Hera Luce e le sfide della Smart Sustainable City

Un ecosistema per l’illuminazione pubblica che impatta non solo sul risparmio energetico e il ciclo di vita dei materiali, ma anche su sostenibilità sociale attraverso efficientamento, predittività e sicurezza stradale

Hera Luce è la società di illuminazione pubblica del Gruppo Hera (oggi società benefit) che progetta, realizza e gestisce impianti di illuminazione pubblica. Serve oltre 190 comuni e oltre 580 mila punti luce è uno dei più importanti operatori nazionali partner delle pubbliche amministrazioni per le quali realizza progetti su misura.

Da sempre Hera Luce considera l’illuminazione come parte di un ecosistema di servizi più ampio: la riqualificazione degli impianti di illuminazione avviene sempre in stretta collaborazione con i territori ed è proiettata alla costruzione di comunità più sostenibili e aperte alle nuove tecnologie.

icona dell'SDG 11 Agenda Onu 2030

Lo sviluppo di soluzioni a servizio delle Smart Sustainable City è indirizzato alla creazione di una città resiliente, rigenerativa, inclusiva, che interpreta il proprio ruolo sulla base degli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’agenda ONU 2030.

L’attenzione alla sostenibilità ambientale si concretizza anche nella realizzazione di impianti composti da materiali recuperabili anche oltre il 90% e, grazie allo sviluppo di sistemi Internet of Things integrati nei sistemi di controllo dei flussi cittadini, è possibile progettare sistemi adattivi che variano l’intensità luminosa al passaggio di mezzi o persone, portando un rilevante risparmio di energia.

The Good in Town ha incontrato il Direttore Generale di Hera Luce, Alessandro Battistini e Matteo Seraceni, responsabile dell’Ufficio Ingegneria e Innovazione dal cui confronto è emersa ampiamente la virtù dell’approccio e dell’impegno aziendale.

“In tempi ancora non sospetti ho partecipato alla stesura del libro bianco per la competitività ambientale d’impresa di AssoSCAI, (Associazione per lo Sviluppo della Competitività Ambientale d’Impresa), concetti che ho poi introdotto naturalmente in Hera Luce, dove fin da subito abbiamo lavorato per integrare la cultura della sostenibilità nell’azienda. – afferma Battistini. “Per questo abbiamo dedicato al tema dell’illuminazione pubblica la missione del Gruppo Hera, nata nel 2002 per accompagnare i territori verso un futuro più sostenibile dal punto di vista ambientale, sociale ed economico e che da anni assume su vari fronti precisi impegni pubblici, trovandosi già – di fatto – sulla strada per la neutralità climatica tracciata dall’Unione Europea al 2050. Oggi siamo perfettamente allineati alle logiche espresse dal nostro bilancio sostenibilità, mirate a ESG e al conseguimento degli obiettivi dell’Agenda 2030 Onu.

Il ruolo che ci siamo ritagliati nel tempo è quello di proporci come pionieri di logiche e soluzioni dedicate a efficientamento e implementazione di pratiche sostenibili, secondo le logiche dell’economica circolare e della diminuzione dell’impatto ambientale di prodotti e processi. Il livello di consapevolezza delle Utilities (le imprese di pubblico servizio) in direzione della transizione ecologica è molto alto, soprattutto in Italia, in cui le materie prime scarseggiano. Servono però degli apripista, come Hera Luce, che sappiano indirizzare la rotta. Evolvere in Società Benefit è stato il naturale compimento del percorso intrapreso in termini di attenzione verso la sostenibilità ambientale, la preservazione delle risorse e la trasformazione delle città servite in smart sustainable city.

Il Gruppo Hera è società benefit

A giugno 2022, il Gruppo Hera ha infatti rafforzato il proprio impegno per lo sviluppo sostenibile e la creazione di valore per territori e comunità servite, trasformando in Società Benefit la controllata Hera Luce. L’azienda ha introdotto nel proprio statuto sociale il concetto di corporate purpose e si prefigge di perseguire tre finalità specifiche di beneficio comune: contribuire alla prosperità delle comunità locali, perseguire la neutralità di carbonio e guidare la transizione verso un modello di economia circolare.

Inoltre, assicurando le migliori condizioni di lavoro ai propri dipendenti e a quelli dei fornitori, Hera Luce promuove la collaborazione tra pubblico e privato in un approccio multistakeholder.

“Uno dei nostri primi progetti è stato quello di mettere a punto un sistema per la valutazione dell’efficienza di apparecchi ed impianti di illuminazione, confluito poi negli indici IPEA (Indice Parametrizzato Efficienza Apparecchio) e IPEI (Indice Parametrizzato Efficienza Impianto) presenti nei Criteri Ambientali Minimi per l’acquisto di sorgenti e apparecchi e per la progettazione di impianti di illuminazione pubblica, sviluppati dal Ministero dell’Ambiente, al cui tavolo di lavoro abbiamo partecipato come referenti tecnici – ci racconta Matteo Seraceni, responsabile dell’Ufficio Ingegneria e Innovazione”.

Una misurazione in più: l’impatto materico

“Ma non c’è solo il risparmio energetico – continua Seraceni. “Nella valutazione del ciclo di vita di un impianto di illuminazione la valutazione dell’impatto materico è sempre più importante, soprattutto con l’avvento delle nuove sorgenti LED, sempre più efficienti. Per questo motivo, per chiudere il cerchio, abbiamo voluto misurare anche la circolarità materica: nel 2018 abbiamo creato un sistema di misurazione che analizza i materiali impiegati negli impianti di illuminazione durante tutto il loro ciclo di vita – dall’origine, alla destinazione finale – sia in termini di flussi di materia, sia in termini economici. Un approccio completamente allineato alle indicazioni del Ministero dell’Ambiente e coerente con le indicazioni fornite dalla Fondazione Ellen MacArthur, a cui il gruppo partecipa attivamente fin dal 2017.

Il nostro sistema di valutazione ha, inoltre, anticipato i requisiti sulla circolarità previsti dai Criteri Ambientali minimi per il servizio di illuminazione pubblica e dal 2022 è stato certificato dal Bureau Veritas come strumento di assessment ufficiale per il bilancio materico. La sinergia con il Ministero dell’Ambiente è proseguita attraverso l’Alleanza per l’Economia Circolare, di cui facciamo orgogliosamente parte.”

Il tool di bilancio materico consente di misurare il tasso di circolarità materica delle soluzioni tecnologiche proposte e quindi permette di comunicare le prestazioni ambientali sia alle Pubbliche Amministrazioni sia ai clienti industriali grazie ad una documentazione puntuale e aggiornata nel tempo. Nel giugno 2022, Ammagamma (società di data science che offre soluzioni di Intelligenza Artificiale alle aziende) e Hera Luce hanno messo a punto un nuovo progetto, finalizzato alla manutenzione della pubblica illuminazione. Grazie ad un insieme di modelli previsionali basati su tecniche di IA, Hera Luce è stata in grado di passare da un approccio improntato alla manutenzione ordinaria ad uno che, al contrario, ha al proprio centro la manutenzione predittiva e preventiva di tutti i punti luce pubblici di un comune.

A Padova, la pista ciclabile del Lungargine Scaricatore, che costeggia il fiume Bacchiglione, la sfida è stata realizzare un nuovo sistema di illuminazione adattiva, che regola l’intensità luminosa automaticamente al passaggio delle persone

“Il nostro lavoro è fatto di esempi concreti – prosegue Matteo Seraceni – perché riteniamo che questo sia l’unico modo per creare consapevolezza e per sensibilizzare i cittadini: dimostrare che assieme, cittadini e aziende, possono fare veramente la differenza. Oggi abbiamo iniziato tracciando la strada nell’illuminazione pubblica. Nel futuro, la comprensione delle aspettative degli shareholder sarà fondamentale per definire nuove proposte che siano coerenti con le loro esigenze e al contempo che possano incidere sul mercato attraverso interventi mirati alla sostenibilità e alla circolarità dei territori da noi serviti”.

In copertina, panoramica notturna di Giulianova, Teramo, dove Hera Luce ha realizzato un innovativo progetto di illuminazione pubblica che ha riguardato la riqualificazione di più di 4.600 punti luce e dei quadri elettrici.

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