Mary Jane, lago della Florida, fa causa per proteggere se stesso

Prima nel suo genere, questa causa legale vede protagonista un piccolo lago della Florida centrale, minacciato dallo sviluppo edilizio. La contea in cui è localizzato è la prima in USA ad aver introdotto nel proprio Statuto una norma che riconosce i diritti delle acque

Mary Jane è un laghetto: poco profondo, si trova nella Florida centrale vicino a Orlando, in un’area che è un crocevia di zone umide e corsi d’aacqua, a monte delle Everglades.
La sua forma su una mappa, dice la giornalista specializzata in temi ambientali e vincitrice del Premio Pulitzer Elizabeth Kolbert che ne parla sul ‘the New Yorker’, assomiglia un po’ alla testa di una donna di profilo. Dove ci sarebbe la parte posteriore della testa della donna, c’è un parco attrezzato con un parco giochi e tavoli da picnic. Dove ci sarebbe la faccia, ci sono case sparse, con lunghi pontili che traballano sull’acqua. Le persone che vivono lungo Mary Jane amano andare in barca e nuotare e guardare la fauna selvatica. Verso il lato del parco del lago si trova un isolotto, conosciuto come Bird Island, che è favorito dalla nidificazione di garzette e cicogne.

Una descrizione bellissima di un luogo naturale ricco di vita, dove sembra esistere una perfetta coesistenza ed equilibrio tra uomo ed ecosistema.

Ma c’è un ma.

Come la maggior parte del resto della Florida centrale, Mary Jane è sminacciata dallo sviluppo. La contea di Orange, che comprende il lago, la città di Orlando e gran parte di Disney World, è una delle contee in più rapida crescita in Florida, e la Florida è uno degli stati in più rapida crescita della nazione. Lo sviluppo edilizio pianificato per un sito appena a nord di Mary Jane convertirebbe novecento acri di zone umide, pianure di pini e foreste di cipressi in case, prati ed edifici per uffici.

Nel tentativo di proteggersi, Mary Jane ha fatto causa. Il lago ha presentato una causa alla corte statale della Florida, insieme al lago Hart, la palude di Crosby Island, e due torrenti paludosi. Secondo i documenti legali presentati a febbraio, lo sviluppo avrebbe “un impatto negativo sui laghi e sulla palude che sono parti di questa azione”, causando lesioni che sono “concrete, distinte e palpabili”.

Il caso di Mary Jane è uno spartiacque, mai prima d’ora un elemento della Natura ha tentato di difendere i suoi diritti in un tribunale americano e il fatto sta facendo dibattere parecchio, tra posizioni opposte.

In che modo Mary Jane sta facendo causa?

Ovviamente il nodo da sciogliere nel tema dei ‘diritti della Natura‘ è proprio questo: in che modo e per mezzo di chi la Natura o uno dei suoi elementi (un fiume, un lago, un animale, un albero) che non hanno attualmente personalità giuridica e soprattutto sono entità non umane, possono portare avanti un processo?

La questione non deve apparire delirante da risolvere perchè abbiamo numerose situazioni simili risolte benissimo: non è forse vero che società, pubbliche amministrazioni, organizzazioni, enti (tutti dotati di personalità giuridica, quindi titolari di situazioni giuridiche attive e passive) possono fare cause per tutelare i propri interessi? Si nominano dei legali rappresentanti in carne e ossa.

L’avvocato che rappresenta il lago Mary Jane si chiama Steven Meyers, è un avvocato che si occupava di cause di lavoro e infortuni e qualche anno fa ha conosciuto Chuck O’Neal, un ambientalista, imprenditore, politico della Florida molto attivo, direttore del Florida Rights of Nature Network e si è battuto affinchè l’Orange County, attraverso una sorta di referendum poplare, diventasse il più grande comune degli Stati Uniti ad approvare un emendamento del proprio Statuto che riconosce i Diritti della Natura, in particolare i diritti dei corsi d’acqua. Questo ha dato la base giuridica alla causa di Mary Jane.

O’Neal e Meyers insieme hanno affrontato diverse cause, la maggior parte delle quali non sono state dei successi, le lobby d’affari e la cultura anti-ecologista sono molto forti in Usa.

Anche il caso Mary Jane potrebbe seguire la stessa sorte, perchè vede una forte opposizione dell’altra parte in causa, il costruttore del nuovo centro residenziale Beachline South Residential. Un progetto miliardario.

L’avvocato Meyers è consapevole delle difficoltà. “Siamo realistici”, dice alla giornalista. “Stiamo cercando di fare nuove leggi, creare dei precedenti, e questo è sempre difficile. Ma è come disse Michael Jordan: manchi il cento per cento dei tiri che non fai”.

Il riconoscimento dei diritti della Natura è possibile e si raggiungerà anche grazie ad avvocati ostinati.

Leggi l’articolo integrale di Elizabeth Kolbert.

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