Nel giugno di 10 anni fa venne approvata la legge 166/2016, contro gli sprechi alimentari e farmaceutici: l’onorevole Maria Grazia Gadda è stata la principale promotrice di quel testo e, in occasione di questa ricorrenza, guarda con orgoglio a una normativa che sicuramente “ha cambiato la cultura del recupero, ma bisogna fare di più“, come ha recentemente dichiarato.
La legge Gadda ha saputo mettere in rete imprese, istituzioni, terzo settore, ma anche semplici cittadini, ampliando la tipologia delle donazioni: dall’iniziale recupero dei prodotti a lunga conservazione ora è anche possibile ridistribuire molti prodotti freschi. Fra i passi ulteriori da compiere Maria Grazia Gadda auspica sgravi fiscali a chi regala il cibo, a quanti offrono i fondamentali servizi logistici, come pure la possibilità di donare farmaci per la salute mentale.
È necessario che alcune abitudini degli italiani cambino, come emerge dagli ultimi dati dell’Osservatorio Waste Watcher International (febbraio 2026): sprechiamo mediamente più di mezzo chilo di cibo a settimana per persona. Un valore che viene stimato in oltre 7 miliardi di euro l’anno, mentre l’insicurezza alimentare tocca ancora troppe famiglie.
Fra gli attori impegnati a cambiare questa situazione c’è la Fondazione Barilla, nata nel 2009 da un gruppo di esperti di diverse discipline: la sua missione è stata fin dall’inizio quella di rendere la scienza del cibo accessibile a tutti. Non basta infatti la ricerca accademica, ma servono iniziative concrete, traduzione pratica di anni di analisi: ne sono un esempio progetti come “Food Facts” e il “Libro del Risparmio”.
Proprio nel maggio scorso si è concluso a Milano il Grand Tour del Libro del Risparmio, iniziativa itinerante che ha attraversato il nostro paese fermandosi in dieci grandi centri italiani, dopo aver raggiunto oltre 2,5 milioni di persone: per trasformare la lotta allo spreco in un gesto d’arte e consapevolezza quotidiana.
Il progetto si è concretizzato con un’installazione che, tra ingranaggi meccanici e scenografie tridimensionali, propone la scienza della sostenibilità in un’emozione visiva, capace di fermare i passanti nel cuore frenetico delle nostre città.

L’arte di non sprecare: un libro che prende vita
Il cuore pulsante di questo tour è stata l’opera immersiva firmata dal regista e artista visivo Virgilio Villoresi, con la delicata paper art di Mauro Seresini. Un grande libro animato che, nello spazio pubblico, ha raccontato visivamente come piccoli cambiamenti nelle nostre abitudini possano generare un impatto enorme.
In particolare evidenza è stato il QRcode che ho permesso di scaricare il Libro del Risparmio, un volumetto disponibile anche nella versione cartacea: al suo interno sono state raccolte ben 120 azioni concrete per ridurre lo spreco dentro e fuori casa. Una guida che è già entrata nelle abitazioni di oltre 1,6 milioni di persone e che affronta una sfida quanto mai urgente.

“Piccoli gesti possono generare un impatto concreto”, ha sottolineato Paolo Barilla, Vicepresidente di Fondazione Barilla, “non solo per l’ambiente ma anche per il bilancio delle famiglie”. Ed è proprio questo il punto: la sostenibilità non è una rinuncia, ma un valore. Adottare un approccio consapevole in cucina può portare a un risparmio fino a 500 euro all’anno.
Milano, con la sua Food Policy all’avanguardia e l’eredità di Expo 2015, è stata la cornice ideale per chiudere questo viaggio. Una città che solo nell’ultimo anno ha recuperato oltre mille tonnellate di eccedenze, dimostrando che quando le istituzioni e i cittadini collaborano, il sistema alimentare può davvero diventare circolare.
Comprendere il presente e costruire il futuro
L’impegno di Fondazione Barilla non si ferma ai confini nazionali: dietro ai consigli pratici dispensati nelle piazze c’è un importante lavoro di analisi, concretizzato con il Food Sustainability Index (FSI). Sviluppato in collaborazione con l’Economist Impact, questo indice è una vera e propria mappa della sostenibilità che analizza i sistemi alimentari di 78 Paesi attraverso 38 indicatori e quasi un centinaio di sotto-indicatori, che riguardano aspetti ambientali, economici e sociali.
L’FSI non è tanto una classifica, quanto uno strumento per ricercatori, aziende e decisori politici per capire dove intervenire, che si basa su tre pilastri fondamentali che definiscono il nostro rapporto con il cibo:
- Sfide nutrizionali: l’indice analizza il paradosso del nostro tempo, dove denutrizione e obesità convivono spesso nello stesso paese. Mentre nazioni come Giappone e Svezia guidano la classifica per qualità e aspettativa di vita legata alla dieta, altre regioni come il Mali o la Nigeria affrontano sfide drammatiche che colpiscono soprattutto i bambini.
- Agricoltura sostenibile: qui l’attenzione è sull’impatto ambientale (acqua, suolo, aria) e sul benessere animale. Eccellenze come Finlandia ed Estonia dimostrano che la tutela delle risorse naturali va di pari passo con il miglioramento economico delle comunità agricole.
- Sprechi e perdite alimentari: è il pilastro che più da vicino tocca le nostre case. L’analisi rivela che lo spreco è un problema globale, ma gestito in modo diverso: se nei paesi in via di sviluppo le perdite avvengono nei campi o nel trasporto a causa di infrastrutture carenti, nelle nazioni industrializzate il problema è culturale e domestico. In questa specifica classifica, l’Italia brilla al fianco di Canada e Germania, grazie anche a politiche lungimiranti e a un settore privato sempre più attento alle donazioni e al riuso.
Verso una nuova cultura del cibo
Il Libro del Risparmio è nato dalla collaborazione della Fondazione Barilla con la dott.ssa Claudia Giordano e l’Università di Bologna: lo studio che è stato condotto si fonda su approfondite analisi sia nazionali che internazionali, affinché ogni suggerimento e consiglio abbia una base scientifica solida.
Le risorse della terra non sono infinite, perciò la consapevolezza diventa una sorta di ingrediente fondamentale della nostra alimentazione: il successo del Grand Tour sembra indicare che gli italiani siano pronti per questo cambiamento. Probabilmente serve la giusta scintilla per passare dalla teoria alla pratica.
La lotta allo spreco non finisce nelle piazze italiane, ma continua ogni giorno nelle cucine di ogni famiglia: gli insegnamenti e i consigli della Fondazione Barilla ci ricordano che mangiare bene significa voler bene a noi stessi e al pianeta che ci ospita.
Nell’immagine di copertina Virgilio Villoresi, Maria Chiara Gadda e Nicolò Corradi della Fondazione Barilla








