori Commercialisti e dei Ragionieri, alcune delle principali Società di Revisione nonché di altri Enti ed esperti nel campo della rendicontazione sociale. La missione del G.B.S. è quella di sviluppare e promuovere la ricerca scientifica sul Bilancio Sociale e sulle tematiche inerenti ai processi di gestione responsabile di imprese al fine di favorire la diffusione della responsabilità sociale aziendale e la sua applicazione nei contesti nazionale ed internazionale. Al fine di perseguire la propria missione, il GBS ha svolto diverse attività in questi anni. Le più importanti sono quelle relative all’attività di approfondimento e ricerca, come i Principi di redazione del Bilancio Sociale, unico documento a livello nazionale riconosciuto e condiviso dai cultori della materia e utilizzato come riferimento scientifico da diverse tipologie di Organizzazioni.

(Fonte: http://rsi.mise.gov.it/media/com_survey/allegati/Glossario-RS-CSR_20012014_DEF_con%20link.pdf)

Deforestazione

Consiste nell’abbattimento di alberi per la conversione di terreni boschivi a usi non forestali. Purtroppo la deforestazione massiva è tra le cause dell’aumento dell’effetto serra perché da un lato la combustione o la decomposizione del legno rilasciano anidride carbonica, dall’altro con l’eliminazione degli alberi, si priva l’ecosistema di attori importanti per la riduzione dell’anidride carbonica (processo di fotosintesi). 

Drawdown

Il drawdown è la misura del declino da un picco storico in alcune variabili.

Dal punto di vista climatico è il punto in cui le concentrazioni di gas serra nell’atmosfera si stabilizzano e iniziano a diminuire su base annuale  (fonte Wikipedia).

Prende questo nome anche il progetto lanciato nel 2017 da Paul Hawken

(Approfondimenti sul progetto: https://www.drawdown.org/drawdown-framework/drawdown-review-2020)

Decarbonizzazione

La decarbonizzazione è il processo di riduzione del rapporto carbonio-idrogeno nelle fonti di energia.

Ecolabel

http://ec.europa.eu/environment/ecolabel/ è un marchio europeo usato per certificare (secondo il regolamento CE n. 66/2010 http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:L:2010:027:0001:0019:it:PDF) il ridotto impatto ambientale dei prodotti o dei servizi offerti dalle aziende che ne hanno ottenuto l’utilizzo. Viene rappresentato da una margherita stilizzata, avente le dodici stelle della bandiera dell’Unione europea come petali e, al centro, una “E” arrotondata. Ecolabel è uno strumento volontario comunitario che certifica i prodotti ambientalmente compatibili, consentendo al consumatore di riconoscere attraverso un marchio il rispetto del’ambiente da parte del prodotto (o servizio) in tutto il suo ciclo di vita.

(Fonte: http://rsi.mise.gov.it/media/com_survey/allegati/Glossario-RS-CSR_20012014_DEF_con%20link.pdf)

Effetto serra

Riscaldamento provocato da alcuni gas presenti nell’atmosfera (detti gas serra) capaci di assorbire una parte dei raggi infrarossi emessi dal suolo e dagli oceani. L’aumento della concentrazione dei gas serra presenti nell’atmosfera, a causa delle emissioni legate alle attività umane, genera un aumento dell’effetto serra, e dunque un anomalo aumento della temperatura atmosferica.

(Fonte: Definizione Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare https://www.minambiente.it/pagina/glossario)

Emissioni di carbonio

Sono sostanze inquinanti rilasciate nell’atmosfera: anidride carbonica e monossido di carbonio prodotti da autoveicoli, processi industriali o dalla combustione.

Equivalente CO2

Un equivalente CO₂ (CO₂e) è un’unità di misura che viene utilizzata per standardizzare gli effetti climatici di vari gas serra.

ESG

L’acronimo ESG sta per Environmental, Social, Governance si utilizza in ambito economico/finanziario per indicare tutte quelle attività legate all’investimento responsabile (IR) che perseguono gli obiettivi tipici della gestione finanziaria tenendo in considerazione aspetti di natura ambientale, sociale e di governance, per l’appunto.

(Fonte: https://www.wallstreetitalia.com/)

FSC® (Forest Stewardship Council)

FSC® (Forest Stewardship Council) è un’organizzazione internazionale non governativa, indipendente e senza scopo di lucro, nata per promuovere la gestione responsabile di foreste e piantagioni. Oltre ai 900 membri di questo organismo è supportata da ONG, gruppi ambientalisti del calibro di WWF e Greenpeace, e gruppi sociali. Il marchio FSC® identifica i prodotti contenenti legno proveniente da foreste gestite in maniera corretta e responsabile secondo stretti standard ambientali, sociali ed economici.

Per saperne di più https://it.fsc.org/it-it

Gas ad effetto serra

Sostanze inquinanti presenti nell’atmosfera che tendono a bloccare l’emissione di calore dalla superficie terrestre. La loro concentrazione crescente nell’atmosfera produce un effetto di riscaldamento della superficie terrestre e della parte più bassa dell’atmosfera. Qualora l’accumulazione progressiva e accelerante di questi gas continui incontrollata, secondo molti scienziati è probabile che si determini una tendenza al surriscaldamento della superficie terrestre e alla modificazione del clima. Tuttavia, permangono incertezze sull’entità di tali effetti e sulla loro configurazione geografica e stagionale. L’elenco dei gas serra è molto ampio. Il Protocollo di Kyoto prende in considerazione un paniere di 6 gas serra: l’anidride carbonica (CO2), il metano (CH4), il protossido di azoto (N2O), i clorofuorocarburi (CFC), i perfluorocarburi (PFC) e l’esafloruro di zolfo (SF6).

(Fonte: Definizione Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare https://www.minambiente.it/pagina/glossario)

Global Compact

Insieme di dieci principi che le aziende possono integrare su base volontaria nelle proprie strategie. I principi, derivanti da documenti delle Nazioni Unite, riguardano i diritti umani, gli standard di lavoro, la lotta alla corruzione e l’ambiente. Ulteriori informazioni sono disponibili all’indirizzo: www.unglobalcompact.org  https://www.unglobalcompact.org  http://www.globalcompactnetwork.org/it/ 

(Fonte: http://rsi.mise.gov.it/media/com_survey/allegati/Glossario-RS-CSR_20012014_DEF_con%20link.pdf)

Governance (Corporate Governance)

All’interno di una società si definisce “governo d’impresa” o “governo societario” (in inglese corporate governance) l’insieme di regole di ogni livello (leggi, regolamenti etc.) che disciplinano la gestione della società stessa. Il governo d’impresa include anche le relazioni tra i vari attori coinvolti e gli obiettivi che devono essere perseguiti dagli amministratori nell’interesse degli azionisti (shareholder) e degli altri portatori di interessi (stakeholder).

(Fonte: http://rsi.mise.gov.it/media/com_survey/allegati/Glossario-RS-CSR_20012014_DEF_con%20link.pdf)

Greenwashing

È riferito a un’organizzazione che offre di sé un’immagine ingannevole di soggetto responsabile dal punto di vista ambientale, al solo fine di promuovere una percezione positiva dell’organizzazione stessa per un aumento dei profitti. Sostanzialmente si configura come una sorta di manipolazione dell’opinione pubblica, per ottenere sostegno della comunità locale e delle istituzioni, proponendo obiettivi che non sono realmente responsabili dal punto di vista sociale e ambientale.

(Fonte: http://rsi.mise.gov.it/media/com_survey/allegati/Glossario-RS-CSR_20012014_DEF_con%20link.pdf)

GRI – Reporting Framework (Global Reporting Initiative)

Il GRI Reporting Framework https://www.globalreporting.org/Pages/default.aspxè un modello universalmente accettato per la rendicontazione economica, ambientale e sociale di un’organizzazione. Tutte le organizzazioni possono utilizzarlo, indipendentemente da dimensione, settore di attività o paese. Il modello include considerazioni pratiche comuni a diversi tipi di organizzazioni, dalle imprese più piccole a quelle di maggiori dimensioni, localizzate in diverse aree geografiche. Il GRI Reporting Framework contiene argomenti sia di carattere generale sia settoriali, considerati da un’ampia gamma di stakeholder di tutto il mondo applicabili universalmente per comunicare la performance di sostenibilità di un’organizzazione.

(Fonte: http://rsi.mise.gov.it/media/com_survey/allegati/Glossario-RS-CSR_20012014_DEF_con%20link.pdf)

Impact investing

investimenti fatti in società, organizzazioni e fondi con l’intento di generare un impatto sociale o ambientale misurabile e favorevole a fianco o in sostituzione di un rendimento finanziario.

(Fonte: definizione di Cambridge Associates e GIIN Global Impact Investing Network)

Innovability

Il termine Innovability si riferisce alle attività di Open innovation che coinvolgono startup, imprese o singoli makers nello sviluppo di soluzioni anche high tech in grado di rivoluzionare interi mercati verso un percorso di business sostenibile. Il termine è stato coniato da Ernesto Ciorra, Direttore Innovazione e Sostenibilità di Enel, che così lo ha descritto: “Innovability vuol dire creare un mondo migliore di cui vorremmo fare parte”.

(Per approfondire: https://corporate.enel.it/it/media/news/d/2015/10/innovability-lenergia-ha-un-nuovo-nome )

Microreti

Raggruppamenti localizzati di fonti di energia distribuita, come solare, eolico, mini idroelettrico e biomasse, insieme con generatori di energia di riserva, punti di accumulo e strumenti di gestione del carico.

Permafrost

l termine inglese permafrost, in italiano permagelo, designa un terreno tipico delle regioni dell’estremo Nordeuropa, della Siberia e dell’America settentrionale dove il suolo è perennemente ghiacciato (non necessariamente con presenza di masse di acqua congelata). Il permafrost si trova sulla terra e sotto il fondo dell’oceano, in aree in cui le temperature rimangono costantemente sotto lo zero. Ciò significa che il permafrost si trova spesso nelle regioni artiche come la Groenlandia, lo stato americano dell’Alaska, la Russia, la Cina e l’Europa orientale. Il cambiamento climatico sta sciogliendo il permafost Se il permafrost inizia a subire il clima anche a livelli più profondi, potrebbe rilasciare nell’atmosfera grandi quantità di gas metano che sono rimaste intrappolate nel terreno per millenni, andando a peggiorare ulteriormente le già precarie condizioni ambientali del pianeta.

Per approfondire https://www.osservatorioartico.it/che-cose-il-permafrost/

Protocollo di Kyoto

Atto esecutivo che contiene obiettivi legalmente vincolanti e decisioni sulla attuazione operativa di alcuni degli impegni della Convenzione Quadro sui Cambiamenti Climatici (United Nation Framework Convention on Climate Change) firmato nel dicembre del 1997 a conclusione della terza sessione plenaria della Conferenza delle parti (COP3). Il Protocollo impegna i paesi industrializzati e quelli a economia in transizione (i paesi dell’Est europeo) a ridurre complessivamente del 5,2 per cento le principali emissioni antropogeniche di gas serra entro il 2010 e, più precisamente, nel periodo compreso tra il 2008 e il 2012. Il paniere di gas serra considerato nel Protocollo include sei gas: l’anidride carbonica, il metano, il protossido di azoto, i fluorocarburi idrati, i perfluorocarburi, l’esafloruro di zolfo. L’anno di riferimento per la riduzione delle emissioni dei primi tre gas è il 1990, mentre per i rimanenti tre (che sono gas lesivi dell’ozono stratosferico e che per altri aspetti rientrano in un altro protocollo, il Protocollo di Montreal) è il 1995. La riduzione complessiva del 5,2 per cento non è uguale per tutti i paesi. Per i paesi membri dell’Unione europea nel loro insieme la riduzione dovrà essere pari all’8 per cento, per gli USA al 7 per cento, per il Giappone al 6 per cento. Il Protocollo di Kyoto entrerà in vigore dopo 90 giorni dalla ratifica da parte di non meno di 55 paesi parti della Convenzione quadro sui cambiamenti climatici, compresi i paesi dell’Annesso I (cioè sostanzialmente i paesi industrializzati) che siano responsabili nel complesso di almeno il 55 per cento delle emissioni complessive di CO2 relative al 1990.

(Fonte: Definizione Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare https://www.minambiente.it/pagina/glossario)

Riscaldamento globale

Si riferisce all’ innalzamento della temperatura media globale terrestre. Le conseguenze del riscaldamento globale sono fenomeni come lo scioglimento dei ghiacciai, la desertificazione, l’innalzamento degli oceani e il cambiamento del clima. Le cause predominanti sono per gli esperti di natura antropica (umana).

Responsabilità Sociale d’Impresa (o RSI o CSR dall’inglese Corporate Social Responsibility)

Con il termine Corporate Social Responsibility si intende riferirsi alle responsabilità che le organizzazioni/enti/società/aziende/ecc. hanno nei confronti della società e dell’ambiente. In base alla definizione della Commissione Europea nella comunicazione in materia di CSR -A Renewed EU Strategy 2011-14 for Corporate Social Responsibility(COM2011/681)http://www.europarl.europa.eu/meetdocs/2009_2014/documents/com/com_com(2011)0681_ /com_com(2011)0681_en.pdf – del 25 ottobre 2011, la definizione di CSR viene formulata nel seguente modo: “La responsabilità delle imprese per il loro impatto sulla società”. Secondo una meno recente definizione (“Libro Verde” della CE, “Promuovere un quadro europeo per la responsabilità sociale delle imprese” del 2001 http://www.europarl.europa.eu/meetdocs/2009_2014/documents/com/com_com(2011)0681_/com_com(2011)0681_en.pdf ) la CSR è “l’integrazione volontaria delle preoccupazioni sociali ed ecologiche delle imprese nelle loro operazioni commerciali e nei loro rapporti con le parti interessate. Essere socialmente responsabili significa non solo soddisfare pienamente gli obblighi giuridici applicabili, ma anche andare al di là investendo “di più” nel capitale umano, nell’ambiente e nei rapporti con le altre parti interessate”. La responsabilità sociale è strettamente correlata allo sviluppo sostenibile in quanto lo sviluppo sostenibile ha obiettivi economici, sociali e ambientali comuni a tutte le persone e può essere utilizzato come un modo per riepilogare le aspettative più ampie della società, che è necessario siano tenute in considerazione da parte delle organizzazioni che cercano di agire responsabilmente. Pertanto, un obiettivo predominante della responsabilità sociale di un’organizzazione dovrebbe essere quello di contribuire allo sviluppo sostenibile. La Commissione europea ha poi elaborato un’Agenda d’azione che comprende un articolato programma di impegni e proposte rivolti ad imprese e stakeholder che sono stati così sintetizzati: 1. Aumentare la visibilità e la diffusione di buone pratiche (Nel 2013 piattaforme settoriali per la CSR e dal 2012 istituzione di un premio europeo) 2. Aumentare la fiducia e punire gli abusi (Revisione nel 2012 della direttiva sulle pratiche commerciali non corrette, inserimento del greenwashing) 3. Aumentare la capacità di auto e co-regolazione (Lancio nel 2012 di un processo di definizione di buone pratiche ed esercizi di auto e co-regolazione)

GLOSSARIO KPI RS 8di24 4. Aumentare la capacità di remunerazione del mercato (Revisione piano di azione per il consumo sostenibile, revisione nel 2011 della Direttiva sugli Acquisti Pubblici, richiesta ai Fondi di investimento di dichiarare i criteri etici utilizzati) 5. Aumentare la trasparenza e la rendicontazione su ambiente e società (Proposta legislativa per rendere più omogenea la rendicontazione a livello comunitario) 6. Integrare la CSR nella formazione e nei curricula accademici (Azioni per inserire la CSR nei curricula accademici e professionali a partire dal 2012) 7. Aumentare la rilevanza e la portata di politiche nazionali e regionali di CSR (Dal 2012 condivisione delle politiche nazionali in materia di CSR da declinare secondo obiettivi 2020) 8. Allineare gli approcci europei alla CSR (Standard internazionali (ISO 26000, Linee Guida OCSE cfr. LINEE GUIDA DELL’OCSE, Global Compact cfr. GLOBAL COMPACT , Dichiarazione Tripartita ILO), Linee Guida ONU su imprese e diritti umani e meccanismi di protezione anche in altre regioni del mondo).

(Fonte: Definizione http://rsi.mise.gov.it/media/com_survey/allegati/Glossario-RS-CSR_20012014_DEF_con%20link.pdf)

Photo by Markus Spiske on Unsplash

Social Innovation

La social innovation è un processo di innovazione e cambiamento che porta allo sviluppo sia economico che sociale di una comunità, grazie a idee e attività che coinvolgono la collettività.

Sostenibilità

La definizione ecologica di sostenibilità è nata con il Rapporto Brundtland del 1987, che descrive lo sviluppo sostenibile come un approccio che soddisfa i bisogni del presente senza influenzare negativamente le condizioni per le generazioni future.  il 25 settembre 2015, 193 Paesi membri delle Nazioni Unite hanno approvato all’unanimità la risoluzione 70/1 “Trasformare il nostro mondo: l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile”. L’agenda si sviluppa in 17 obiettivi di sviluppo che rendano più sostenibile la vita delle persone e del pianeta.

Per ulteriori dettagli leggi il nostro articolo di approfondimento

Social Impact Bond (SIBs)

I social Impact Bond sono strumenti della finanza alternativa destinati alla realizzazione di progetti di pubblica utilità, con una remunerazione degli investitori solo in caso di effettiva generazione di impatto sociale positivo, opportunamente misurato.

Società benefit

La società benefit è una società che persegue lo scopo di lucro utilizzando il profitto come mezzo per creare un beneficio che si ripercuote anche su altre categorie di soggetti, quali dipendenti, fornitori, ambiente, società, garantendo allo stesso tempo all’impresa una maggiore redditività.

(Per approfondire leggi: https://www.thegoodintown.it/societa-benefit-cosa-sono-vantaggi-come-diventarlo/; Fonte def.: http://www.societabenefit.net/wp-content/uploads/2017/02/Assonime-Benefit-Corporation.pdf)

Società NO Profit

Organizzazione senza scopo di lucro.

Riciclaggio

Qualsiasi operazione di recupero attraverso cui i materiali di rifiuto sono ritrattati per ottenere prodotti, materiali o sostanze da utilizzare per la loro funzione originaria o per altri fini. Include il ritrattamento di materiale organico ma non il recupero di energia né il ritrattamento per ottenere materiali da utilizzare quali combustibili o in operazioni di riempimento.

(Fonte: https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaArticolo?art.progressivo=0&art.idArticolo=183&art.versione=10&art.codiceRedazionale=006G0171&art.dataPubblicazioneGazzetta=2006-04-14&art.idGruppo=34&art.idSottoArticolo1=10&art.idSottoArticolo=1&art.flagTipoArticolo=0)

Riutilizzo

Qualsiasi operazione attraverso la quale prodotti o componenti che non sono rifiuti sono reimpiegati per la stessa finalità per la quale erano stati concepiti.

(Fonte: https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaArticolo?art.progressivo=0&art.idArticolo=183&art.versione=10&art.codiceRedazionale=006G0171&art.dataPubblicazioneGazzetta=2006-04-14&art.idGruppo=34&art.idSottoArticolo1=10&art.idSottoArticolo=1&art.flagTipoArticolo=0)

Energie rinnovabili

Le fonti di energia rinnovabile sono forme di energia elettrica ricavate dalle risorse del mondo naturale (la luce solare, il vento, la pioggia, le maree, le onde ed il calore geotermico).

Upcycling (o riutilizzo creativo)

L’upcycling, noto anche come riutilizzo creativo, è il processo di trasformazione di materiali o prodotti indesiderati in nuovi materiali con l’aggiunta di dettagli che li rendono unici (design, miglioramento dei materiali…). Si differenza dal riciclaggio perché punta a valorizzare il prodotto finale, aggiungendo dettagli che rendano il prodotto finale più esclusivo rispetto a quello iniziale.

(Fonte: https://www.ecologismo.it/upcycling) Il termine Upcycling è stato usato per la prima volta nel 1994 da Reiner Pilz in un’intervista di Thornton Kay; qualche anno più tardi è stato pubblicato il libro proprio dal titolo “UpCycling” da Gunter Pauli, l’economista autore di “Blue Economy 2.0”.

Foto di copertina Photo by Karsten Würth on Unsplash

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