Una legge sul clima per l’Italia

L’Italia è considerata a tutti gli effetti un “hot-spot climatico”, ovvero un’area più esposta di altre ai rischi del surriscaldamento globale. ASviS auspica una legge sul clima per l'Italia.

L’ASviS – Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, ha presentato a marzo 2023 il suo primo Policy BriefDieci proposte sul Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici: un nuovo strumento per promuovere e stimolare il dibattito pubblico sulle politiche per lo sviluppo sostenibile.

La presentazione ufficiale, in conferenza stampa online, si è tenuta martedì 20 Giugno, alle ore 11.00, qui il video.

PNACC, PNIEC alla sbarra

Il documento si focalizza sulla analisi del Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici – PNACC del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica – MASE.

Il PNACC raccoglie buona parte delle misure per permettere all’Italia di adattarsi a fenomeni climatici estremi, come quello appena verificatosi in Emilia-Romagna, ed è il risultato del percorso avviato dall’allora Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Mare nel 2017. Dopo varie fasi di verifica e valutazione tra il 2018 e il 2022, il documento è stato pubblicato sul sito del MASE a dicembre 2022 e aperto a consultazione pubblica a febbraio 2023.

Nel frattempo, a marzo 2023 è stato pubblicato dall’IPCC, Gruppo Intergovernativo sui Cambiamenti Climatici, il Sesto Rapporto di Valutazione sulla crisi climatica indicato con la sigla Ar6. Il report rappresenta la più aggiornata e completa rassegna scientifica sui cambiamenti climatici

ASviS si concentra sulla coerenza generale delle politiche sul clima e sulla rapida implementazione del PNACC e revisione del Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima – PNIEC.

cartello stradale immerso nell'acqua di una alluvione
Foto di Hermann Traub da Pixabay

L’Italia è un hot-spot climatico

La situazione italiana legata alla crisi climatica mostra particolari evidenze ed avanzati effetti tangibili. Infatti, per posizione e conformazione geografica, l’Italia è destinata a subire maggiori danni rispetto ad altri paesi dell’area continentale europea.

Primo fra tutti, è il fenomeno dell’aumento della temperatura: l’aumento medio mondiale dal 1880 è di 1.1°C, mentre in Italia ammonta a 2.4°C. Se le proiezioni auspicano l’incremento dei prossimi anni a 1,5°C, l’Italia è già destinata a una sfida ben più impegnativa.

L’Italia è considerata a tutti gli effetti un “hot-spot climatico”, ovvero un’area più esposta di altre ai rischi del surriscaldamento globale.

Enrico Giovannini, direttore scientifico e portavoce dell’ASviS, ha sottolineato la necessità di un pronto intervento con dati alla mano:

  • Il 28% del territorio italiano presenta evidenti segni di desertificazione;
  • Il 94% dei comuni è in stato di dissesto idrogeologico: rischio frane, alluvioni ed erosione costiera;
  • Il volume dei ghiacciai alpini si è ridotto del 50% negli ultimi decenni con conseguente rischio siccità;
  • Le reti idriche nazionali registrano una dispersione media del 42%.

Mitigazione e Adattamento: i piani di implementazione

Mitigazione e adattamento rappresentano i due pilastri della lotta al cambiamento climatico e guardano a tutte le azioni di prevenzione, assestamento e resilienza per difendersi dagli effetti del cambiamento climatico.

Due politiche interdipendenti tra loro e che costituiscono la base della Contribuzione Nazionale Volontaria – NDC, che ogni paese deve presentare alla Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici -UNFCCC e da cui derivano gli impegni nazionali da attuare secondo il principio di incremento graduale ratcheting up: mai tornare indietro.

tante scritte che spiegano cosa è il cambiamento climatico

PNACC e PNIEC si configurano come strumenti cruciali per affrontare le sfide ambientali attuali.
Il PNACC è stato indetto per mitigare i rischi e migliorare la capacità di adattamento dei sistemi naturali, sociali ed economici. Mentre il PNIEC si concentra sull’efficienza energetica, l’uso di fonti rinnovabili e la riduzione delle emissioni di CO2.

Due facce della stessa medaglia, due azioni che devono proseguire nella stessa direzione. Importanti per la promozione di uno sviluppo sostenibile e garantire la transizione verso un’economia green.

La Strategia Europea per i Cambiamenti Climatici

Il PNACC era stato per altro attivato anche sulla scia dell’approvazione, nel 2021, della Nuova Strategia Europea per i Cambiamenti Climatici. questa nuova strategia è definita trasversale a tutte le iniziative del Green Deal e indica tre priorità per supportare l’adattamento a tutti i livelli e in tutti i settori. 

  • Integrare l’adattamento nelle politiche macro-fiscali: valutare gli impatti economici dei rischi climatici e tenerne conto nella pianificazione dei budget pubblici, in modo da allocare i fondi in base alle necessità;
  • Sviluppare soluzioni basate sulla natura (Nbs): per adattarsi meglio. Le NbS comprendono una vasta gamma di alternative, dal ripristino delle pianure alluvionali, delle torbiere e della vegetazione ripariale per mitigare le esondazioni dei fiumi e le frane, al ripristino delle barriere coralline per ridurre l’impatto delle inondazioni ed erosione costiera, fino al rimboschimento delle foreste.
  • Intervenire con l’azione locale: la capacità di adattamento e la resilienza interessano l’intero territorio italiano, ma il Sud evidenzia un numero considerevole di comuni con bassi livelli di resilienza ai disastri. Si tratta di una carenza di capacità di risposta istituzionale, sociale ed economica, che rappresenta una delle più veloci prevenzioni ed evitamenti di disastri locali. Pertanto, è necessario rispondere a questa carenza per evitare di allargare la forbice delle disuguaglianze tra Nord e Sud.

I 10 punti del Policy Brief di ASviS

L’Asvis, attraverso il Policy Brief, riassume in dieci punti le urgenze e le necessità per affrontare la crisi climatica:

  • Serve coerenza tra politiche sul clima, sulla biodiversità e sulle transizioni ecologica e digitale;
  • Rivedere il PNIEC e, in sinergia con il PNACC, procedere all’approvazione di una Legge italiana sul clima;
  • Completare l’analisi di rischio e di vulnerabilità su tutto il territorio nazionale;
  • Rendere operativo il PNACC nei tempi urgenti della crisi climatica;
  • Concordare tra Governo e Parlamento una gerarchia delle priorità delle misure di adattamento e degli interventi da attuare in funzione delle specificità dei territori e delle risorse disponibili;
  • Privilegiare le soluzioni basate sulla natura (nature based solutions);
  • Definire regole, ruoli e responsabilità della governance del Piano, anche in chiave difinanziamento delle amministrazioni regionali e locali;
  • Ridurre le diseguaglianze dovute alle caratteristiche diverse del clima e dei territori in Italia;
  • Regolare la partecipazione della società civile e delle parti sociali escluse dall’Osservatorio, sull’esempio di quanto fatto per le grandi opere previste dal PNRR;
  • Istituire percorsi di formazione per la lotta ai cambiamenti climatici e per l’adattamento, investendo nell’istruzione pubblica media superiore e universitaria.

Il policy brief si muove secondo la direttrice di questo motto:

“evitare ciò a cui non possiamo adattarci e adattarci a ciò che non possiamo evitare “

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