L’isola d’Elba e la difesa del mare al SEIF, Sea Essence International Festival

Transizioni è stato il tema della quinta edizione del SEIF, Sea Essence International Festival, che si è svolto a Marciana Marina, sull’Isola d’Elba in Toscana, dal 30 giugno al 2 luglio. Ogni anno Fondazione Acqua dell’Elba organizza questo festival per condividere i dati e le ricerche sullo stato di salute dei mari, in particolare del Mar Mediterraneo e dell’arcipelago toscano.

Per un equilibrio ambientale, economico e sociale sono necessari cambiamenti che coinvolgano questi tre settori, uniti e collegati tra loro nella trasnizione giusta. In questo modo si potrà raggiungere un livello di sostenibilità sempre maggiore e tutelare al meglio l’ecosistema marino.

All’interno del SEIF, Sea Essence International Festival, la transizione ambientale viene mostrata nelle sue numerose sfaccettature, anche grazie alla storia, all’economia, all’arte, alla cultura e a tutte quelle discipline che raccontano la vita del mare e del territorio circostante.

Il mare dell’Elba e la transizione ambientale

Il mare ha un ruolo essenziale nei cambiamenti climatici. La transizione economica può aiutare la blue economy e chi abita il mare da sempre o per turismo può beneficiare della transizione sociale. Mettendo insieme queste tre transizioni si può realizzare la transizione giusta, quella che tiene conto che in natura e nel mondo, tutto è collegato e interconnesso.

L’Isola d’Elba sta assumendo un ruolo importante, un esempio per altre isole italiane per una transizione giusta perché agisce per salvaguardare il mare e allo stesso tempo favorire un turismo lento e sostenibile.

Il mare dell’Elba è riconosciuto da tutti come uno dei più belli d’Italia. Questo territorio custodisce un importante ecosistema marino, un entroterra selvaggio e un’area ricca di storia, artigianato, arte e cultura.

Regione Toscana ha in atto un piano regionale per la transizione ecologica e il SEIF ha fornito l’occasione per valutarlo e raccontarlo. Coinvolgendo i cittadini e il mondo scientifico, Regione Toscana punta a diminuire l’inquinamento e a mitigare i cambiamenti climatici tutelando allo stesso tempo gli ecosistemi e la biodiversità per far crescere la blue economy.

A proposito della transizione ambientale, tutti i partecipanti al festival si sono trovati d’accordo nel dire che l’Italia deve accelerare. Nel suo workshop intitolato “Cambia il clima, cambia il mare” il giornalista e scrittore Giacomo Talignani ha raccontato le numerose sfide da affrontare per avere mari ed oceani sani.

Gli ecosistemi marini sono ancora troppo minacciati da:

• Vari tipi di inquinamento

• Sfruttamento eccessivo delle risorse naturali

• Perdita di biodiversità

• Acidificazione delle acque

• Aumento dei rifiuti in mare, in particolare della plastica.

Il lavoro da fare è ancora molto se vogliamo raggiungere l’Obiettivo 14 dell’Agenda 2030: conservare e utilizzare in modo durevole gli oceani, i mari e le risorse marine per uno sviluppo sostenibile.

I dati scientifici sul mare non sono buoni: il livello del mare aumenterà di 30 centimetri entro il 2050 anche se ridurremo le emissioni di carbonio a livello globale e potrebbe superare i 60 centimetri entro il 2100, secondo i dati citati da Talignani nel suo intervento al SEIF.

Le scelte politiche e legislative saranno importanti, così come un buon utilizzo dei fondi del PNRR, PNIEC e della proposta di legge europea sulla biodiversità.

Il mare e la transizione economica e sociale al SEIF

Il tema della transizione economica è legato all’ambiente perché può aiutare il successo della blue economy. Rispettando l’ambiente, le attività produttive possono migliorare in modo efficace e sostenibile.

Occorre puntare sulla pesca sostenibile, sulla produzione di energia rinnovabile ricavata dal mare. Durante il SEIF è emerso che l’energia termica delle onde e delle maree potrebbe generare un quarto di tutta l’elettricità dell’Unione Europea nel 2050. Le energie rinnovabili e pulite rappresentano una grande opportunità per tutti, per l’ecosistema del mare e per i settori del lavoro e dell’economia blu.

La scuola, l’istruzione e la sensibilizzazione sono importanti parlando di mare, così come la narrazione delle storie. Rossella Muroni, direttrice scientifica SEIF 2023, ne ha parlato nel suo intervento “Le storie che cambiano il mare”.

Raccontare il mare attraverso le storie delle persone e dei popoli che difendono e promuovono il mare e gli oceani è fondamentale perché occorre un forte cambiamento culturale per affrontare queste tre transizioni.

Una storia di mare raccontata al SEIF è quella del giornalista e scrittore Massimo Canino che sta conducendo un tour in barca a vela lungo tutto l’arcipelago toscano per raccogliere e raccontare in un libro le storie della gente di mare.

Anche Francesca Santoro, senior programme officer per IOC/UNESCO, ha evidenziato come le storie sono fondamentali per coinvolgere tutti, a partire dalla scuola e dal mondo della cultura. Solo così la scienza potrà davvero essere al servizio di tutti e della società intera.

Molto bello è anche il progetto della giovane Marta Musso che ha trasformato un vecchio furgone delle poste tedesche in un laboratorio del mare su quattro ruote e gira le coste italiane per far conoscere il mare ai ragazzi attraverso il suo laboratorio mobile.

Fondazione Acqua dell’Elba società benefit

Acqua dell’Elba è un’azienda famigliare nata più di vent’anni fa a Marciana Marina, sull’Isola d’Elba, ispirandosi alle antiche botteghe artigiane rinascimentali. Custodisce la bellezza del territorio e dell’ambiente e le valorizza nel suo profumo che ne racchiude l’essenza.

Da questo messaggio nasce l’impegno a favore del mare e dell’ambiente, delle persone e della cultura dell’isola, come ha raccontato a The Good In Town il presidente di Acqua dell’Elba, Fabio Murzi. Proprio per promuovere questi valori, nel 2022 è nata Fondazione Acqua dell’Elba, noprofit collegata all’azienda.

Da giungo 2021, Acqua dell’Elba è diventata Società Benefit e il festival SEIF dedicato alla tutela e alla valorizzazione del mare e della sua essenza si inserisce tra gli obiettivi di sostenibilità ambientale.

Sempre nel 2021 Acqua dell’Elba ha iniziato un percorso verso la carbon neutrality. In collaborazione con AzzeroCO2. Il cammino di sostenibilità di questo gruppo aziendale prevede una tappa importante nel 2030, anno entro il quale l’azienda vuole azzerare le proprie emissioni inquinanti.

Per tutelare il mare, l’ecosistema marino e le sue creature, da alcuni anni Acqua dell’Elba è a fianco di Legambiente e sostiene il progetto Tartalove, un progetto per la salvaguardia delle tartarughe marine che nidificano sempre più di frequente su quest’isola.

Quest’isola ha scritto e approvato un proprio Manifesto della Sostenibilità dell’Isola d’Elba e nel magazine abbiamo parlato di questo documento fondamentale per la salvaguardia del mare. L’isola si prefigge di raggiungere la neutralità climatica attraverso un percorso di sostenibilità che prevede di misurare le emissioni, diminuirle e compensarle.

Importante è anche l’impegno preso a favore del capitale naturale. Il mare e i territori unici dell’isola nascondono una biodiversità da salvaguardare. Habitat sani consentono di mantenere ecosistemi sani e una vita migliore per l’uomo.

La raccolta differenziata dei rifiuti e una mobilità sostenibile aiuteranno nel percorso verso gli obiettivi di Elba 2035, un importante progetto di tutela dell’ambiente condiviso con il territorio, un progetto partecipato che coinvolge comuni, aziende e realtà diverse dell’isola.

Attraverso i sentieri naturalistici, Fondazione Acqua dell’Elba sta realizzando il percorso di tutela ambientale chiamato le vie dell’essenza, un sentiero di 130 chilometri che si snoda lungo l’isola, formato da 12 diverse tappe. Ogni tappa è stata studiata per far conoscere una peculiarità, un’essenza unica dell’Isola d’Elba.

L’obiettivo è quello di mostrare la bellezza della natura selvaggia, far conoscere i luoghi caratteristici di ogni area lungo le tappe coinvolte, attraverso percorsi da fare a piedi, adatti a tutti.

Il futuro dell’Isola è legato a Elba 2035, all’ascolto e all’ingaggio del territorio. Il punto di arrivo sarà quello di migliorare la vita dell’isola e dei suoi abitanti. Il primo passo è stato raggiunto attraverso il manifesto di sostenibilità dell’Isola d’Elba.

L’appuntamento con l’edizione appena conclusa del SEIF, Sea Essence International Festival è stato un’occasione che ha confermato come l’Elba sia un esempio da seguire per tutte le piccole isole che vogliono dare valore alle persone, alla cultura e all’ambiente

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