L’Italia naviga in ottime acque

Migliora la qualità delle acque di balneazione in Europa e in Italia. Norme, parametri, classificazioni e finalmente un Piano Mare.

Eccellenti il 95,5% delle aree marine adibite alla balneazione: 5.000 dei 5.300 km totali su territorio nazionale. Il 2,7% è di qualità buona (144 km), per metà sufficiente e per metà scarso il restante tratto. L’Italia naviga in ottime acque, dunque, ma è la Puglia a primeggiare per il terzo anno consecutivo: eccellenti per il 99,8%. Seguono Sardegna con il 99,3%, Toscana (98,6%), Molise (98,5%).

Infografica SNPA balneazione 2023
Infografica Interattiva SNPA

I controlli riguardano anche laghi e, in pochi casi, fiumi, dove alcune regioni raggiungono il 100% di acque eccellenti.
Non sottoposti al monitoraggio: i tratti di mare che ospitano porti, servitù militari, aree protette. 

Questi i dati forniti da Snpa – Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente, sulla base del monitoraggio 2019-2022.
A livello europeo le acque italiane risultano migliori della media dei paesi UE, sulla base dei dati elaborati dall’AEA – Agenzia europea dell’ambiente.

Il ruolo strategico delle Arpa

Prima dell’inizio di ogni stagione balneare, le Regioni individuano le acque di balneazione, i punti di monitoraggio e la durata della stagione balneare. Il compito è assegnato soprattutto alle Agenzie Ambientali Regionali.

A fine stagione le stesse Arpa predispongono i rapporti di sintesi.

Si aggiungono altri enti e iniziative private a supporto dei lavori di monitoraggio e tutela: come Shoreline, Fondazione Fondazione MEDSEA, Fondation de la Mer, Ogyre.

Nel 2022 i campionamenti sono stati oltre 30mila, i rilevamenti 2023 sono attualmente in corso. 
Gli esiti delle analisi vengono pubblicati sui siti delle singole Agenzie Ambientali e sul portale “Acque” del ministero della Salute. Alcune Agenzie mettono a disposizione dei cittadini anche delle apposite App.

Sono poi le autorità locali a emanare eventualmente le misure utili a prevenire rischi per la salute, compresi i divieti temporanei di balneazione. 

Le 15 Agenzie Regionali per la Protezione dell’Ambiente – ARPA, il cui territorio si affaccia sul mare, hanno sviluppato negli ultimi 10 anni un patrimonio unico di esperienze e conoscenze relativamente a questa preziosa risorsa. Esse forniscono infatti strumenti preziosi agli stakeholder della blue economy per promuovere una crescita sostenibile e resiliente delle zone a elevato valore produttivo, sociale, culturale e naturalistico delle aree costiere. Strumenti atti a favorire l’adattamento al cambiamento climatico del sistema socioeconomico costiero, promuovere la sostenibilità dei porti commerciali e turistici, preservare il capitale naturale degli habitat costieri e marini, valorizzando i servizi ecosistemici.

Le Arpa hanno svolto e continueranno a svolgere un importante ruolo di supporto per le strategie del Piano del Mare. 

Il Piano Mare

Il 31 luglio i Cipom – Comitato interministeriale per le politiche del mare, ha approvato il Piano nazionale del mare.
Previsto dall’articolo 12 del DL 173 del 2022, il Piano è lo strumento di programmazione di cui si dotano governo e parlamento per avviare una politica marittima unitaria e strategica. È stato redatto dopo alcuni mesi di confronti e audizioni, a cura di un apposito comitato di esperti, con i principali attori pubblici e privati che operano nel “sistema mare” e secondo la norma di legge, dovrà essere aggiornato con cadenza triennale.
All’approvazione del documento, hanno partecipato i rappresentanti dei dicasteri Difesa, Infrastrutture, Ambiente, Cultura, Finanza, Agricoltura, Turismo, Affari europei, PNRR, Esteri, Imprese e Made in Italy, Affari regionali. Il Piano nazionale del mare verrà trasmesso al governo e al parlamento per l’approvazione ufficiale e definitiva.

Il Trattato Globale sugli Oceani è stato invece firmato da tutti gli Stati dell’Onu a marzo 2023. Con esso si assumono la responsabilità di proteggere la salute degli oceani e assicurare una gestione sostenibile delle risorse.

Le norme sulle acque di balneazione: Europa e Italia

Acque di balneazione sono definite le “acque superficiali o parte di esse nelle quali l’autorità competente prevede che venga praticata la balneazione e non ha imposto un divieto permanente di balneazione”.

La direttiva 2006/7/CE1 sulle acque di balneazione è uno dei numerosi atti legislativi dell’UE che proteggono le acque. Essa è integrata dalla direttiva quadro sulle acque, dalla direttiva sulle norme di qualità ambientale, dalla direttiva sulle acque sotterranee, dalla direttiva quadro sulla strategia per l’ambiente marino e dalla direttiva sul trattamento delle acque reflue urbane.

Nel contesto del Green Deal europeo e del piano d’azione per l’inquinamento zero, la Commissione sta attualmente valutando se la direttiva sulle acque di balneazione sia ancora idonea allo scopo di proteggere la salute pubblica e migliorare la qualità delle acque, o sia necessario un aggiornamento.

La normativa prevede il monitoraggio e la classificazione delle acque di balneazione su coste, laghi e torrenti valutando i requisiti del singolo campione nel corso della stagione balneare.

Recepita in Italia con il D.lgs. n. 116/2008 e dal D.M. del 30 marzo 2010, dalla stagione balneare 2010 i controlli per verificare dell’idoneità delle acque di balneazione sono tesi a limitare l’esposizione della popolazione al rischio malattie per contatto, ingestione o inalazione di acqua contaminata.
Il D.M. del 19 aprile 2018 ha ampliato successivamente il controllo ad alcune specie algali potenzialmente tossiche.

costa con spiaggia ombrelloni e mare pulito

Classificazione e i parametri di valutazione

La World Health Organization – WHO ha correlato tutte le principali patologie associate alla balneazione a fenomeni di inquinamento fecale derivanti soprattutto da apporti di reflui: acque di scarico civili e industriali.

La valutazione della contaminazione idrica si basa dunque su due parametri microbiologici: la concentraziona di batteri di Escherichia coli e di enterococchi intestinali. Il D.M. del 2018 ha aggiunto anche il monitoraggio di specie algali potenzialmente tossiche: la microalga bentonica Ostreopsis ovata, per le aree costiere e i cianobatteri nelle acque di balneazione lacustri.

Eccellente, buona, sufficiente e scarsa, sono le quattro classi di qualità stabilite dalla direttiva comunitaria. La classe “scarsa” comporta l’adozione di un divieto di balneazione per motivi igienico-sanitari, fino ad avvenuto risanamento.

Rapporto Acque Europa: qualità in crescita

Negli ultimi decenni anche la qualità delle acque di balneazione in Europa è in crescita.
Il monitoraggio e la gestione sistematici introdotti dalla Direttiva BWD – UE, 2006 e gli investimenti nelle reti e negli impianti di trattamento delle acque reflue, hanno portato a una drastica riduzione degli inquinanti organici e degli agenti patogeni rilasciati.
La balneazione è oggi possibile in acque urbane e precedentemente fortemente inquinate. 

In base ai dati dell’AEA, infatti, a partire dal 2006 la percentuale di siti “eccellenti” ha registrato un trend di continua crescita, stabilizzandosi oggi tra l’85-89% per le acque costiere, e il 77-81% per le acque di balneazione interne. Il 95,9% di tutte le acque di balneazione nell’UE rispettano gli standard minimi di qualità.

È parallelamente diminuita la quota di acque di bassa qualità. Nel 2022, solo l’1,5% di tutte le acque di balneazione nell’UE è risultata di scarsa qualità.

La qualità delle acque di balneazione nelle acque costiere è generalmente migliore rispetto alle acque interne. Questo grazie al rinnovo più frequente e alla maggiore capacità di autodepurazione delle acque costiere aperte.

Inoltre, molte acque di balneazione interne dell’Europa centrale si trovano in laghi e stagni relativamente piccoli, o in fiumi con una portata bassa. Queste acque interne sono più suscettibili all’inquinamento a breve termine causato da forti piogge o siccità, soprattutto in estate.

Una mappa interattiva per monitorare gli obiettivi del Green Deal

Una mappa interattiva, elaborata dall’Agenzia europea dell’ambiente in collaborazione con la Commissione europea, mostra le prestazioni di ciascun sito di balneazione. Sono inoltre disponibili relazioni aggiornate per paese e informazioni sull’attuazione della direttiva nei Paesi.

Mappa interattiva AEA acque balneazione europee
State of bathing waters – AEA

Il conseguimento di acque di balneazione pulite e sicure è strettamente legato agli obiettivi del piano d’azione per l’inquinamento zero e, più in generale, agli obiettivi del Green Deal europeo. Quegli obiettivi volti a spostare le economie europee verso l’azzeramento delle emissioni nette di carbonio entro il 2050 e a garantire un uso sostenibile delle risorse.
Ciò include il ripristino e la protezione degli ecosistemi marini e di acqua dolce europei e dei loro servizi, la promozione di sistemi di produzione alimentare rispettosi dell’ambiente e l’attuazione di economie blu sostenibili attraverso infrastrutture verdi nelle zone costiere.

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