Viaggi d’affari, le aziende italiane pronte a essere più green

Il post-Covid è il momento giusto per cambiare

L’emergenza Covid-19 ha fermato il mondo per circa tre mesi. La mobilità alla quale eravamo abituati (viaggi d’affari e di piacere) si portava dietro un pesante impatto ambientale, prova ne è stato un immediato ed elevato miglioramento della qualità dell’aria anche oltre il 50% a seguito del lockdown.

Questo ha risvegliato la sensibilità ambientale e ci ha dato modo di riflettere su come affrontare il tema della mobilità e dei viaggi nella nuova normalità.

Nel periodo del lockdown molte persone hanno continuato a lavorare in modalità smart working e questo ha dato modo alle aziende di verificare che ‘si può fare’: i dipendenti e collaboratori lavorano con senso di responsabilità e rendono anche di più perché si organizzano secondo i propri ritmi e routine.

Molte aziende continueranno così e ci sarà meno pendolarismo. Ma molti viaggi di affari sono già ricominciati e continueranno in futuro. Ma c’è un modo sostenibile di viaggiare anche in ambito business? Le aziende sono disposte magari a sacrificare qualcosa in nome della sostenibilità?

La risposta è , e sembra che proprio le aziende italiane siano tra le più sensibili a questo tema.

Una recente ricerca (Corporate Travel Sustainability Index di SAP Concur) condotta in 12 Paesi europei intervistando 2.450 travel manager e 2.000 viaggiatori d’affari, ha rivelato che la maggior parte delle aziende sta cercando di implementare scelte sostenibili per quanto riguarda i viaggi d’affari, ma evidenzia che c’è molta confusione sul tema e c’è anche, evidentemente, un’offerta di turismo sostenibile poco strutturata e quindi poco adatta ad essere gestita nell’ambito aziendale.
Dalla ricerca emerge anche che le aziende italiane (82%) sono le più consapevoli di dover apportare un cambiamento in materia di viaggi green, seguite da Spagna (79%), Paesi Nordici e Francia (78%), Regno Unito (76%), Benelux (74%) e Germania (62%).

Passando alla pratica però, solo il 20% delle imprese italiane è sicuro di essere riuscito ad adottare modalità e stili di viaggio più sostenibili. A riguardo, le più virtuose sono le aziende francesi (32%), mentre c’è ancora molta incertezza nei Paesi Nordici (17%), in Spagna (15%), Benelux (14%), UK (12%) e Germania (8%).

Secondo i risultati del sondaggio, un quarto (25%) dei Travel Manager in tutta Europa ritiene che organizzare viaggi aziendali sostenibili richieda un grande sforzo, ma la pensano diversamente i manager finanziari: solo il 10% dichiara che sia necessario un forte impegno. In realtà, secondo quanto dice questa ricerca, ciò che serve alle aziende per essere più sostenibili anche in relazione ai viaggi è riassumibile in due elementi: la volontà precisa di andare in questa direzione da parte di chi guida l’azienda (l’imprenditore e il top management) e il digitale, una leva che permette di rendere tanti processi meno ‘inquinanti’.

Per esempio, per quanto riguarda il digitale, basta pensare al fatto che servono processi digitali per raccogliere e organizzare i dati così da capire e monitorare le proprie scelte sostenibili.

In Italia il 39% dei travel manager ha dichiarato di non disporre di dati o informazioni in grado di fornire un quadro accurato dell’impatto dei loro viaggi aziendali.

“Il momento attuale sta portando molte aziende a una ridefinizione dei processi. In Italia molti clienti per gestire il “new normal” avranno bisogno di sistemi e modalità differenti rispetto al pre-COVID: più digitali e quindi più scalabili in ottica di smart working, ma anche più sostenibili. Lo studio SAP Concur, da sempre attenta a questo tema, evidenza come il nostro Paese, che in passato ha segnato un po’ il passo sul tema della sostenibilità,  possa cogliere la riapertura come momento per innovare sul digitale, ad esempio eliminando la carta dai processi di gestione spesa o creando dei sistemi di incentivazione legati alla sostenibilità delle trasferte” conclude Gabriele Indrieri, Country Manager per Italia, Malta e Grecia di SAP Concur.

La ricerca completa è consultabile qui

Photo by bruce mars on Unsplash

PIù POPOLARI

foamflex200

Foamflex200, la spugna innovativa mangia-petrolio

L'invenzione è tutta italiana: Test1, società innovativa con sede a Brescia, impegnata nello sviluppo di materiali e sistemi innovativi per la tutela ambientale, ha...
ride to school

Ride to school, l’Istituto Vallauri di Fossano premia la mobilità sostenibile

Sono numerosi i ragazzi che si recano a scuola in bicicletta. Sono pochi invece i docenti. Gli uni e gli altri, però, non avevano...
australia cambiamento climatico

Australia, finalmente una legge per il clima

Un passo storico per l'Australia, fino a oggi una delle nazioni più restie a prendere impegni precisi per il clima nonostante abbia tra i...
patagonia

Patagonia, il Pianeta Terra è il nostro unico azionista

La società di abbigliamento outdoor, da sempre etica e impegnata nella salvaguardia ambientale, compie il gesto estremo: il suo fondatore Yvon Chouinard ha ceduto...
Lucca

Il progetto europeo IN-HABIT: Lucca smart city a misura di animale

All’interno del progetto europeo Horizon 2020, IN-HABIT vuole trovare soluzioni innovative per promuovere salute e benessere inclusivi. Il progetto pilota riguarda quattro città europee...