Le mappe interattive della sostenibilità

Dati, indici e proiezioni per mappe interattive della sostenibilità: rischi e opportunità dello sviluppo sostenibile

Gli obiettivi fissati dall’Agenda 2030 hanno una validità globale, riguardano e coinvolgono tutti i Paesi e le componenti della società, dalle imprese private al settore pubblico; dalla società civile agli operatori dell’informazione e cultura.
Individuare e analizzare criticità, rischi e opportunità costruendo e consultando mappe interattive della sostenibilità per osservare il cammino della transizione, è fondamentale per formulare, o riformulare, strategie a breve e lungo termine dello sviluppo sostenibile, per i popoli e le economie di ogni Paese. 

Conta ciò che si può contare, misura ciò che è misurabile e rendi misurabile ciò che non lo è

Galileo Galilei

Abbiamo individuato alcune mappe della sostenibilità on line, interattive e regolarmente aggiornate, che ci sono parse particolarmente significative e autorevoli per uno sguardo dall’alto sul Pianeta impegnato nella transizione ecologica.

L’EcoAtl@ante di Ispra

L’EcoAtl@nte è la prima mappa della sostenibilità interattiva del patrimonio ambientale italiano. Riunisce informazioni sulla geografia e la storia del nostro territorio, coniugando dati climatici, ambientali e territoriali. Realizzato dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale – Ispra, con i dati raccolti dal Sistema Informativo Nazionale Ambientale – Sina, è la piattaforma consultabile online in cui dati e mappe si combinano per fornire informazioni sulla conoscenza dei temi ambientali in Italia. 

In un formato semplice e ingaggiante, l’EcoAtl@nte offre un complesso e autorevole patrimonio informativo volto a coniugare l’autorevolezza del dato scientifico con una narrazione comprensibile e facile da memorizzare. Una conoscenza strutturata in una efficace story-map, declinata su tre prospettive: Viaggio, Dati e Storie. Tre modalità differenti che rappresentano e raccontano, ognuna a modo loro, le più significative informazioni ambientali del nostro territorio:

  • Il Viaggio: offre all’utente un percorso itinerante per muoversi liberamente alla scoperta dei principali temi ambientali del nostro Paese;
  • I Dati: mappe tematiche interattive consultabili selezionando temi o luoghi specifici;
  • Le Storie: l’impianto grafico, privilegia l’oggettività del dato combinato con lo storytelling.

Dati e mappe possono inoltre essere sovrapposti, per mettere in relazioni epoche e informazioni differenti.

Eco@atlante Ispra
Eco@tlante ISPRA

Cerved: una mappa dello sviluppo sostenibile in Italia

Il Rapporto Italia sostenibile 2021, di Cerved, ha disegnato per la prima volta una mappa della sostenibilità delle province italiane dal punto di vista economico, sociale e ambientale, basandosi su un ampio set di indicatori interni e di fonte pubbliche. 
Il Rapporto Italia Sostenibile 2022 con un approccio analogo, ha elaborato indicatori sintetici di sostenibilità anche per tutti gli altri Paesi europei.

L’evidenza del rapporto mostra il livello di sostenibilità dell’Italia inferiore alla media europea, a causa delle cattive performance economiche e sociali. L’Italia si colloca al XV posto su 29 nazioni nell’indice di sostenibilità generale, con le regioni meridionali che presentano basso livello di sostenibilità. 

L’Indice di Sostenibilità Economica

L’Italia versa in uno stato di debolezza economica dovuta alla stagnazione della produttività e alla scarsa attrattività per gli investimenti esteri. L’Italia appare come l’unica grande economia di mercato che non registra alcun miglioramento della produttività da più di vent’anni. Questo deficit ha impedito la crescita dei redditi e causato tassi di occupazione molto bassi, soprattutto tra i giovani. 
Siamo agli ultimi posti per volumi di investimenti, livello di digitalizzazione e capacità di attrarre investimenti esteri. Tuttavia, rimaniamo attori protagonisti del commercio internazionale: le esportazioni generano ricavi pari al 30% del PIL. 

L’indice di Sostenibilità Sociale

L’indice di sostenibilità sociale colloca l’Italia al di sotto della media europea, con forti divari territoriali confermati anche a livello sociale. Le debolezze derivano soprattutto dall’elevata fragilità delle famiglie, dalla capacità di formazione del capitale umano al di sotto della media europea e da un sistema di sicurezza e giustizia poco efficiente

L’indice di Sostenibilità Ambientale

L’indice di sostenibilità ambientale ci piazza al nono posto, al di sopra della media europea e della Francia, con livelli di inquinamento più bassi e emissioni di gas serra inferiori alla media UE. L’Italia è in linea con l’Europa per i consumi e la riconversione energetica, con un quinto dell’energia consumata che proviene da fonti rinnovabili, mentre i risultati sono decisamente migliori nel caso delle emissioni industriali.

La mappa della sostenibilità italiana

La mappa della sostenibilità delle province italiane evidenzia un ampio divario tra il Nord e il Sud della Penisola.
Milano, Bolzano e Padova sono le province più sostenibili, mentre Siracusa, Vibo Valentia e Agrigento sono le meno sostenibili. L’indice di sostenibilità economica evidenzia la forte spaccatura tra il Nord, il Centro e il Mezzogiorno, con Milano come la provincia economicamente più forte. La sostenibilità sociale è fortemente correlata a quella economica, con il Mezzogiorno che risulta penalizzato soprattutto dai livelli di fragilità delle famiglie e di sicurezza e giustizia. L’indice di sostenibilità ambientale non replica la spaccatura tra Nord e Sud del Paese, con Macerata, Bergamo e Monza Brianza come le tre province migliori.
Le aree metropolitane sono penalizzate da più alti livelli di inquinamento, ma evidenziano risultati migliori in termini di consumi e riconversione energetica.
La capacità di gestire scorie industriali e rifiuti urbani varia notevolmente tra le province, con Treviso, Mantova e Pordenone come le province migliori 

La Mappa dei diritti umani e dei rischi ambientali di Fairtrade

Fairtrade International ha pubblicato nel 2023 la Mappa dei rischi, uno strumento che identifica e visualizza i rischi più importanti sui fronti dei diritti umani e ambientali.

In questo modo, chiunque può individuare le criticità più significative per le comunità e le catene di approvvigionamento di interesse, implementare le responsabilità in merito alla due diligence e, soprattutto, prevenire e mitigare i danni e i rischi. 

La mappa, regolarmente aggiornata, si basa su 26 indicatori chiave e comprende tutti i 129 Paesi in cui opera Fairtrade, con l‘obiettivo di incoraggiare una comunicazione trasparente tra i partecipanti delle filiere e aiutare le aziende a trovare soluzioni efficaci per affrontare i rischi più significativi. 

La mappa prende in esame anche l’Italia e individua, tra i rischi principali: discriminazioni, cambiamento climatico, acqua e biodiversità.

Mappa dei rischi per le filiere agroalimentare di Fairtrade

L’elenco dei nove rischi principali stilato da Fairtrade si basa sulla gravità e la prevalenza degli impatti sulle persone e sull’ambiente, considerando i fattori di rischio legati alle materie prime, geografici e organizzativi:

  • reddito di sussistenza;
  • salario;
  • acqua e biodiversità;
  • diritti dell’infanzia;
  • cambiamenti climatici e deforestazione;
  • non discriminazione;
  • lavoro forzato;
  • diritti di genere;
  • diritti e condizioni del lavoro.

La Mappa offre tre messaggi chiave per il lavoro di due diligence di rivenditori, marchi, produttori e commercianti:

L’atlante Interattivo dell’IPCC

Il secondo volume del Sesto Rapporto di Valutazione dell’IPCC ha messo in evidenza i pericoli e i rischi dei cambiamenti climatici indotti dall’uomo e che stanno causando sconvolgimenti nella natura e colpiscono la vita di miliardi di persone in tutto il mondo. Anche se gli sforzi per ridurre i rischi sono stati fatti, con un riscaldamento globale di 1,5°C, nei prossimi due decenni il mondo affronterà molteplici rischi climatici inevitabili.
Il rapporto evidenzia come i progressi sull’adattamento non siano uniformi ed è sempre più ampio il divario tra le azioni intraprese e ciò che è necessario fare per affrontare i crescenti rischi connessi ai cambiamenti climatici. 
L’Atlante Interattivo (AI) del WGI rappresenta uno strumento per esplorare i dati osservati a livello globale e regionale e le simulazioni di modelli, consentendo analisi temporali e spaziali flessibili delle tendenze e dei cambiamenti nelle principali variabili atmosferiche e oceaniche, indici estremi e fattori di impatto climatico (Climatic Impact-Drivers – CID), come ottenuto da diversi set di dati osservativi e simulati globali e regionali utilizzati nel rapporto.

  • considerare tutti i diritti umani;
  • analizzare le cause alla radice;
  • impegnarsi in un dialogo significativo con le parti interessate.

La Mappa dei Rischi di Sace 

La Mappa dei Rischi di Sace elabora uno scenario di valutazione complessiva dei rischi del credito, i rischi politici e climatici, offrendo una lettura completa, basata su metriche integrate.
Gli aspetti di sostenibilità sono sviluppati in collaborazione con la Fondazione Enel: cambiamento climatico, benessere sociale e transizione energetica.

Mappa de iRischi 2023 di SACE

Ls mappa interattiva è aggiornata annualmente e delinea i profili di rischio in circa 200 mercati esteri, utile per le imprese che esportano e investono nel mondo.

La Mappa dei Rischi 2023 evidenzia la fragile stabilità del contesto economico mondiale, caratterizzato da tre shock di portata straordinaria negli ultimi tre anni: emergenza pandemica; conflitto russo – ucraino con conseguente crisi energetica e alimentare; ritorno dell’inflazione sostenuta e fine delle politiche monetarie ultra-espansive.

Il principale fattore discriminante dei cambiamenti nei profili di rischio è legato ai prezzi delle commodity energetiche e alimentari, impattati dal conflitto tra Russia e Ucraina.
Gli eventi naturali estremi legati al cambiamento climatico generano impatti negativi sugli equilibri socio-economici internazionali.
La necessità di fare fronte a queste problematiche ha dato ulteriore impulso al processo di transizione energetica, diventata una priorità imprescindibile su cui investire per rafforzare la capacità di resilienza e costruire vie di crescita sostenibile.
Gli indicatori di transizione energetica mostrano dunque un parziale miglioramento, trainato dall’indicatore delle rinnovabili.


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