Non solo vino: INNESTI, il progetto editoriale di Caviro dedicato alla sostenibilità

Sara Pascucci, responsabile della comunicazione e della sostenibilità di Caviro, ci racconta la sostenibilità del Gruppo e come il progetto editoriale 'INNESTI, Storie di Sostenibilità ' vuole raccontare e ispirare le buone pratiche della responsabilità sociale d'impresa

L’Innesto della vite è una pratica molto importante in viticoltura: è la tecnica che permette alla pianta di propagarsi, irrobustirsi e creare nuovi esemplari. E’ anche una filosofia che valorizza la somma della diversità.

Il Gruppo CAVIRO, la più grande cooperativa vitivinicola nazionale, nel 2021 ne ha tratto ispirazione per dare vita al progetto editoriale “INNESTI, Storie di Sostenibilità”, volto alla diffusione di quei principi che fanno parte del DNA del Gruppo da oltre 50 anni. Un portale pensato per coltivare un futuro sostenibile, per raccontare le buone pratiche attraverso voci autorevoli ed eterogenee, diffondendo l’etica della responsabilità.

INNESTI: le tematiche

La cooperativa dove tutto torna

Gruppo CAVIRO è la più grande cooperativa vitivinicola nazionale: 417 milioni di ricavi nel 2022, 11.650 soci, 27 cantine in 7 regioni d’Italia, 37.300 ettari vitati e 600 mila tonnellate di uva prodotta (quasi il 10% del totale Italia).

Qui, dove tutto torna”: il claim che sintetizza l’approccio in termini di sostenibilità economica, sociale e ambientale e caratterizza il modello di economia circolare del Gruppo faentino. 

Sara Pascucci, responsabile della comunicazione e della sostenibilità di Caviro, ci ha raccontato come il modello cooperativo sia stato tradotto in modello di valore, capace di unire l’obiettivo della sostenibilità sociale ed economica a quello dell’impatto ambientale.

“La sostenibilità è stato il tema portante della mia formazione universitaria e della sua comunicazione mi sono occupata fino dall’inizio della mia carriera.
Quando sono arrivata in Caviro mi ha colpito quanto l’azienda lavorasse per raggiungere la realizzazione di un modello completamente circolare e quanto ancora poco questo impegno fosse stato divulgato.
Un paradosso rispetto al sistema di comunicazione corrente, dove prima si racconta l’impegno e poi, casomai, lo si concretizza.

Il mio compito è stato quello di unire i puntini di un percorso non strutturato e tradurlo in strategia, per poterlo poi, casomai, raccontare. Così Caviro ha iniziato a parlare di sostenibilità aziendale.
Era il 2015, l’anno di Expo, e da allora non ci siamo più fermati: a maggio presentiamo il IV Bilancio di Sostenibilità del Gruppo certificato in cui raccontiamo come Caviro sia divenuta in Italia e all’estero una Best Practice di scelte sostenibili – spesso pioneristiche - pur rimanendo sempre fedele alle proprie radici agricole.

Ogni azione è il risultato di una intensa attività di ricerca e impegno, un lavoro di squadra che da sempre punta alla riduzione dell’impatto ambientale in ogni passaggio della filiera, creando una struttura esemplare di economia circolare. 
Partendo dalla promozione della sicurezza e del benessere di dipendenti e consumatori, passando attraverso la valorizzazione dei sottoprodotti della vinificazione, l’utilizzo dei fanghi per la generazione di biogas, il recupero delle quote multimateriale residuo, per arrivare a progetti di logistica collaborativa e alla creazione di progetti di sostegno territoriale.”

Valorizzazione degli scarti ed economia circolare

Dalla lavorazione del vino Caviro ottiene tonnellate di materia prima – come feccia, vinaccia e vinaccioli – che trasforma in prodotti ad alto valore aggiunto.
Con Caviro Extra, il gruppo investe in R&S di ingredienti e prodotti ad alto valore aggiunto derivati dalla valorizzazione degli scarti delle filiere agro-alimentari italiane.

Gli scarti vengono recuperati per il 99% e fanno di Caviro la prima capacità produttiva di alcol etilico in Italia. L’alcol etilico viene impiegato nell’industria alimentare, nella cosmesi, nell’industria farmaceutica, in quella chimica, per uso domestico e nel settore energetico. Infine, la partnership con Hera Ambiente consente di raccogliere sfalci, potature e sovvalli dal territorio per produrre energia da fonti rinnovabili rendendo il Gruppo autosufficiente.

Ma non finisce qui, i frutti della terra sono prima destinati al settore alimentare e la parte residua alla produzione di energia. Ciò che rimane viene trasformato in fertilizzanti naturali che tornano ad arricchire con nuova sostanza organica i vigneti da cui tutto ha avuto inizio.

schema dell'economia circolare appresentato da una infografica

Con un approccio semplice e coerente, che unisce visione strategica, innovazione e vicinanza al territorio, il Gruppo concorre in modo pratico alla realizzazione dell’Agenda 2030 Onu

Storie di Sostenibilità

“Uniti i puntini e strutturata la strategia che da tempo agiva lo sviluppo sostenibile, ci siamo dunque sentiti pronti a promuoverla – continua Sara.

INNESTI è stata la forma grafica, il naturale prolungamento del nostro impegno quotidiano in materia di sensibilizzazione e diffusione dei temi che più ci stanno a cuore. 
Ci siamo domandati quante potessero essere le realtà che ancora non avevano dato voce al loro, di impegno, e immaginato uno spazio virtuale, che con queste realtà potesse connetterci e accogliere i loro racconti: un percorso editoriale per dare voce a fatti e persone capaci di raccontare e ispirare la transizione ecologica.
Lo stesso nome del progetto ha una forte valenza metaforica.

Un progetto valoriale con un obiettivo lungimirante perché non ha una scadenza, né si prefigge un ritorno economico, ma vuole essere semplicemente uno strumento capace di creare una persistente traccia della cultura della sostenibilità, per sensibilizzare, come l’aratro segna il solco sulla terra, per renderla più fertile.
Portavoce di buone pratiche, testimone di storie di successo e partecipato spettatore del cambiamento, INNESTI ha scelto il linguaggio semplice di chi vuole comunicare in modo inclusivo e trasversale e, grazie alla tecnologia digitale, si è dotato di una veste grafica artistica e creativa, per attrarre e incuriosire.

Ogni storia è bella e buona in assoluto, è senza tempo, non ha scadenza, non cavalca mode temporanee, ma evolve e converge nel flusso dei condivisi obiettivi ONU dell’Agenda 2030. 
INNESTI oggi è un magazine trimestrale online e una vasta community di lettori e contributor che legge, partecipa e vive “Storie di Sostenibilità”, ma non si preclude di assumere nel tempo forme diverse per poter continuare a trasmettere il messaggio dello sviluppo sostenibile al più ampio pubblico possibile.

A fine 2021 ha assunto forma di Antologia Cartacea, la cui stampa ha permesso la piantumazione di centinaia di alberi grazie alla partnership con ZeroCo2. Ma già si prepara a viaggiare come Festival, costituirsi Premio o Borsa di Studio, proiettarsi come Cortometraggio, promuoversi come campagna o podcast, esporsi come Mostra. Perché INNESTI comunica, e le forme di comunicazione non hanno confini, sono fluide, è l’obiettivo che non cambia: guidarci verso un futuro più responsabile. Dove ognuno di noi possa essere più responsabile.”
copertina dell'Antologia INNESTI
INNESTI: l’Antologia
L'Antologia di INNESTI mentre viene sfogliata
INNESTI: l’Antologia

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