Fare la spesa sostenibile sarà più facile con Mugo

Creare la prima generazione a impatto zero sul clima: la società Mugo nasce con questo obiettivo e per raggiungerlo sta ideando diversi strumenti utili ad aziende e consumatori. Nella Giornata della Terra ne parliamo con il suo fondatore Benedetto Ruggeri.

Quante volte facendo la spesa ci chiediamo ‘quale sarà l’impatto ambientale di questo prodotto?’. Oggigiorno nelle etichette troviamo sempre più informazioni che ci guidano nelle scelte, e molte altre le possiamo dedurre da come il prodotto si presenta nel confezionamento, dalle certificazioni esposte nella confezione. Ma per la maggior parte dei prodotti, le informazioni sulla sostenibilità sono scarse, vaghe, e lasciano aperte domande: che ne sappiamo, per esempio, dell’impatto climatico di un pacco di pennette, di una scatoletta di tonno, un detersivo, un sapone?

Per celebrare la Giornata della Terra, approfondiamo questo argomento parlando con Benedetto Ruggeri, fondatore e amministrato di Mugo, una società innovativa nata per aiutare le persone e le aziende a passare dalla preoccupazione per il cambiamento climatico all’azione per contrastare il cambiamento climatico. Siamo nell’ambito, quindi, della famosa Climate Action indicata dall’obiettivo 13 della Agenda 2030.

Benedetto Ruggeri ha 31 anni, è laureato all’Università Commerciale Luigi Bocconi di Milano e all’IIMA (India), animo green, ha molto a cuore il tema della sostenibilità e del cambiamento climatico. Prima di ‘mettersi in proprio’ ha lavorato per società internazionali di consulenza nella sostenibilità, e ha maturato nel tempo la convizione che per ‘creare la prima generazione a impatto zero sul clima’ (che è diventato l’obiettivo della società), e aiutare le persone a compiere scelte sostenibili negli acquisti e nel proprio lifestyle, servissero informazioni e strumenti adeguati.

Benedetto Ruggeri, fondatore di Mugo

“Con Mugo Retail – uno dei servizi che abbiamo appena lanciato – il nostro obiettivo nel commercio è dare ai consumatori le informazioni che permettono di fare delle scelte migliori e più coerenti con i propri valori. Come lo facciamo? Mettendo a disposizione dei retailer (grande distribuzione e ecommerce) un software che permette loro di offrire alla clientela una diversa esperienza di acquisto più sostenibile. Consente infatti di stimare e comunicare in tempo reale ai consumatori le emissioni generate dai prodotti scelti. – Ci dice Benedetto Ruggeri. “Oggi c’è una discrasia tra quello che si vorrebbe fare e quello che si riesce a fare: 9 persone su 10 dicono di voler vivere secondo uno stile di vita a basso impatto ambientale, ma solo 3 di loro riescono a fare ‘qualcosa’. C’è un evidente divario, che noi vogliamo colmare, dando alle persone la possibilità di comprendere e fare delle scelte informate. Oramai non c’è più un problema di attenzione al tema della sostenibilità, anzi è molto alta, c’è il problema di tradurre in pratica, perchè mancano gli strumenti che permettano a tutti noi consumatori di fare delle scelte responsabili”.

Da climate change a climate action grazie alla tecnologia

Il progetto di Mugo è quindi quello di mettere la tecnologia al servizio della causa climatica. Mugo è un’azienda tecnologica a cui abbina dei servizi. Vediamo meglio come funziona.

“Con Mugo Retail vorremmo idealmente raggiungere tanti settori commerciali, la grande distribuzione è un buon punto di partenza perchè ci permette di arrivare a tante persone. I nostri clienti diretti sono altre aziende: il supermercato, l’ecommerce, le società di consulenza o fornitori di tecnologie per questi commerci, ma il nostro scopo è arrivare attraverso di essi al consumatore finale.

La nostra tecnologia si integra con quelle già esistenti e utilizzate nel commercio, in questo modo ne facilitiamo l’adozione. Per esempio, nella grande distribuzione il nostro pezzetto di tecnologia andrebbe a far parte di tutto il sistema informatico che segue il cliente nell’acquisto dei prodotti, misurando la carbon footprint (impatto climatico) di qualunque prodotto a scaffale.

La sostenibilità dei prodotti acquistati viene mostrata poi sullo scontrino e nell’area utente dell’app del punto vendita, dando la possibilità al consumatore di modificare le proprie abitudini d’acquisto.

Col tempo potremmo arrivare anche al salumiere sotto casa, magari con un prodotto diverso. Oggi ci concentriamo su Gdo e Ecommerce, integrandoci nei loro sistemi. Stiamo già ragionando con diversi importanti gruppi, sono tutti interessati, anche perchè le statistiche dicono che categorizzando un prodotto come ‘climate friendly’ (amico del clima) le vendite come minimo raddoppiano. Le persone preferiscono comprare prodotti sostenibili”.

Mugo invita tutte le persone a fare delle scelte responsabili che possono aiutare il clima.

Dal prodotto climate friendly all’acquisto climate friendly

Amazon, ormai il più grande negozio al mondo, ha circa 200.000 prodotti di 10.000 marchi diversi (dalla bellezza all’elettronica) che rientrano nella categoria Climate Pledge Friendly. Sembrano tanti, ma sono una minima parte rispetto agli oltre 12 milioni di prodotti a catalogo presso il rivenditore online. Questo perchè è difficile diventare un prodotto green.

“I prodotti climate friendly all’origine, cioè creati con processi e materie prime completamente sostenibili, sono i più belli, ma sono una minima parte ancora. – spiega ancora Ruggeri. “Quindi come facciamo a fare una spesa sostenibile? Passando dalla ricerca del prodotto climate friendly, all’acquisto climate friendly, che si fa inserendo la possibilità di compensare per neutralizzare l’impatto climatico. E’ una cosa che possiamo fare solo se si riesce a stimare l’impatto climatico di un prodotto e quindi degli acquisti, senza misurare non si può nemmeno compensare”.

Nel sistema Mugo, il consumatore che fa la spesa al supermercato può decidere, per esempio, di utilizzare i punti fedeltà accumulati per compensare l’impatto climatico del proprio carrello, magari direttamente dalla propria App del retailer.

Cosa significa compensazione

Quando si parla di ‘compensazione’ ci si riferisce alla possibilità di bilanciare le emissioni di CO2 generata da una qualsiasi attività, (per stare al nostro caso, la produzione di un prodotto, il consumo, l’acquisto) attraverso il sostegno a progetti, opportunamente realizzati e certificati, che generano crediti di carbonio. Progetti che catturano o assorbono la CO2, come la piantumazione e gestione di foreste e alberi; oppure che compensano le emissioni prodotte in un settore riducendole in un altro, ad esempio attraverso progetti di energia rinnovabile.

“Noi in Italia lavoriamo con due partner che si occupano di cattura della CO2 attraverso foreste, utilizzando gli standard più alti di carbon credit che si possono avere in Italia, sono WOWnature in Val di Fiemme (TN) e la onlus Phoresta con la Riserva naturale Regionale Monterano. A livello globale siamo i primi partner in Italia di un’azienda che si chiama Patch che ci da accesso a un portfolio di decine di progetti per la compensazione in tutto il mondo, sia nature based, ossia di gestione forestale; sia tech based, come rinnovabili, di efficientamento energetico sia carbon capture storage

La tecnologia di Mugo

La tecnologia dietro un servizio come Mugo è abbastanza complessa, non è semplice calcolare l’impatto climatico di tanti prodotti. Un lavorone, per il quale servono moltissimi dati e procedimenti informatici (algoritmi) che analizzano e rielaborano quei dati trasformandoli in una informazione significativa.

“Come calcoliamo l’impronta climatica? La nostra stima si basa su milioni e milioni di dati scientifici raccolti su database pubblci e privati di Life Cycle Assessment (LCA: una metodologia analitica e sistematica che valuta l’impronta ambientale di un prodotto o di un servizio lungo il suo intero ciclo di vita, ndr.). Tutti questi dati sono stati integrati nei nostri algoritmi e sono il punto di partenza per le nostre analisi. Ci abbiamo lavorato oltre un anno a trovare dati e renderli machine readable, ossia poterli far leggere dal nostro algoritmo. Ovviamente non abbiamo finito perché dobbiamo far crescere il numero di categorie di prodotto. Il nostro obiettivo è ampliarle e renderle sempre più precise, magari inserendo anche i prodotti di marca e permettendo quindi un confronto tra di essi”.

Attualmente Mugo ha già categorizzato circa 3000 categorie di prodotto di largo consumo, ma questo numero è destinato a crescere per essere ancora più efficace e precisa la misurazione della carbon footprint della nostra spesa.

Sul sito di Mugo puoi trovare maggiori informazioni e anche calcolare la tua personale carbon footprint, scoprirai cose inaspettate.

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