Uomo e api: Paola Di Feo ci racconta le oasi apistiche

Bee It, attraverso la vendita di cosmetici sostenibili realizzati dal miele, permette alle stesse api di partecipare alla propria salvaguardia

Bee It è una società benefit nata con la missione di ricavare fondi per la creazione di oasi apistiche, attraverso la vendita di cosmetici sostenibili.

Le oasi apistiche sono il luogo ideale per il benessere e la riproduzione delle api, e dunque un luogo ideale per la tutela e la rigenerazione di biodiversità, di cui le api sono le regine.

Generalmente si tratta di terreni sottratti alle monocolture ed ai pesticidi, per essere restituiti alla loro funzione primaria.

La squadra di Bee It semina fiori e piante nettarifere che rigenerano il terreno, assorbono Co2, abbassano il riscaldamento terreste favorendo l’inserimento di nuove famiglie di api/impollinatori e la loro naturale riproduzione. Il tutto servendosi della preziosa collaborazione con agronomi ed apicoltori territoriali. Paola Di Feo, fondatrice di Bee It, ha scelto di puntare sul verbo essere, “to be”, perché ha preso a cuore le Persone per quello che sono e l’Ambiente per il valore che rappresenta; le api, lo sappiamo, sono fondamentali per entrambi: to be e bee, sono due concetti esistenzialmente e strettamente collegati.

Con la sua mission, Bee It vuole diffondere un messaggio importante: ogni giorno siamo in grado di essere felici se prendiamo la decisione di ESSERLO! BEE IT!

Abbiamo incontrato Paola Di Feo, la fondatrice, per chiederle di raccontarci la sua storia e quella di Bee It.

“Da sempre sono attenta all’ambiente ed alle azioni etiche volte alla sostenibilità. – esordisce. “Inoltre, ho sempre creduto fortemente nel potere della connessione tra le persone. Un concetto che oggi è molto attuale nelle realtà aziendali e sociali, ma che da sempre rappresenta per me un valore primario. Da soli siamo niente, ma insieme possiamo raggiungere l’impossibile e renderlo possibile”.

Come nasce Bee It?

“Bee It nasce proprio dal desiderio di abbracciare e legare due mondi: l’ambiente e l’uomo, creando un progetto che rigeneri terreni, territori e le comunità che li vivono, tuteli la biodiversità e ri-avvicini le persone alla natura.

Ho conosciuto la realtà delle aziende Benefit e B Corp nel 2016 e da allora le seguo e studio come esempi virtuosi da seguire, e valori da cui prendere esempio. Oggi, che siamo una società benefit, per me è come un sogno che si realizza. Con grande gioia e soddisfazione, vedo che l’Italia intera si sta muovendo e aumenta il numero di aziende che si impegna nella direzione della certificazione ambientale e si approccia con impegno al mondo della sostenibilità.

Una direzione di cui beneficia e beneficerà l’intera umanità, ma che per poter essere davvero efficace deve assumere piena consapevolezza, deve assumere una dimensione “viscerale”, ossia non dettata da mode o passioni transitorie, ma guidata da un vero credo, concreto e reale.

Essere società Benefit o B Corp è una responsabilità verso la società, un impegno serio che deve essere perseguito ogni giorno, in ogni azione”.

A proposito di impegno, quali diversi ruoli hanno oggi cittadini, aziende e istituzioni nel cammino verso il futuro sostenibile?

“Come dicevo, ciò che sopra ogni cosa conta è che deve essere un ruolo attivo, sentito e reale. Ambiente, cittadini ed istituzioni sono e, a mio avviso, dovranno essere sempre più compatti e alleati: un unico fine, diverse strategie per perseguirlo, tutte complementari e collegate.

I cittadini stanno prendendo sempre più coscienza che le azioni di oggi si rifletteranno sul domani. Le aziende rappresentano il vero traino, sia in termini di sensibilizzazione interna, collaboratori e stakeholder, che in termini di comunicazione esterna, verso i media e le istituzioni, con funzione mobilitante.”

In che modo le aziende, anche internamente, possono costruire sostenibilità per sensibilizzare la popolazione?

“Le aziende sono il vero motore, il vero volano del cambiamento. I valori della vision e della mission di una società si riflettono nei propri collaboratori che ne “sposano” la causa e – di conseguenza – interiorizzano i valori, riproponendoli nella vita privata e in quella professionale. Famiglia, amicizie, collettività, diventano catene virtuose di trasmissione valoriale.

Una catena del valore, non di prodotto, ma di idee e azioni etiche per il bene globale. Ovviamente un aspetto mai trascurabile è quello economico, senza il quale non è possibile attivare nessun processo. Le aziende Benefit / B Corp sono pur sempre aziende profit, ma nel proprio statuto inseriscono una promessa, un’attenzione speciale per le Persone ed il Pianeta: si intende distribuire o impiegare una parte del ricavo in azioni concrete che portino un bene per l’ambiente e la comunità e che possano essere di esempio ed ispirazione per tutti. Esempi ispirazionali.”

Governance, dipendenti, comunità, clienti, ambiente, i 5 ambiti valoriali delle società certificate Benefit. In che modo li portate avanti?

“Penso che i 5 ambiti valoriali siano tutti strettamente interconnessi tra loro. Bee It è nata con lo scopo preciso per ricavare fondi per la creazione di oasi apistiche, attraverso la vendita di cosmetici sostenibili. Per questo motivo ha un preciso focus puntato sull’ambiente e sulla comunità. Ma stiamo lavorando molto anche sulla formazione, interna e per il pubblico, tra didattica e giornate esperienziali in oasi. Coinvolgiamo anche scuole e comuni con iniziative per nuovi progetti green e progetti di economia rigenerativa.

L’obiettivo 15, dell’Agenda 2030 Onu, si prefigge di proteggere, ripristinare e promuovere l’uso sostenibile degli ecosistemi terrestri, gestire in modo sostenibile le foreste, contrastare la desertificazione, arrestare e invertire il degrado dei suoli e fermare la perdita di biodiversità. Noi partiamo da qui per dare il nostro contributo”.

Il mondo delle api è un ecosistema cruciale per l’equilibrio dell’ecosistema. Non siete l’unica iniziativa, fortunatamente che si sta movimentando in questo senso. Quale secondo voi il livello di sensibilizzazione comune per la tematica e quali i progressi che si stanno facendo?

“L’attenzione al mondo delle api è meravigliosamente in crescita. E per me questo è un successo. Rispetto a qualsiasi altro animale, l’ape – attraverso il suo prezioso lavoro di impollinazione – genera il 70% del cibo sano che mangiamo. Un passaggio di estrema importanza per la sopravvivenza dell’intera umanità.

Cambiamento climatico, assenza delle stagionalità con fioriture completamente scomparse, urbanizzazione e cementificazione, agricolture intensiva con monocolture ed assenza della rotazione dei campi, pesticidi aggressivi ed ora anche la siccità, sono le principali cause della loro scomparsa.

Aumentano i limiti e le sanzioni sull’utilizzo dei pesticidi, molte aziende scelgono alternative meno tossiche, le istituzioni stanno finalmente emettendo norme e decreti a tutela dell’ambiente in diversi campi, e soprattutto sta crescendo la consapevolezza diffusa dell’emergenza ambientale e la partecipazione popolare alla cultura della sostenibilità.

Bee It è nato come progetto concreto. Non è il solo, e sicuramente ce ne vorrebbero molti e ancora di più! Noi costruiamo e ricostruiamo l’habitat ideale per la biodiversità, e per farlo abbiamo trovato una via originale: vendere i prodotti delle api stesse, per farle partecipare alla costruzione delle loro stesse case-oasi.”

Come stanno andando i vostri progetti? Quali i vostri progetti futuri di implementazione nella direzione della transizione ecologica?

“A un anno dalla sua nascita, tutta la squadra di Bee It è estremamente soddisfatta: siamo riusciti in pochissimo tempo ad ottenere grande visibilità, premi e riconoscimenti: alla fiera Sana, al Festival del Cinema di Venezia, da importanti aziende distributive e con collaborazioni prestigiose come con il maestro Iginio Massari.

Tutti elementi che ci hanno permesso di crescere e diffondere meglio il messaggio di cui ci facciamo portatori. A oggi siamo arrivati già a 6 oasi apistiche e per il futuro, altre sono in apertura. Inoltre, altre collaborazioni importanti si stanno concretizzando, così come nuovi progetti in canali sempre più diretti al consumatore, perché alla fine, lo sappiamo, è il consumatore il vero protagonista del cambiamento.”

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