Resilienza e uguaglianza: il binomio vincente

La capacità di adattamento alle sfide della complessità dipende anche dal livello di uguaglianza di genere promosso. Unesco analizza lo status quo e propone 10 step per promuovere la resilienza di genere.

Disuguaglianze e discriminazioni compromettono la stabilità di una nazione, limitandone la capacità di adattamento e la capacità di gestire efficacemente le crisi.

É quanto sostiene il recente rapporto dell’Unesco, “Empowering women for the good of society: gender-based resilience“, che collega per la prima volta resilienza e uguaglianza di genere, nella convinzione che questo sia il binomio fondamentale per creare comunità più forti e capaci di superare le avversità

L’obiettivo del documento è quello di offrire un modello per valutare la resilienza di genere, analizzando vari indicatori relativi ai diritti umani e al coinvolgimento femminile in ambiti cruciali come l’istruzione, la scienza, il lavoro e la politica.

Donne e innovazione

Il rapporto pone inoltre l’accento sulla limitata rappresentanza femminile in settori innovativi quali la digitalizzazione e l’intelligenza artificiale, aspetti che stanno rivoluzionando il nostro quotidiano. 

Nel 2020 le donne rappresentavano solo il 26% dei professionisti nel settore della ricerca e dello sviluppo in dati e intelligenza artificiale, una cifra che si abbassa ulteriormente al 12% quando si parla di cloud computing, ossia l’insieme di servizi IT forniti attraverso la rete. Sono donne, appena il 14% degli autori di studi scientifici peer-reviewed sull’intelligenza artificiale pubblicati a livello globale. Anche l’Italia mostra numeri simili per quanto riguarda la partecipazione femminile in queste aree, con soltanto il 19% di donne impiegate nel settore ICT nel 2022.

scelta, cambiamento e cambiamento per le donne

Dalla formazione alla pensione

Queste disparità, accentuate dagli stereotipi di genere che confinano le donne in ruoli tradizionalmente umanistici e gli uomini in quelli tecnico-scientifici, influenzano negativamente le scelte educative delle giovani ragazze e l’investimento delle famiglie nella loro formazione.

Gli stereotipi di genere influenzano profondamente il mondo del lavoro, con effetti tangibili sull’occupazione femminile. Secondo il rapporto in esame, è comune la percezione che gli uomini debbano avere la priorità nell’accesso al lavoro in tempi di crisi. Le donne sono spesso viste come le principali addette alle mansioni domestiche e di assistenza, dedicando mediamente molto più tempo rispetto agli uomini a queste attività non retribuite.
Il congedo parentale, pur essendo teoricamente accessibile anche agli uomini, è prevalentemente utilizzato dalle donne, spingendole verso lavori a tempo parziale o meno remunerativi per bilanciare gli impegni familiari.

Questa situazione si riflette in un significativo divario pensionistico di genere, che vede le donne anziane particolarmente svantaggiate in termini di sicurezza economica. Con una pensione inferiore del 26% rispetto agli uomini, le donne sono esposte a un rischio maggiore di povertà, soprattutto in Paesi come il Giappone, dove il divario raggiunge picchi notevoli. Nonostante un incremento della partecipazione femminile nel mercato del lavoro, il gap pensionistico si è ridotto solo marginalmente negli anni, evidenziando la necessità di interventi mirati per correggere queste disuguaglianze strutturali.

Resilienza di genere alle sfide del cambiamento climatico

Le disuguaglianze di genere possono aggravare significativamente la vulnerabilità delle donne agli impatti dei cambiamenti climatici e dei disastri naturali. A causa di barriere nell’accesso a informazioni vitali e risorse, le donne si trovano spesso ad affrontare rischi maggiori in situazioni di emergenza.
Un dato allarmante evidenzia che le donne hanno una probabilità fino a 14 volte superiore di perdere la vita in seguito a calamità naturali rispetto agli uomini.
Competenze basilari come saper nuotare senza assistenza assumono un’importanza cruciale in contesti di alluvioni, ma una percentuale significativamente inferiore di donne rispetto agli uomini possiede questa abilità.
Questo gap è influenzato da fattori culturali e sociali, inclusi gli stereotipi di genere che vedono gli uomini più predisposti all’attività fisica e le restrizioni imposte alle donne in alcuni contesti per quanto riguarda l’esposizione pubblica del corpo.

pianeta comprensivo della diversità

Allo stesso tempo, la loro esclusione dai processi decisionali riduce la loro capacità di influenzare le politiche e le strategie di adattamento che impattano direttamente sulle loro vite. Questa marginalizzazione si estende anche al settore lavorativo, dove le donne prevalgono in attività economiche fortemente influenzate dagli effetti ambientali negativi, come l’agricoltura di sussistenza.

Inoltre, in situazioni di sfollamento causate da calamità, le donne affrontano sfide aggiuntive, inclusa un’alta incidenza di violenza di genere e un accesso limitato a servizi essenziali come quello sanitario.
La crescente incidenza di malattie legate al clima, aggravata dall’alterazione degli ecosistemi, impone un ulteriore fardello sulla salute delle donne, specialmente delle donne incinte, rendendo evidente la necessità di un approccio inclusivo e sensibile al genere per combattere efficacemente gli impatti dei cambiamenti climatici.

Promuovere la resilienza di genere in 10 punti

Ecco una sintesi della road map proposta dall’Unesco per promuovere la resilienza di genere, organizzata in 10 punti focali:

  1. istruzione per le bambine e ragazze: ampliare l’accesso all’istruzione per le bambine, migliorando la loro alfabetizzazione e riducendo la vulnerabilità a lungo termine;
  2. competenze tecnologiche per le donne: incrementare la partecipazione femminile nei settori dell’IT e dell’intelligenza artificiale per combattere la segregazione di genere nell’innovazione tecnologica.
  3. congedo parentale equo: promuovere una condivisione più equa del congedo parentale tra uomini e donne, sostenendo una cultura della corresponsabilità nelle cure familiari;
  4. rafforzare la presenza femminile nei processi decisionali: aumentare la rappresentanza femminile nei ruoli decisionali per garantire una società più inclusiva e resiliente;
  5. eliminazione della violenza di genere: combattere tutte le forme di violenza contro le donne come ostacolo fondamentale alla realizzazione personale e alla sicurezza;
  6. opportunità lavorative per le donne: creare condizioni lavorative che superino gli stereotipi di genere e offrano pari opportunità di impiego,
  7. migliorare la mobilità intergenerazionale: assicurare che ogni generazione possa avere un tenore di vita migliore di quella precedente, puntando sull’istruzione femminile e l’equità di genere,
  8. abilità contro i cambiamenti climatici: dotare le donne delle competenze necessarie per affrontare le sfide poste dai cambiamenti climatici, inclusa la capacità di nuotare per garantire la sicurezza personale in caso di disastri naturali;
  9. condivisione delle responsabilità domestiche: incentivare una distribuzione più equa del lavoro di cura domestica tra uomini e donne, al fine di ridurre il carico sulle donne e promuovere la loro partecipazione nel mondo del lavoro;
  10. ridurre le gravidanze adolescenti: affrontare le gravidanze precoci attraverso l’educazione e la sensibilizzazione, per ridurre la vulnerabilità economica e sociale delle giovani madri e dei loro figli.
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