WeGlad: i gladiatori che combattono per l’inclusione

Una mappa urbana interattiva per individuare le barriere architettoniche: un database prezioso da condividere per intervenire e migliorare la qualità della vita della comunità, nessuno escluso

WeGlad è un’app open source, creata da Petru Capatina e Paolo Bottiglieri, che si propone di mappare le barriere architettoniche dei centri urbani per offrire indistintamente a tutta la popolazione di vivere la città allo stesso modo. Un progetto a vocazione sociale, che promuove una maggior collaborazione e responsabilità dei cittadini, affinché le città possano essere alla portata di tutti, senza esclusioni.

Barriere Architettoniche, Peba e Pnrr

A 35 anni dall’approvazione della legge finanziaria n. 41 del 1986 che introdusse l’obbligo per i Comuni di elaborare i Peba – Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche -, nel novembre 2021 la Regione Lombardia ha deliberato le Linee guida regionali, fornendo un supporto metodologico per accompagnare i Comuni nella predisposizione e adozione di questi Piani e contribuendo a diffondere la cultura e le competenze necessarie alla redazione di progetti per una città accessibile a tutti. Secondo il censimento dell’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (Anci), infatti, il 94% dei Comuni lombardi non era dotato di un Peba e tra quelli che lo erano, il 75% non aveva realizzato le opere o le aveva realizzate solo in parte.

Con l’approvazione del nuovo documento di indirizzo, i Piani per l’abbattimento delle barriere architettoniche sono stati sostituiti da Piani per ripensare gli spazi, gli edifici e i servizi pubblici in chiave inclusiva, con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita della comunità. La Regione Lombardia ha incentivato le amministrazioni locali a dotarsi di questi piani legandone l’approvazione alle richieste di fondi del PNRR, affermando che “I Comuni lombardi che non si doteranno dei PEBA non potranno accedere ad alcuni bandi e finanziamenti regionali e vedranno ridotti i contributi nazionali dei fondi legati al PNRR relativi ad opere pubbliche e di messa in sicurezza degli edifici e del territorio”.

Questa spinta della Regione Lombardia sta ispirando anche altre regioni e amministrazioni italiane, e la spesa dei fondi europei si sta trasformando in una reale opportunità per un’economia sostenibile e inclusiva.

WeGlad: una community per l’accessibilità

Nessuno lasciato indietro” è uno degli impegni dichiarati dalle Nazioni Unite sull’Agenda 2030. L’accessibilità è un modo di investire nella società come parte integrante del programma di sviluppo sostenibile. Le linee guida accolgono non solo il dettato normativo sul superamento delle barriere e la progettazione accessibile, ma indirizzano verso una visione più ampia, partecipata e coordinata, mettendo al centro la dimensione sociale degli spazi, per consentire la fruizione di ambienti, prodotti e servizi alla più ampia pluralità di soggetti, diversi fra loro per capacità percettive, motorie e cognitive.

The Good in Town ha incontrato Petru Capatina, CEO WeGlad, per spiegarci come nasce e si sviluppa il percorso, reale e virtuale, di WeGlad:

L’urbanistica, per millenni, è stata creata a immagine e somiglianza delle persone normodotate (scale, inclinazioni ripide, ecc), questo tutt’ora caratterizza strade ed edifici, escludendo persone con difficoltà motorie dalla mobilità, danneggiando l’autonomia e la libertà. Ci sono stati adattamenti, norme e lavori per rendere gli spazi più accessibili ed inclusivi, ma siamo lontani da una soluzione. Oggi ci sono fondi anche da PNRR per la risoluzione, ma senza i piani non si sa cosa ristrutturare. L’iniziativa WeGlad interviene per rendere noto quello che non lo è, aiutando anche le città ad avere un’idea più chiara e oggettiva sulla propria salute urbana.”

WeGlad, Società Innovativa e Benefit, si occupa di innovazione sociale, stakeholder engagement, divulgazione e formazione in ambito Diversity & Inclusion, con particolare focus sulla Disabilità.

WeGlad significa Welcome Gladiator (Benvenuto Gladiatore), ed è riferito a tutte le persone con difficoltà motorie, che ogni giorno combattono nell’Arena della Vita contro difficoltà che non hanno scelto. Il team vuole sostenere e combattere con loro, e ne sono felici: We’re Glad.

“WeGlad” è anche l’app e la community sviluppata per mappare l’accessibilità di strade e locali per persone con difficoltà motorie. L’idea fondante è quella di rinnovare l’umanità attraverso l’inclusione.

I gladiatori di WeGlad: ‘Siamo una comunità di combattenti propositivi, siamo guardiani dell’inclusione e ci sforziamo di rendere questo mondo veramente accessibile. Combattiamo nell’Arena della Vita contro difficoltà che non abbiamo scelto: non abbiamo scelto come nascere, non abbiamo scelto l’assetto del nostro pianeta o la sua urbanistica, ma possiamo scegliere di sistemare le cose.
Troppe cose non funzionano bene per noi, per questo siamo qui per guidare il cambiamento.

Petru, ci spieghi come funziona l’app?

“WeGlad è un Open Social Navigator che semplifica la mobilità e l’autonomia delle persone con difficoltà e disabilità motorie puntando a fornire dati oggettivi e trasparenti in termini di accessibilità legati a strade, trasporti e locali, mettendo in rete una community di persone con difficoltà simili e volontari digitali, su cui applica la gamification per rendere la raccolta dati un “gioco sociale”. Gli utenti possono andare da un punto A ad un punto B evitando le barriere architettoniche, consultare facility d’interesse tramite dati visuali, contribuire con ulteriori dati, interagire e chiedere aiuto alla community. Per mappare un ostacolo occorrono 15 secondi, per un locale al massimo un minuto. Si sceglie la categoria dell’ostacolo (gradino, terreno irregolare, scala, parcheggio fuori norma, lavori in corso, ascensore stretto, ascensore non funzionante), si scatta una foto e si conferma. Nel caso dei locali, se una zona non è aperta, ad esempio un salone o una terrazza, altri utenti in un momento successivo possono aggiornare la scheda del posto con i dati mancanti.”

Come procede il vostro progetto?

“Abbiamo iniziato con Torino, la nostra città natale, con oltre 3000 mappature, e Milano con oltre 6000, oltre a circa 1000 mappature sparse principalmente tra Roma e Firenze. Le principali barriere sono gradini, buche, rampe ripide, terreni sconnessi e parcheggi abusivi, con uno dei principali problemi rappresentati dai monopattini o bici in sharing spesso abbandonati in modo da bloccare la mobilità. Numerosi sono anche gli attraversamenti pedonali con gradino, e ciò significa dover fare il giro dell’isolato per andare oltre; purtroppo spesso viene data più importanza alla bellezza di una gradinata romana che non alla possibilità di una persona con difficoltà motorie di accedere e visitare un tempio antico.

Oggi, a favorire l’implementazione dei PEBA, c’è anche un sostanzioso budget PNRR e WeGlad si vuole porre come strumento utile per accedervi. Ad esempio, abbiamo realizzato un progetto con Federdistribuzione, coinvolgendo insegne come Esselunga, Carrefour, Pam, Bennet, Zara e Kasanova che si sono sfidate per quattro mesi. Il nostro intervento nelle imprese inizia con un’attività di sensibilizzazione attraverso corsi di formazione esperienziali, una fase di team building fino al vero e proprio Mappathon.

Quale impatto pensate di generare con questa iniziativa?

L’impatto tangibile è legato a tutti i dati sull’accessibilità che raccoglie, che sono oggettivi e granulari, alla mobilità delle persone con difficoltà motorie che viene sbloccata nel momento in cui ci sono informazioni di luoghi e percorsi, abilitandoli a una vita decisamente migliore. Evita infortuni agli utenti mostrando gli ostacoli su strada, anche causa di morti ogni anno, e accoglie nella sua community eterogenea e non ghettizzante individui sensibili che partecipano all’ampliamento dei dati, diffondendo la consapevolezza dell’inclusione e fornendo uno strumento diretto per chiedere aiuto. Abilita il settore privato, pubblico e terzo settore tramite operatività e framework a collaborare per un obiettivo di ordine superiore. Il Mappathon di Milano, è stato solo un progetto pilota per far capire la potenza di fuoco di un territorio, se reso protagonista. Adesso ci stiamo preparando ad eseguire dei Mappathon su grande scala, l’obiettivo è mappare tutta la nazione e scalare la soluzione all’estero. Siamo convinti che le persone vogliano fare del bene e WeGlad glielo consente con semplici click”.

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