Warner Bros., i due approcci DEI nell’era post-Trump

In US la Warner Bros. ha eliminato i termini "diversità" ed "equità" dal lessico ufficiale. In Italia, invece, lancia una campagna mediatica contro gli stereotipi di genere

Lo scenario globale sui temi della diversità e dell’inclusione, che ha fatto seguito all’elezione di Trump, sta generando strani effetti. Succede per esempio, che grandi imprese come la Warner Bros. Discovery (WBD) siano costrette a percorrere strade molto divergenti in Europa e Stati Uniti, riflettendo le diverse realtà politiche e culturali dei rispettivi mercati.

In Italia: un impegno strutturato contro gli stereotipi di genere

Dall’8 marzo 2025, WBD Italia in collaborazione con Differenza Donna, associazione impegnata nella lotta contro la violenza maschile sulle donne, ha lanciato una campagna mediatica contro gli stereotipi di genere, che si avvale tra l’altro di testimonial noti come come Gabriele Corsi, Francesco Panella e Katia Follesa. La campagna è inserita nel progetto “Educazione e Gender Gap” avviato nel novembre 2023, e va oltre le celebrazioni simboliche come la Giornata Internazionale della Donna, puntando a un cambiamento culturale profondo. Attraverso testimonianze, di persone comuni e famose, e contenuti informativi distribuiti su tutti canali del gruppo e dei partner commerciali, per scardinare alcuni pregiudizi rispetto appunto al genere. Ad esempio, si intende far emergere le dinamiche che influenzano il percorso di crescita di bambine e bambini, promuovendo una riflessione approfondita sull’importanza di un’educazione priva di condizionamenti limitanti, quale leva strategica per la costruzione di una società più equa, inclusiva e orientata alla valorizzazione del talento di tutte e tutti, senza discriminazioni di genere.

“L’obiettivo è costruire un futuro dove le differenze siano valorizzate e mai usate per ghettizzare,” si legge nel comunicato ufficiale, sottolineando l’importanza di liberare le nuove generazioni da “gabbie patriarcali”.

Intanto, negli Stati Uniti: un ridimensionamento delle iniziative DEI

Nel frattempo, negli Stati Uniti, WBD ha apparentemente ridotto le sue iniziative DEI (Diversity, Equity and Inclusion) nei mesi successivi all’elezione presidenziale. Dopo l’insediamento di Donald Trump a gennaio 2025, diverse aziende americane hanno rivisto le proprie strategie in questo campo (ma non tutte), in risposta a un clima politico meno favorevole e a crescenti critiche conservative verso i programmi di diversità aziendale.

Warner Bros. Discovery USA ha ridimensionato il proprio dipartimento DEI, riorganizzando le risorse e integrando alcune funzioni in altri reparti. Le comunicazioni aziendali hanno progressivamente abbandonato termini come “equità” e “diversità” a favore di un linguaggio più neutro incentrato su “inclusione” e “talento”.

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Adattamento strategico o doppio standard?

Questa divergenza solleva interrogativi sulla coerenza dei valori aziendali di WBD a livello globale, si tratta solo di un cambiamento di linguaggio o di un un adattamento strategico opportunistico ai diversi contesti socio-politici?

Come si può leggere in questo report DEI del 2023, quando diceva ‘Diversity isn’t just a mantra‘, negli ultimi anni il gruppo WBD, forse il più importante al mondo nella produzione di contenuti di intrattenimento, aveva fatto molte cose per portare avanti politiche DEI non solo nei propri team ma nelle proprie produzioni.

Oggi, resta da vedere se il contrasto tra l’approccio italiano, che affronta direttamente stereotipi e discriminazioni di genere, e quello americano più cauto e ridimensionato, troverà un giusto equilibrio per rimanere credibili agli occhi dei dipendenti e dei consumatori sempre più attenti all’autenticità dell’impegno sociale delle aziende.

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