C’è un filo sottile che unisce l’arte circense, la terapia e l’inclusione sociale: un filo che Francesco Boni, artista di Livorno, ha saputo afferrare e trasformare in una vera e propria missione di vita. Specializzato in “giocoleria funzionale“, Boni, attraverso l’associazione Self Aps, sta portando in tutta Europa un approccio innovativo che utilizza palline, cerchi e clave non solo per intrattenere, ma per stimolare, riabilitare e, soprattutto, coinvolgere.
Questa attività, che potrebbe apparire una sfida ambiziosa e pure un po’ azzardata, va oltre lo spettacolo, per diventare uno strumento concreto di benessere e crescita personale per le persone con disabilità.
A prima vista potrebbe sembrare un semplice gioco, ma dietro la giocoleria funzionale si cela un metodo strutturato: “non siamo fisioterapisti”, spiega Francesco Boni, “ma andiamo a operare dal punto di vista neuro cognitivo”. Tale metodo ha profonde implicazioni su quelle funzioni del cervello che riguardano abilità mentali come la memoria, il linguaggio, la capacità di attenzione
È un approccio che si concentra sullo sviluppo di abilità essenziali come la coordinazione, il ritmo, la capacità di mettere i movimenti nella giusta sequenza e la ripetizione del gesto motorio. “L’obiettivo non è la perfezione acrobatica”, continua Francesco, “ma il processo di apprendimento stesso, che stimola l’ambidestrismo e la comunicazione tattile non verbale”.
Riprogrammare la mente attraverso il gioco
Il metodo, noto come Quat Props, è stato ideato dal pedagogista (e giocoliere) Craig Quat, che ha coniato il concetto di Functional Juggling: si basa sull’idea rivoluzionaria di modellare la giocoleria come un’esperienza sensoriale, adattabile alle esigenze di chiunque, indipendentemente dall’età o dalla condizione di disabilità.
Questo significa che anche chi non si ritiene un giocoliere può cimentarsi e trarne beneficio: l’utilizzo di attrezzi appositamente progettati facilita la pratica e la rende accessibile a persone con diverse abilità motorie e cognitive.
Da oltre 25 anni Francesco Boni lavora nel mondo dell’equilibrismo e del circo più in generale: “alcuni anni fa ho fatto un corso di formazione per imparare questo metodo particolare che rivolge la giocoleria alle persone con disabilità o ai non giocolieri”.
Tra le arti performative la giocoleria è de sempre vista come qualcosa che richiede abilità particolari: il metodo dimostra invece che ogni persona, di qualsiasi età o tipo di disabilità, può praticarla con successo ed efficacia.

La vera magia sta dunque nel ribaltare la prospettiva tradizionale: non è la persona a doversi adattare alla disciplina, ma è la giocoleria che si modella per diventare uno strumento inclusivo.
Un esempio a tale proposito è dato dalla juggleboard, una tavola di legno con più corsie e una buca di arrivo, che consente di far rotolare alcune sfere: a seconda degli esercizi la jugglebord può essere inclinata, utilizzata da una o due persone, può sfruttare la forza di gravità o la rapidità del giocatore che deve effettuare diverse operazioni.
Una rete di inclusione che non ha confini
Nata dall’iniziativa di un gruppo di giovani tra Livorno e Firenze, l’associazione Self Aps è diventata un punto di riferimento a livello nazionale ed europeo per la giocoleria funzionale. Con Francesco Boni come referente per l’area di Livorno, l’associazione ha saputo crescere costantemente, aggiudicandosi bandi prestigiosi e organizzando raduni europei. Il loro lavoro non si limita all’Italia: hanno portato le loro competenze anche all’estero, come in Ungheria, dimostrando la portata universale di questo linguaggio e del metodo.
Il successo di Self Aps risiede nella creazione di un gruppo di docenti affiatato e competente, capace di affrontare sfide complesse e di ottenere risultati gratificanti sia per gli operatori che per i partecipanti. L’esperienza è aperta a tutti, persone con disabilità e normodotate, perché il valore dell’inclusione si manifesta pienamente nella condivisione e nello scambio reciproco.
Partendo da esercizi semplici, il team di Self Aps adatta ogni fase del percorso per raggiungere gli obiettivi specifici di ciascun individuo, in un’ottica di massima personalizzazione.


I benefici tangibili di un’arte che cura
I benefici della giocoleria funzionale sono molteplici e documentati: a livello fisico, si riscontra un miglioramento della coordinazione, della capacità di percepire il proprio corpo nello spazio, della flessibilità e della motricità. Sul piano cognitivo, l’attività incrementa la concentrazione, l’attenzione, la memoria e la capacità di affrontare e risolvere problemi.
Ma gli effetti più sorprendenti si registrano sulla sfera psicosociale: praticare la giocoleria aumenta l’autostima e l’autoefficacia, portando a una migliore percezione di sé.
Infatti, gli esercizi stimolano l’interazione tra i due emisferi cerebrali, favorendo la produzione di serotonina, il cosiddetto “ormone della gioia”, migliorando l’umore e il benessere generale. Inoltre, questa disciplina, pur potendo essere praticata individualmente, apre le porte alla socialità attraverso il gioco, il confronto e la condivisione.
È come un circo dove il vero spettacolo è la capacità di ogni individuo di superare i propri limiti e di scoprire nuove, inaspettate abilità. Si tratta di un’arte che non solo diverte, ma che insegna preziose competenze: quelle abilità psicosociali e affettive fondamentali per la vita di tutti i giorni.
L’impegno di Francesco Boni e di Self Aps evidenzia come la passione e la creatività possano essere messe al servizio della comunità, generando un impatto sociale di grande valore. Il loro lavoro dimostra che non ci sono limiti all’apprendimento e alla partecipazione quando si trovano gli strumenti giusti per abbattere le barriere.
La giocoleria funzionale non è solo un’attività riabilitativa, ma un efficace veicolo di inclusione, un linguaggio universale che parla di fiducia, collaborazione e della bellezza di mettersi in gioco, insieme.








