Murazzi del Po, l’innovativo progetto per affrontare le inondazioni

CRA, ovvero Carlo Ratti Associati, lo studio di design e innovazione tra i più autorevoli al mondo, firmerà la riprogettazione degli argini storici del fiume di Torino per rispondere alle ricorrenti inondazioni del fiume Po, che si prevede diventeranno sempre più disastrose con la crisi climatica.

Il 2023 sarà certamente un anno da ricordare in Italia per le alluvioni e, si spera, anche un anno di svolta nella considerazione del fattore ‘crisi climatica’ come qualcosa di reale, ineludibile, devastante, che richiede nuove soluzioni. Dobbiamo correre ai ripari, con strategie di mitigazione e di adattamento, da una parte impegnandoci nella riduzione e compensazione delle emissioni (tutto il tema delle strategie Net Zero); dall’altra nella salvaguardia del territorio e delle comunità, attivando progetti per la protezione e la sicurezza ambientale, volti alla riduzione dei rischi idrogeologici. La cura e la protezione di argini e canali di fiumi e torrenti, che è sempre stata importante, oggi è un imperativo categorico. E va anche considerato come un’opportunità.

L’innovazione, il design, la creatività possono essere di aiuto. Pensando in particolare alla vita nelle città, in uno scenario di forte impatto climatico, si parla oggi di architettura adattiva.

“L’architettura adattiva può rendere le città più resilienti e capaci di affrontare le sfide del cambiamento climatico, tra cui le inondazioni più drammatiche e l’aumento del livello dell’acqua”, afferma Carlo Ratti, socio fondatore di CRA-Carlo Ratti Associati e direttore del Senseable City Lab del MIT di Boston.

A Torino, dove CRA-Carlo Ratti Associati ha anche una sede, è stato presentato un progetto di riqualificazione del lungofiume, che include il restauro di uno spazio di 450 metri quadrati all’interno di sette ex magazzini sotterranei degli storici “Murazzi del Po“, collegati da un unico grande tunnel. In risposta alle esondazioni sempre più frequenti del fiume più grande d’Italia, l’innovazione centrale del progetto è un sistema di pavimenti galleggianti che possono alzarsi quando il livello dell’acqua sale, mettendo in sicurezza gli spazi interni. In cima a queste piattaforme cinetiche, ci sarà un River Center aperto al pubblico, che fungerà da luogo di aggregazione, insieme a una caffetteria e a uno spazio di co-working.

“Le piattaforme galleggianti per Torino offrono un esempio di come i centri urbani possano sviluppare relazioni più armoniose con i loro lungofiume” sottolinea Ratti.

Oltre alla creazione del River Center, il progetto comprende quattro nuovi moli per i servizi di navigazione fluviale. Queste piattaforme sono state progettate non solo per l’imbarco e lo sbarco, ma anche come “piazze sul fiume” con vista sull’acqua. Il piano è completato da una nuova banchina per il rimessaggio delle imbarcazioni. L’inizio dei lavori è previsto per l’inizio del 2024. L’apertura del nuovo River Center e il lancio di una nuova flotta di autobus fluviali elettrici sono previsti per l’inizio del 2026.

I Murazzi del Po, o argini del Po, sono uno dei luoghi simbolo di Torino, un’area fluviale fiancheggiata da ex magazzini per le barche dei pescatori che, dagli anni Ottanta, è diventata il centro della vivace vita notturna e culturale della città. Nell’ultimo decennio, i Murazzi sono stati al centro di un progetto di riqualificazione volto a ringiovanire il lungofiume con spazi di co-working, bar, ristoranti, locali notturni e un rinnovato servizio di navigazione sostenibile. Recentemente, queste iniziative sono diventate parte di un piano più ampio sostenuto dal Piano Nazionale di Recupero e Resilienza (PNRR) finanziato dall’UE.

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