Il sogno di PizzAut continua a crescere

Il 2 aprile è la giornata internazionale per la consapevolezza sull'autismo. Vogliamo ricordarlo ancora una volta con il caso PizzAut, che non è il solo in Italia, ma è sicuramente il più noto e che quindi 'fa scuola'.

Il 2023 è stato sicuramento un anno indimenticabile per PizzAut: il 2 aprile, data scelta in quanto giornata mondiale per la consapevolezza sull’autismo, veniva inaugurato il secondo locale a Monza, alla presenza di Sergio Mattarella. Proprio il Presidente della Repubblica nel suo discorso di fine anno avrebbe citato PizzAut, ricordando di aver visto i valori della Costituzione “negli occhi e nei sorrisi dei ragazzi con autismo che lavorano con entusiasmo a PizzAut. Promossa da un gruppo di sognatori. Che cambiano la realtà”.

Fotografia del presidente Sergio Mattarella con Nico Acampora di Pizzaut
Il Presidente non ha esitato a rispondere ai ragazzi: “uno di voi”

Il fondatore Nico Acampora si emoziona ancora oggi, ripensando a quel momento, così come quando a novembre è stato nominato Cittadino europeo 2023 dal Parlamento Europeo. E a gennaio di quest’anno lui era di nuovo a Bruxelles a preparare “la pizza più buona della galassia conosciuta” a tutti i parlamentari: cogliendo l’occasione per ricordare che in Europa ci sono 6 milioni di persone autistiche. Non a caso Nico ha rivolto un pensiero a David Sassoli, il compianto presidente del Parlamento europeo, che aveva intuito la portata di questo progetto, anche a livello europeo.

Anche noi di The Good in Town abbiamo voluto conoscere più da vicino questa realtà, dopo averne scritto in queste pagine: a dicembre ci siamo scambiati gli auguri natalizi pranzando nel ristorante monzese, dove poi siamo ritornati più di recente, per una breve chiacchierata con Nico Acampora.

L’opportunità di costruire il proprio futuro

La presenza di persone disabili nella ristorazione non una novità, poiché ogni tanto sarà capitato a tutti di vedere qualche persona autistica o con la sindrome di down, dietro al bancone di un bar oppure nel servizio al tavolo: ma il punto è proprio in quell’ogni tanto. Da episodi sporadici e magari legati alla buona volontà del singolo imprenditore, l’esperienza di PizzAut sta dimostrando che si può impostare un modello economico e sociale differente, inclusivo e di successo.
A tale proposito la formazione rappresenta un punto di partenza cruciale: AutAcademy è il nome dato al percorso di inclusione lavorativa delle persone autistiche nel campo della ristorazione, che è stato avviato da qualche anno in collaborazione con una scuola professionale di Cinisello Balsamo. “Questa parte è fondamentale per fare emergere le attitudini di ognuno”, spiega Acampora, “poi il resto lo imparano qui sul campo, dove sia le cucine che gli ambienti in cui si muovono, sono studiati per favorirli nelle loro attività”.

I 35 ragazzi autistici che attualmente lavorano nei due ristoranti si occupano di tutto: sono pizzaioli, camerieri, barman. Per molti di questi le giornate erano scandite da tempi trascorsi a casa oppure nei centri diurni. È perciò possibile ribaltare la logica assistenzialistica (e piuttosto miope) che vede il disabile come un costo per lo stato. “Non abbiamo mai ricevuto un euro di contributo pubblico, anzi, ogni ragazzo qui è un soggetto attivo che paga le tasse allo Stato”, riprende il fondatore: ”ma soprattutto, l’aspetto più bello è vedere la felicità in tutti questi ragazzi”.

Una storia che è già un libro

Fotografia del libro di Nico Acampora di PizzAut

“Vietato calpestare i sogni” è anche il titolo del recente libro di Nico Acampora scritto in collaborazione con Elisabetta Soglio, giornalista del Corriere della Sera, che racconta la nascita e le storie delle persone legate a PizzAut: in pochi giorni ha già scalato le varie classifiche di Amazon, a conferma della popolarità che cresce costantemente. Da alcuni mesi alcune catene di supermercati vendono la sua pizza surgelata, più di recente PizzAut si è piazzata al 2° posto nella Top 100 dei ristoranti italiani più apprezzati di The Fork e nella recente Domenica di Pasqua sono stati ospiti di Mara Venier a Domenica In.

PizzAut mostra dunque di avere tutte le caratteristiche per essere replicato in molteplici contesti, potenzialmente in situazioni analoghe: vale la pena ricordare che a novembre 2022 una delegazione di cooperatrici asiatiche sono partite dalla Corea del Sud (dove nasce un bambino autistico ogni 38) per conoscere da vicino il modello di PizzAut.
Ben venga quindi l’interesse a livello europeo per un modello in grado di cambiare lo sguardo sulla disabilità e migliorare radicalmente la vita di tantissime persone: “fra le quali non dimentichiamoci i genitori di questi ragazzi”, continua Nico, “che troppo spesso sono lasciati da soli, e piangono, convinti che il loro figlio disabile non li veda”.

Un PizzAutObus per ogni città

Tutto l’interesse che ruota attorno a PizzAut non ha fatto che confermare la determinazione di Acampora nel dialogo con le aziende e nell’impegno affinché sempre più persone autistiche possano inserirsi nel mondo del lavoro.
“Stiamo cercando di sensibilizzare le imprese perché inseriscano persone autistiche al loro interno, non per buonismo o per obbligo di legge, ma perché sono risorse valide”, afferma Nico: “sta andando abbastanza bene e in qualche caso abbiamo dei ragazzi, assunti da aziende di ristorazione, che vengono poi in distaccamento da noi per essere formati”. L’altro grande progetto di Acampora prende forma dall’esperienza che forse ha più minacciato il successo di PizzAut: il food truck che ha consentito di sfornare pizze anche durante il periodo della pandemia.

“PizzAut è pensato in maniera scalabile, ma aggiungere altre pizzerie è molto difficile: il mio sogno è quello di avere tanti PizzAutObus, uno per ogni provincia italiana”. Questo porterebbe alla formazione e conseguente occupazione di 500 ragazzi autistici in tutta Italia: il supporto di alcune imprese, fra cui Bosch, e il coinvolgimento delle Onlus locali sul territorio si sta rivelando molto prezioso per dare forma e concretezza al progetto.

Fotografia del food truck di Pizzaut denominato PizzAutObus
I PizzAutObus sono i food truck che porteranno la pizza di PizzAut in ogni provincia italiana

Ma tu conosci la discografia degli Iron Maiden?

Fotografia di Letizia e Nico Acampora di PizzAut
Nell’abbraccio di Letizia a Nico c’è tuttà la felicità di lavorare da PizzAut

Mentre i clienti pranzano o cenano in uno dei due ristoranti, può capitare che Nico Acampora prenda il microfono, parli agli ospiti (soprattutto se ci sono scolaresche) e racconti di PizzAut: per poi presentare alcuni ragazzi. È successo anche nel nostro caso, quando ha chiesto di fare un applauso a Letizia (la stessa ragazza che serviva al nostro tavolo), mentre stava consegnando la 200esima pizza della giornata. Quindi ha presentato Lorenzo: lui è quello che in un paio di secondi è in grado di dire il giorno esatto del calendario di qualsiasi data, ed è soprattutto un appassionato di heavy metal. Quel giorno ha voluto condividere con tutti i commensali la recente uscita dell’ultimo disco solista di Bruce Dickinson (cantante degli Iron Maiden).
L’abbiamo intercettato mentre passava davanti al nostro tavolo, cogliendo l’occasione di scambiare qualche opinione sul genere musicale.

Fotografia di Lorenzo di PizzAut
Lorenzo, cameriere e metallaro straordinario

Vedevamo che Lorenzo si aggirava fra i tavoli “bello carico”, finché è venuto da noi ed è partito a elencare, brano per brano, tutta la discografia del suddetto Dickinson (7 CD). Alla fine dell’ultima traccia dell’ultimo album a qualcuno è scappato di chiedergli se conosceva anche la discografia degli Iron Maiden.
Lorenzo si è allontanato, forse per pensarci su un attimo, e dopo neanche un minuto è ritornato nuovamente davanti al nostro tavolo iniziando a declamare con precisione: “1980 – Iron Maiden – numero 1 Prowler, numero 2 Remember Tomorrow, numero 3 …”
Nella loro lunga carriera gli Iron Maiden hanno inciso 17 dischi e lui non ha perso un colpo …

Quando ci siamo alzati dal tavolo abbiamo ricevuto gli intensi abbracci di Letizia e Lorenzo, ulteriore dimostrazione di come il loro lavoro li abbia resi più sicuri e disponibili a quel contatto fisico che è spesso un ostacolo per le persone autistiche.

Mangiare da PizzAut è ogni volta un’esperienza coinvolgente, si respira un’atmosfera davvero speciale, positiva, inclusiva: si coglie la gioia di tanti ragazzi e ragazze, appassionandosi inevitabilmente alle loro storie che ogni tanto vengono presentate.

Senza dimenticare un aspetto tutt’altro che secondario: la pizza è veramente ottima!

Pizzaut – nutrire l’inclusione

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